Friday, June 02, 2006

Alimentazione : un punto di partenza.

salve a tutti.
questo blog nasce da un altro blog in cui mi sono imbattuto, dove l'autore postava questa frase "....del resto l'uomo nasce carnivoro..."

Io non credo che l'essere umano SIA 'naturalmente progettato' per ingerire carne e, infatti, se ciò può avvenire é soltanto per le (poche) migliaia di anni che ha passato a mangiarne nella maniera che meglio gli si confà : "umana"!

Mi viene 'spontaneo' motivare il mangiare la carne di animali uccisi un atto egoistico, dettato, il più delle volte, principalmente da ignoranza, mancanza di razionalità e/o non-rispetto nei confronti del REALE "ordine naturale".
Non é possibile pensare che oggi, nel 2007, l'essere umano giustifichi con la propria autoconservazione la scelta di ingerire sostanze animali ottenute dallo sfruttamento barbaro e dall'uccisione degli animali con i quali condivide la casa, ossia il pianeta terra; egli può scegliere in qualsiasi momento cosa mangiare e cosa no, senza che ciò infici minimamente la propria sopravvivenza.
Del resto sarebbe assurdo pensare che il cosiddetto istinto di autoconservazione sia qualcosa da assecondare a tutti i costi ed in qualsiasi modo "capiti".
Aggiungo che in realtà colui che pone sempre la propria sopravvivenza e quella della propria specie sopra ad ogni cosa dovrebbe preferire senz'altro il meglio per se e per coloro che lo circondano e mangiare carne o derivati animali é la scelta che va nella direzione opposta!

16 comments:

karmamela said...

ciao gyordie,

io credo che l'autoconservazione sia uno degli istinti imprescindibili per tutti gli esseri viventi, uomo compreso, per cui credo che piuttosto che di preservarlo é proprio che non possiamo farne a meno.
Del resto ciò si comprende maggiormaente qualora ci si trovi nelle condizioni di doverne avere a che fare inevitabilmente (vedi una situazione estrema di necessità).
Io non credo che sia giusto che l'uomo mangi il suo simile e neanche un animale, ma potrei dire lo stesso nella situazione sopra citata?

gyordie said...

ciao karmamela, e scusa se ti rispondo solo ora.
beh, se dici 'imprescindibili' nel senso di 'connaturati' all'essere umano odierno allora sono concorde, anche se lo sarei stato di più qualora avessimo considerato il suo avo di qualche migliaia di anni orsono...
se però nel considerarli tali si da loro una sorta di 'valore' allora si finisce poi a non essere più davvero liberi.
per quanto riguarda la tua domanda , dovresti essere tu a rispondere! )
se la rivolgi a me io posso provare a dirti che quasi sicuramente non mi troverei nella condizione migliore per fare la cosa più giusta per me , in quel momento...forse.


)

gyordie said...

oggettivamente l'essere umano è in grado, al contrario degli animali, di riuscire a dominare le proprie pulsioni istintive, per cui il dominare un istinto non mi sembra qualcosa di innaturale o non confacentesi all'uomo, anzi molto spesso ciò che ci sembra scaturire dal nostro istinto 'primitivo' é il frutto di un vero e proprio progetto della nostra mente di essere umano dei nostri tempi!

karmamela said...

ciao gyordie,

io non riesco a rispondere alla mia domanda anche se pensandoci, così su 2 piedi mi viene da dire che forse non riuscirei a tenere il mio istinto sotto controllo. Poi c'é da dire che magari in quella situazione si innescherebbero tutta una serie di dinamiche che mi renderebbero un pò meno "lucida".
Poi voglio farti un'altra domanda: ma l'autoconservazione , secondo te, non é un istinto un pò "diverso" dagli altri? Voglio dire, esso é quell'"energia" (se possiamo chiamarla così) che ci permette di continuare a vivere, quindi direi che é una specie di motore per l'essere umano (e non solo) , non credi? Tu credi allora che dovremmo in qualche modo un pò "odiarci" e cominciare a vivere in maniera completamente differente rispetto a come abbiamo sempre fatto nel corso degli anni?

gyordie said...

ciao karmamela,

credo che quests sia una delle domande più belle che mi abbiano mai fatto!
La mia risposta é che non dovremmo solo odiarci "un pò" ma dovremmo provare così tanta vergogna della nostra condizione di esseri umani quasi da desiderare l'estinzione dell'intera specie umana: così é come mi sento quando guardo all'essere umano nella sua totalità, osservando il suo passato ed il suo presente.
Se "cominciare a vivere in maniera completamente differente" significa
cominciare finalmente a NON considerarci più al centro di niente ed ad avere lo stesso identico rispetto che abbiamo per noi stessi (..quando va bene..) verso TUTTi gli esseri viventi, indistintamente, allora si, che cominci prima possibile questo processo!

karmamela said...

buongiorno gyordie,

anch'io mi vergogno a volte di appartenere alla specie umana per tutto ciò che l'uomo ha fatto e continua a fare a TUTTI gli esseri viventi (se stesso compreso!) ma non per questo mi sento di desiderarne l'estinzione. Non posso desiderare che l'essere umano scompaia dalla terra, altrimenti dovrei essere la prima a fare il primo passo per "dare l'esempio" ed essere coerente, quindi cominciare con me stessa! E poi penso che il processo di "maturazione" o "crescita" o "vera evoluzione" sia possibile e lo dimostrano tante cose, per cui cancellare la nostra specie sarebbe quasi azzerare quel pò di percorso fatto, seppur minimo (penso che la nostra specie si trovi in una fase ancora "infantile" della propria vita).
Non sarebbe, tutto ciò detto, meglio "agevolarlo", piuttosto, questo percorso, così come accade nei processi chimici?

gyordie said...

beh, dire che la specie umana stia realmente evolvendo o crescendo o maturando e che ci sono molte cose che lo dimostrano sarebbe come dire che la condizione degli esseri umani (TUTTI!) di oggi sia da preferire a quella degli esseri umani del passato...magari della MAGGIOR PARTE....forse, ma possiamo davvero dirlo? Probabilmente tu ti riferisci alle conquiste che sono state fatte in ambito di riconoscimento di diritti umani:già il fatto, ad esempio, che si parli di questo ci dimostra che una vittoria (quindi un miglioramento) c'é stato.
Del resto 500 anni fa non ci si poneva troppi "problemi" che oggi sono "all'ordine del giorno".
Tuttavia esistono ancora sia guerre che condanne a morte che ingiustizia...sarà solo una questione di tempo?
...mi riservo di rifletterci un pò su....

)

gyordie said...

...riflettendoci mi sembra sempre più chiaramente che siamo di fronte ad un cambio si, ma solo di forma! Voglio dire che un tempo quando non c'era la tv e tutto il resto (!) si perpetrava questo mondo e quell'altro e nessuno o pochissimi potevano saperlo, oggi é uguale ma il modo in cui viene fatto é più.."artificioso", quando va bene (!), altrimenti , non solo continua a perpetrarsi questo mondo e quell'altro ma poi viene anche spudoratamente negato!
La cosiddetta opinione pubblica é il terreno su cui si costruiscono le giustificazioni , le false spiegazioni, le storie inventate o capovolte o leggermente modificate:l'opinione pubblica , insomma, é l'unico elemento che viene preso in considerazione quando si tratta di "organizzare un'ingiustizia".
Allora, nonstante magari esistano alcune prove FISICAMENTE INCONFUTABILI che testimonierebbero un'evidente colpa del sig. presidente o generale in questione, ecco che ci sono anche le ipotesi contrarie costruite ad hoc.
Per cui karmamela scusami proprio ma, per quanto non escludo categoracamente che questo processo sia davvero in atto, non mi viene neanche di darlo allo stesso modo come una verità certa.
Tutto ha lo stesso aspetto di sempre : un pianeta su cui i cosiddetti "abitanti evoluti" vivono quotidianamente per affermarsi, per affermare il proprio potere , per mantenerlo a tutti i costi, per ottenere onore, gloria e denaro e tutto questo é innegabile e riconducibile ad un eccessivo AMOR PROPRIO (se vogliamo dargli una venatura più tenue) da cui assolutamente si deve prescindere affinché possa realmente cominciare una NUOVA VITA.

karmamela said...

allora ok, anch'io ho riflettuto e ho riletto il susseguirsi dei commenti e non posso negare la presa di coscienza della "immobilità" dell'agire umano.
L'uomo é in qualche modo fermo, non si é mai sposato di una virgola rispetto a ciò che é sempre stato. Sono cambiate le organizzazioni sociali, sono nati nuovi "aggregati", sono caduti molti regimi ma egli continua a fare le proprie scelte mosso deagli stessi sentimenti o dagli stessi NON-IDEALI.
Per cui concordiamo sulla necessità di cominciare a "vivere in un altro modo", ossia cominciare a pensare a noi stessi
in un altro modo, non più come "essenza della natura" ma come parte integrante. Questo dovrebbe portarci ad una consapevolezza da cominciare a tramandare, ossia quella di NON pensare alla nostra vita, alla nostra esistenza sulla terra, come ciò che deve essere difeso e garantito sempre ed a tutti i costi. Quando questo diventerà un normale modus vivendi per noi, per la nostra razionalità, probabilmente anche il nostro istinto cambierà (come é successo in passato a come succede in altri ambiti), e quasi sicuramente, quando e se ci si porrà innanzi la "situazione estrema", anziché buttarci l'uno sull'altro come bestie fameliche per sbranarci ed assicurarci (forse) la sopravvivenza subiremo tutti insieme ciò che la natura ci offrirà.

gyordie said...

Bene, direi che siamo su una linea "condivisa all'unanimità"!
Detto questo ora dobbiamo però cercare di fare qualche passo in avanti. Concordi sul fatto che l'istinto di autoconservazione é un istinto come un altro, detto che l'uomo é quotidianamente in lotta con se stesso, diviso tra istinto e ragionare (per farla breve) e che le sue scelte non sono altro che il frutto di un insieme di fattori legati principalmente a queste due componenti, non c'é niente che ci vieta di portare avanti ciò in cui crediamo fortemente, ossia che, non solo NON é GIUSTO UCCIDERE PER MANGIARE ma che il cibarsi di altri animali é ciò che più di ogni cosa ci porta verso una condizione di animali "tout court". Perché se é vero che gli animali (i cosiddetti carnivori) si nutrono di altri animali (quando l'uomo non li privi delle condizioni per poterlo farlo) pilotati dal loro istinto, non é altrettanto vero che ciò succede anche all'uomo, il quale quasi si impone di far parte della stessa catena alimentare "naturale" di cui essi fanno parte e , forte di cio, giustifica razionalmente l'atto di mangiar carne come uno dei modi che egli ha per poter riuscire a sopravvivere, alla stregua degli animali carnivori.

gyordie said...

in realtà noi tutti scegliamo quotidianamente cosa mangiare e cosa no e ciò accade per i motivi più diversi, così come per ogni altra scelta in qualsiasi altro contesto. Bene, io decido di non mangiare una cavallo perché uccidere un cavallo mi provocherebbe lo stesso esatto dolore (o se qualcuno preferisce "disagio") che uccidere un essere umano. Voglio dire che non riuscirei mai ad ammazzare qualcuno (un essere umano) così come non riuscirei mai ad ammazzare una mucca, un cavallo, un maiale, un gatto. Riesco tuttavia ad uccidere una zanzara con molta facilità, per cui (forse) ci sono dei meccanismi..."naturali" che regolano il confine della mia sensibilità....chissà; anche un essere umano "fastidioso" come una zanzara, forse, sarebbe meno difficile da uccidere...
Da tutto questo emerge in sintesi un diverso approccio a seconda dei diversi tipi di esseri viventi/animali/vegetali/umani che mi trovo a valutare come possibile leccornia da menù.
Sembrerebbe assurdo, eppure tutti gli esseri umani fanno ciò in maniera più o meno consapevole.
Partendo dalla "cima" , laddove sono quelli che non avrebbero alcun problema ad uccidere un altro essere umano e cucinarlo per cibarsi della sua carne si finisce a coloro che si cibano unicamente di frutta e verdura esclusivamente cruda : é in tutto ciò che sta in mezzo che si dovrebbe cercare per provare a fare un pò di chiarezza, se non si vuole dichiarare tutto possibile e tutto lasciato alla mercé del singolo individuo essere umano, che ha facoltà sacrosanta di fare, rompere, spaccare, uccidere e mangiare in nome di una presunta superiorità rispetto a tutti gli altri esseri viventi e/o in nome di una presunta libertà altrettanto sacrosanta, addirittura osannata!

benio said...

Ciao,

sono piuttosto in disaccordo con quanto dici nel post iniziale: la necessità di provare che l'uomo è "naturalmente" non carnivoro mi sembra soprattutto dettata dalla paura di ammettere che la "natura" non è sempre buona e generosa, come le varie ideologie sulle madri nature e gaie varie vorrebbero. Ciò che si chiama "natura" è un insieme di processi ciechi in cui esseri senzienti interagiscono in modo più o meno violento per garantirsi la sopravvivenza. Uccidere altri esseri senzienti per cibarsene è in ogni caso un atto inaccettabile, sia da parte degli umani che degli altri animali, perché causa sofferenza e morte alle vittime: il fatto che sia considerato "naturale" non lo preserva da una valutazione negativa.

Per cui, penso che piuttosto di voler "dimostrare" che gli umani sono "vegetariani per natura" e vagheggiare l'estinzione della specie in nome della raggiunta autocoscienza sull'orrore implicato dal semplice essere in vita, bisognerebbe al contrario rendersi conto che proprio gli umani sono gli unici individui a poter valutare, eventualmente rifiutare questo orrore e finalmente agire su se stessi e sulla "natura" per porvi fine.

gyordie said...

ciao benio,

grazie del tuo PREZIOSISSIMO intervento.
Sono assolutamente d'accordo con tutto ciò che dici!
Ho alcune domande che tuttavia vorrei porti :

in che modo giudichi "inaccettabile" la scelta del leone di cibarsi della gazzella? credi che noi uomini dovremmo mettere il leone (se ce n'é ancora qualcuno..)in condizioni di cambiare ciò che nel corso del tempo é diventata per loro un semplice abitudine dovuta alle circostanze?

c'é sofferenza allorché c'é autocoscienza?

io sono giunto alla conclusione che siamo noi esseri umani gli artefici di tutto; ho smesso di mangiar carne e derivati animali, di indossare abiti e scarpe di pelle o di lana, di dare cibo di derivazione animale al mio cane e cerco di portarmi dietro ovunque questa mia fede.
poi scarico da internet alcuni filmati di ciò che l'essere umano FA ( NON OGNI GIORNO MA OGNI SECONDO!! )agli altri "esseri senzienti" (suoi simili compresi) e penso che per evitare che anche in questo momento, mentre sto scrivendo, decine, centinaia di migliaia o di milioni di esseri senzienti SOFFRANO basterebbe la scomparsa della causa, dell'essere umano, la sua estinzione IMMEDIATA!
(certo per questo non comincio a progettare a tavolino il più grande genocidio della storia...)
secondo te non dovrei proprio pensarlo o semplicemente dovrei tenerlo tutto per me?

gyordie said...

...pensando e ripensando effettivamente credo che la scelta di mettere in condizioni il leone di non mangiare la gazzella é un'idea da condividere senza alcuna riserva, così come molte altre in merito all'agire sulla "natura" (cosa, del resto imprescindibile dal vivere su questo pianeta); quindi non solo valutare ed eventualmente rifiutare ma realmente trasformarla secondo quello in cui crediamo.

Non riesco invece a sbrogliare razionalmente la mia matassa coscienza/autocoscienza/sofferenza, per cui scelgo anche in base all'intuizione del momento cosa "uccidere" e cosa no, per alimentazione e/o per altro.
Mi viene in mente che il termine "animale" può voler indicare davvero una varietà infinita di esseri viventi, per cui qualsiasi asserzione in merito lascia molto di indefinibile e di poco realisticamente valutabile.

avvocato del diavolo said...

letto e riletto i vari interventi precedenti, che senza dubbio offrono spunti di riflessione interessanti. tra i tanti mi limito a segnalarne uno (altrimenti troppa carne al fuoco!- battuta..): "credi che noi uomini dovremmo mettere il leone (se ce n'é ancora qualcuno..)in condizioni di cambiare ciò che nel corso del tempo é diventata per loro un semplice abitudine dovuta alle circostanze?"...
perchè circostanze? vi suggerisco un'ipotesi "utilitaristica" sul perchè certi animali sono carnivori: è la NATURA stessa, la tanto menzionata natura, che probabilmente ha "creato" specie carnivore, primo per un intrinseca tendenza alla variabilità di "soluzioni di vita" che deriva (azzardo un pò) dalla variabilità genetica, secondo perchè i carnivori servono! vi siete mai chiesti cosa sarebbe successo se nei vari ecosistemi del pianeta non fossero mai comparsi carnivori?
proliferazione incontrollata dei non carnivori, sovrappopolazione, esaurimento progressivo delle scorte alimentari di origine vegetale, collasso.
Il dubbio che vi pongo è: non è che il "carnivorismo" (passatemi il neologismo) è nient'altro che un prodotto dell'evoluzione (come il collo lungo delle giraffe, per capirci), paradossalmente utile proprio alle "vittime" di questo, ai fini della perpetuazione di specie e degli ecosistemi?
Non è che nella nostra critica forse confondiamo il mangiare carne come atto in se, con il modo in cui l'uomo mangia carne?

gyordie said...

caro avvocato azzeccagarbuglideldiavolo,


buongiorno e benvenuto anche a Lei! :-I

Vede, io NON credo che la natura "crei" alcunché, ne credo che essa possa essere antropomorfizzata come , al solito, noi esseri umani facciamo ormai da quando abbiamo cominciato ad inventarci questo mondo e quell'altro per cercare di darci risposte troppo in fretta o per cercare di DARE risposte esaurienti che potessero placare la sete di conoscenza dei più(!); la natura non "fa" ne "dice" ne "pensa", essa semplicemente é il tutto nel proprio continuo divenire.

La natura , come spiega benissimo Benio più sopra, non é nient'altro che "un insieme di processi ciechi in cui esseri senzienti interagiscono in modo più o meno violento per garantirsi la sopravvivenza" che (i quali processi), aggiungo io, sono regolati dal caso... ma attenzione : il caso é, comunque, "assoggettato" alla conservazione del tutto (o natura), per cui la Sua osservazione, inserita in quest'ottica non fa (secondo il sottoscritto) una piega!

Considerare "utilitaristiche" le "intrinseche tendenze naturali alla variabilità" non é del tutto sbagliato (tout court) basta che si tenga conto dell'arbitrarietà (o casualità) dei processi interessati.

Credo che chiedersi "cosa sarebbe successo se" o "cosa succederebbe se", ipotizzando circostanze DAVVERO assurde (o meglio, forse, irreali), non ha nessun motivo.
Gli ecosistemi cambiano molto lentamente e si trasformano a seconda di numerosissimi fattori.
Nel momento in cui in un ecosistema scompare qualcosa ne compare un'altra e viceversa, per quelle famose leggi di conservazione che in maniera macro o microscopica regolano il tutto.

E' giusto, invece, come stiamo facendo, provare a spiegarci ed analizzare a fondo le conseguenze di ciò che é stato ed é. Mi spiego meglio : si, il "carnivorismo" (neologismo passato!) é senz'altro considerabile (a tutt'oggi) come un prodotto evoluzionistico ma ciò non significa che é GIUSTO in quanto tale (cosa c'é di GIUSTO nella perpetuazione delle specie?!); seconda la mia visione della vita NON é eticamente accetabile il sacrificio di uno per la sopravvivenza dei più, ne, tantopiù, se consideriamo individui appartenenti a specie diverse (c'é una specie , forse, MIGLIORE di altre?!?)

L'essere umano , secondo molti, ha , a sua volta, adottato questo principio secondo il quale é riuscito a far perpetrare (sin troppo!) la propria specie a discapito di tutte le altre specie ma avrebbe potuto farlo (e oggi ancor di più) ANCHE senza tutto ciò.
O meglio , magari ci sarebbe riuscito ugualmente, "risparmiando" molte vite (comprese quelle dei prori simili!), impiegando un tempo un pò più lungo.
Egli appartiene all'unica specie che riesce ad interagire col corso della NATURA correggendolo come ritiene opportuno (DA SEMPRE!), per cui non c'é assolutamente nulla di innaturale nelle proprie scelte in quanto individuo appartenente ad una delle miliardi di specie esistenti in NATURA (proprio perchè, a sua volta, la NATURA, si adegua sulla base di ciò che subentra o viene a mancare).

No, caro avvocato, mi dispiace contraddirLa ma, almeno per quello che mi riguarda, la mia non é solo e unicamente una "critica" al come l'uomo si ciba di carne : penso che qualsiasi forma di affermazione di potere vada condannata. Le alternative ci sono eccome, o meglio noi esseri umani potremmo trovare decine di soluzioni, se solo volessimo....ma probabilmente NON vogliamo!

sperando di essere stato chiaro

saluti