Monday, September 21, 2009

W la Cola..Opensource!

Il 22 Luglio 2009 é stata la giornata mondiale di boicottaggio della Coca-cola, probabilmente la bevanda analcolica più venduta al mondo, simbolo tra i più emblematici della cosiddetta globalizzazione (o sarebbe meglio dire del Capitalismo contemporaneo, dunque di tutti i tempi), tanto da essere stimato il più prezioso al mondo ; di tale portata é la sua preziosità nella attuale società capitalistica su tutto il pianeta che persino la bottiglia "tipica ha" il copyright (chissà se riusciranno a riservare i diritti pure ai rutti tipici scaturenti dalla sua ingestione).
Le tipiche acquisizioni di aziende ad opera della Coca-Cola Company in tutti i paesi del mondo sono tra le operazioni commerciali più imponenti e discutibili ( per qualcuno ) della storia.

In questo articolo non si vuole insistere ne far minimamente menzione ai danni, veri e/o presunti, derivanti dall'ingestione della Coca-cola (anche se esistono in merito notizie così "particolarmente curiose" (ma che per fortuna c'é chi si preoccupa di approfondirle ) che difficilmente non viene spontaneo fermarsi 1 minuto a riflettere prima di farne un sorso) non é certamente molto più nociva di altre migliaia di prodotti alimentari (e non solo), condannabili (dunque boicottabili) sia per come vengono prodotti sia per ciò che contengono ; ma ce ne sarebbero di molti altri.
Qualcuno ha addirittura fatto anche un dettagliato rapporto su quello che succede quando la bevi..e qualcun altro ha provato a farla in casa, non propriamente con estrema facilità!
La cosa molto più importante quando si parla di Coca-Cola o di marchi di questa portata é il comportamento eticamente corretto o meno (di solito meno!) che viena adottato; e di solito le conseguenze delle azioni legali intraprese dei loro confronti sono la cartina tornasole, il parametro assolutamente non trascurabile a tal scopo.

Un pò di storia.

La "Coca-Cola" fu inventata dal farmacista statunitense John Stith Pemberton l'8 maggio 1886 ad Atlanta, inizialmente come rimedio per il mal di testa. Il primo nome che venne dato alla bevanda fu "Pemberton's French Wine Coca". Quella di Pemberton era una variazione del cosiddetto "vino di coca" (o Vin Mariani), una miscela di vino e foglie di coca che aveva avuto largo successo in Europa quando era stata creata dal farmacista còrso Angelo Mariani. All'alcol venne sostituito un estratto delle noci di cola, una pianta tropicale reputata non dannosa per la salute. Dall'uso combinato dei due ingredienti principali, la coca e la cola, la bibita acquisì il nome attuale. Quando anche la coca venne bandita (dalla pianta si estrae infatti la cocaina), venne scartato l'alcaloide dagli estratti dalle foglie di coca, mentre la cola (in noci) continuò a essere utilizzata come fonte di caffeina.

N la scoperta, Pemberton accumulò forti debiti e per appena 550 dollari vendette formula e diritti della Coca-Cola ad Asa Candler, uomo d'affari che aveva intuito il potenziale della bevanda e compreso l'importanza della pubblicità per diffonderla e per sbaragliare la concorrenza.

Dopo la quotazione in borsa dell'azienda nel 1919, la Coca-Cola iniziò la sua diffusione mondiale negli anni venti, trasformandosi in un 'business' di grandi dimensioni, gestito dalla The Coca-Cola Company con sede a New York, e che comprende ulteriori bibite (meglio note col nome di bevande gassate) quali la Fanta, la Sprite e altre (gruppo Coca-Cola Company.)

Nel 1927 la Coca-Cola viene importata anche in Italia. Nel 1960 comparve la prima Coca-Cola in lattina, mentre nel 1980 anche quella in bottiglia PET.

La bibita è disponibile nella maggioranza dei luoghi di ristorazione del mondo, ed è la bevanda per eccellenza nei fast-food, soprattutto grazie alla politica che prevede l'abbattimento pauroso del prezzo finale di vendita, grazie all'eliminazione di ciò che i "signori" della Coca-Cola chiamano "spese non necessarie".

Il marchio è stato più volte indicato da numerose ricerche come il più conosciuto al mondo. La maggior rivale della Coca-Cola è la Pepsi, ma ne esistono moltissime imitazioni.

La Coca-Cola vanta diversi luoghi legati interamente al marchio, tra i quali un museo ad Atlanta, sede della compagnia, e alcuni negozi di merchandising, i World of Coca-Cola di New York e Las Vegas.

Le foglie della qualità Eritroxylum novogranatense, coltivate legalmente in Perù, sono poi esportate in New Jersey, dove la Stephan Chemical Company, sotto l'egida della DEA, l'ente antinarcotici statunitense, provvede a ottenere l'estratto aromatico decocainizzato, la cui produzione è interamente acquistata dalla The Coca-Cola Company; si tratterebbe dell'aroma denominato "7X" (o anche merchandise #7, ossia "aroma numero 7"), su cui l'azienda ha sempre mantenuto il più stretto riserbo. Comunque sia, la ricetta completa (e neanche la ricetta in parte) della Coca-Cola non è mai stata rivelata in modo ufficiale. È sicuramente cambiata più volte nel tempo, per allinearsi alle legislazioni nazionali dei vari paesi in cui viene prodotta e/o commercializzata; la formula viene quindi modificata in base al progresso di società e cultura, non esente da operazioni di cost saving, a partire dagli anni novanta.
Queste sono le notizie "ufficiali" che quasi tutti conoscono ma ce ne sono di altre, meno conosciute, come al solito, secondo le quali la Coca-Cola Company potrebbe addirittura essere considerata alla stregua di uno dei peggiori narcotrafficanti del pianeta.

Insomma, fin qui (accuse di narcotraffico a parte!) sembra la storia di una delle tante imprese che hanno fatto un gran fortuna; il problema é che la parola fortuna significa "tanto tanto denaro (dunque potere)" e per farlo come l'ha fatto la Coca-Cola, c'é, necessariamente, soprattutto all'interno del mercato "regolato" (qualcuno preferisce il termine "frenato") dalle grandi lobbies, bisogno di ricorrere ai "soliti" escamotages non troppo difficli da immaginare.
Inutile dilungarsi a spiegare dettagliatamente tutti (o quasi) i motivi per cui boicottare la Coca-Cola, visto che c'é chi l'ha già fatto molto più che adeguatamente, per cui prendiamo atto del lavoro svolto da centinaia di persone ogni giorno che hanno addirittura creato vere e proprie campagne di boicottaggio, motivate da documenti e fatti reali, che pur se alimentanti anche grazie ai concorrenti (che in realtà non esistono a tutt'oggi a quel livello) rimangono prove evidenti e non bypassabili per chi decide di perseguire scelte minimamente etiche, alla faccia di chi dice che i cambiamenti non devono o non possono provenire dal "basso"!
E oggi le scelte alternative ci sono eccome, noi ne abbiamo provate molte, acquistandole soprattutto nei negozi Equo&Solidale e la maggior parte sono risultate addirittura + gustose e dissetanti della cola + famosa e diffusa al mondo, soprattutto per il minor contenuto di zucchero (o di zucchero diverso); per quanto qualcuna sembra preferibile (eticamente) ma se si fa una piccola ricerca si scopre che non lo é, possiamo anche in questo caso scegliere...l'OpenSource!

1 comment:

Anonymous said...

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