Monday, June 29, 2009

Kill PIL!

Non é certo una questione di destra e sinistra (almeno non per quello che si intende ormai in italia con questi termini) se i governanti parlino e si occupino e auspichino o meno alle questioni fondamentali (ecologia, assistenza sociale, sostenibilità, etc), alle idee linea base che servirebbero a migliorare davvero la vita della maggior parte delle persone-cittadini; non é certo un affare che si possa relegare ad un'area politica anziché ad un'altra il fatto che certi termini e certe idee rimangano cristallizzate li dove sono state create anni luce orsono.

Un caso per tutti é quello del PIL (prodotto interno lordo), ancora oggi utilizzato da tutti e considerato come l'indice di progresso e felicità del paese : certamente esso é un dato indicativo, che fornisce un numero da non sottovalutare senza dubbio ma che da solo davvero poco lascia sperare a noi semplici cittadini che vorremmo vedere davvero migliorare la qualità di vita nelle nostre città.

Avete mai sentito qualcuno dei politici che si sono susseguiti negli ultimi anni al governo parlare di Indice di Sviluppo Umano, GPI, di FIL, di ISEW, di Decrescita Felice ?

Avete mai ascoltato un discorso di qualcuno di questi politici-furbetti far anche solo minimamente riferimento a concetti quali quelli di autosufficienza, o di energie alternative (a parlare di queste ogni tanto qualcuno ci prova ma per una pura questione di consenso elettorale), o di impronta ecologica, o di capacità bioproduttiva?

Eppure stiamo parlando di concetti ormai non più nuovissimi, ne parlava Bob Kennedy negli anni sessanta, in alcuni stati (anche eurpoei) sono addirittura già alcuni anni che si applicano praticamente, anche se certamente in forme prototipali (vedi il Canada); uno stato quale il Bhutan (con tutte le limitazioni del caso) se ne é fatto portavoce; la stessa Francia ne é diventata ultimamente un esempio per molti, anche se con tutte le evidenti contraddizioni appendici (vedi, primo fra tutti, il ricorso all'energia nucleare).
Non da ultimo c'é da considerare poi che in Italia vive uno dei precursori mondiali (tanto da essere un punto di riferimento per moltissimi) dell'attuazione pratica di questi concetti; per fortuna c'é qualcun altro (che si può condannare o meno per scelte di altro genere) che raccoglie questi input e a suo modo da loro un'ulteriore voce sulla rete.

Dunque questo articolo vuole essere soprattutto un invito per tutte/i coloro che hanno deciso di NON opporsi a questo stato di cose, al sistema (partitico-politico) così concepito, organizzato e imposto, e che dunque si recano alle urne imperterriti a votare illusoriamente i propri rappresentanti in parlamento; per poter meglio discernere nel mucchio se una persona/politico é da preferire o meno, se amministrerà la cosa pubblica in maniera adeguata, se penserà davvero al bene del proprio paese e dei propri concittadini, a parte un sacco di altre cose, consigliamo di non perdere di vista questi elementi fondamentali : diffidate quando chi vorreste eleggere non ne fa espressamente menzione e si affida a indici e parametri ormai obsoleti.
E' semplicemente una delle solite strategie (anche queste ormai belle che superate, agli occhi di chi ha un minimo di intelligenza) che serve, tanto per cambaire, a portare acqua al proprio mulino, a prendere per il culo la gente e a fare di tutto affinchè il paese non si sviluppi e continui a permanere in una vera e propria occulta (ma non troppo) dittatura.


Sunday, June 28, 2009

Farsi prendere per il culo riesce bene agli italiani.

Nel 2006 Silvio Berlusconi, allora presidente del consiglio, non sapendo (al solito) come convogliare denari dei contribuenti in canali preferenziali e avendo (al solito) gente di fiducia da far mangiare a sbafo dà definitivo mandato al sig. Lucio Stanca (che tra le altre cose é il vicepresidente della NON PROFIT Aspen Istitute dal 1991) di creare il portale Italia.it, un sito web/portale del costo di 45 milioni di euro “nato per promuovere l’offerta turistica via internet e il patrimonio culturale, ambientale e agroalimentare italiani” e che, come citato a pagina 36 dell’opuscolo che il sig. Stanca avrebbe fatto arrivare (a detta loro) a 16 milioni di famiglie, “utilizza un programma interattivo per organizzare e programmare il viaggio”.
Il tutto celato dietro al connubio turismo-nuove tecnologie (nuove?) di cui si riempivano tutti la bocca.

Il progetto parrebbe esser stato avviato nel marzo del 2004 dal governo di centro-sinistra soprattutto grazie all'allora vicepremier e ministro per le attività culturali Francesco Rutelli ed affidato alla fantastica Innovazione Italia che assegnò parte dell’appalto a Ibm (di cui Stanca é ex capo magazziniere!), Its e Tiscover.

Chi, fino al 2008, si collegava a www.italia.it, invece delle meraviglie interattive del Bel Paese trovava solo una richiesta di inserimento di username e password; a partire dall'inizio del 2008, invece, il superportale è scomparso completamente, come qualcuno già sapeva/sospettava/immaginava.
Del portale non c'è mai stata traccia e neppure una pagina di spiegazioni con la data di avvio. Forse perchè nessuno aveva mai neanche lontanamente pensato di farlo?
Falavolti, amministratore delegato di Innovazione Italia, dichiarò nel 2005: “entro gennaio 2006 potrebbe essere on line la prima versione del sito in due o tre lingue”.

Dal febbraio del 2009 Stanca, dopo che nel precedente governo ha rivestito anche il ruolo di ministro per l'Innovazione e le Tecnologie (rimasto, poverino, senza ufficale occupazione) é chiamato da mister B. a sostituire Glisenti come fedelissimo di Letizia Moratti alla guida della società Expo Milano 2015; tuttavia il buon Lucio si era fatto altri calcoli, probabilmente e, senza alcun ritegno, nel giugno di quest'anno, non ci sta e pare si sia messo a rivendicare (!) il progetto Italia.it.

Eppure proprio nello stesso mese ecco l'(ennesimo) annuncio del rilancio del turismo italiano (che, non lo dimentichiamo, vanta un giro di centinaia di miliardi di euro ed é uno dei settori più prolifici e remunerativi del paese, dunque che rilancio?!), affidato questa volta alla figura della sig.ra Michela Vittoria (o Littoria, come la chiama qualcuno) Brambilla, per la quale é stato addirittura creato un ministero apposito (ovviamente quello del turismo!); pare che grazie alla nascita del logo MagicItaly (che sembra non aver riscosso molto successo, soprattutto sulla rete...come é chiaramente comprensibile, osservandolo), il Pil raddoppierà in quattro anni (dunque entro il 2013); il ministro Brambilla, ha inoltre precisato che “Magic Italy”, fa parte della «nuova campagna di spot televisivi per i paesi esteri, che il ministero del Turismo diffonderà entro la fine del mese». I contenuti definitivi, la grafica e le colonne sonore, verranno mostrate integralmente sono alla fine di giugno 2009.

Sarebbe bello seguire questa vicenda (ma qualsiasi altra impresa di questa gente sarebbe degna di attenzione maniacale!) passo passo, chiedere qualche resoconto a tutti questi signori, in primis al sig. Stanca, che esperto saltatore di poltrone, avanza richieste non si sa bene di che portata; sarebbe interessante chiedere delucidazioni in merito a tutti i numeri "sparati" dal 2004 sulla vicenda turismo in italia, quelli spesi (pare che il "parcheggio" di Italia.it sia costano agli italiani 800mila euro!) e quelli ancora previsti da ministri e premier(s) e sarebbe bello chiedere al ministro del turismo di spiegare A PAROLE SUE se esiste davvero e cos'é quel qualcosa che lei e i suoi capoccia vano promettendo pubblicamente.
Molto interessante sarebbe anche capire se sia la Brambilla che i suoi amichetti sappiano cosa sia realmente il PIL. (vedi post successivo)

E' facilmente immaginabile che in un paese in cui chi governa non sente la necessità di dover dar conto a nessuno, nemmeno ai propri elettori (i quali durante i blindati comizi stalinisti vengono semplicemente bombardati con cazzate a raffica, prive di alcun fondamento reale e fomentati con parole e idee risalenti di solito a retaggi politici di un passato persino discutibile), in cui chi governa si pone come unico detentore della verità e della giustizia (la propria), in cui persino la/le legge/i é/sono da loro manipolata/e ed utilizzata/e per i propri sporchi affari personali, in questo paese mai nessuno si prenderà la briga di fare e spiegare nulla di tutto ciò, anzi, affinchè il loro regime possa essere preservato, tutti gli sforzi verranno scientificamente incanalati nella direzione della poca chiarezza e della menzogna.

Sunday, June 21, 2009

Il Regime del Debito è Totalitario‏

La Natura dell’Attuale Crisi Finanziaria: Il Sistema è studiato per esercitare il Controllo Totale sulla Vita degli Individui

DI RICHARD C. COOK
globalresearch

Quel che colpisce dell’attuale crisi finanziaria è la quasi totale incapacità dei cosiddetti “progressisti” nel comprendere la dimensione di ciò che sta accadendo o quanto di scientemente organizzato si celi dietro di essa. Quanti direbbero infatti che un tale disastro è stato deliberatamente pianificato tramite la creazione e la successiva distruzione della bolla finanziaria degli ultimi dieci anni?

Il sistema finanziario crea la bolla ogni qualvolta gonfia il costo dei beni molto al di sopra del loro reale valore di creazione o di mantenimento della ricchezza e quando la bolla scoppia il valore di tali beni precipita. E’ a questo punto che quelli in possesso di liquidità possono acquistare tali beni a un prezzo stracciato e quando infine il disastro finisce, il risultato è una maggiore concentrazione della ricchezza. Il ricco è diventato più ricco e la gente comune si ritrova in una condizione di indebitamento profonda, di maggiore povertà e con la pressione ad assecondare i desideri dei padroni della finanza.

I "progressisti" pensano che il sistema debba essere “riformato”, ma forse il sistema bancario necessita in realtà di essere ri-regolato o addirittura nazionalizzato. Magari potessero le famiglie a rischio di perdere la casa ottenere una rata del mutuo ridotta grazie a una sentenza del tribunale civile. Magari fosse lo stato e non il settore privato il gestore del prestito scolastico per studenti.

Ci resta difficile ammettere che è il sistema stesso ad essere totalitario, perché strutturato al fine di esercitare un controllo totale sulla vita delle persone. Siamo infatti abituati a utilizzare una tale etichetta quando pensiamo ad anacronismi della storia quali il comunismo o il fascismo e non riusciamo invece a vedere che il capitalismo finanziario globale e i governi che lo proteggono, lo rendono possibile, o addirittura lo gestiscono sono anch’essi totalitari.

Ciò è accaduto nel corso di quest’ultimo anno ovvero l’apparente collasso del sistema finanziario e il suo soccorso tramite massicci interventi pubblici, è parte di un modello che dura da decenni se non addirittura da secoli. Il modo in cui i cosiddetti controllori operano fu stabilito nel 1967 tramite il The Report from Iron Mountain ["Rapporto di Iron Mountain", ndt], del quale una copia segretamente acquisita fu pubblicata dal Dial Press. Si trattava di uno studio realizzato da un gruppo di accademici e di analisti che si incontrarono in una struttura segreta dell’Hudson Institute in New York.

Il rapporto iniziava definendo la guerra il principio organizzativo fondante di ogni società. Lo studio sosteneva che, “la guerra stessa è il sistema sociale essenziale, al cui interno, altre modalità di organizzazione sociale confliggono o cospirano. Essa infatti è il modello che ha governato la maggior parte delle società umane conosciute fin qui”.

Il rapporto precisava inoltre che “l’autorità principale di uno stato moderno verso i suoi cittadini risiede nella sua guerra tra poteri” e ogni cedimento di volontà da parte della classe dominante condurrebbe a una “vera e propria destabilizzazione dell’istituzione militare”. L’effetto sul sistema, continuava il rapporto, sarebbe “catastrofico”.

La pubblicazione dello studio ebbe un impatto enorme in quanto coincise anche con l’inizio delle proteste conto la guerra del Vietnam. Le autorità governative non rilasciarono mai alcun commento ufficiale e successivamente il rapporto fu dimenticato dalla storia ma certamente, alcune delle sue parti, sono più che mai attuali nel 2009.

Il rapporto infatti sottolineava come la popolazione civile di un paese progredito potesse essere controllata persino in assenza di una guerra di larga scala che ne devastasse la vita quotidiana. Uno dei metodi era definito come segue: “Un…possibile surrogato per il controllo di nemici potenziali della società è la reintroduzione, in forme coerenti con la tecnologia moderna e con i processi democratici, della schiavitù…La creazione di sofisticate forme di schiavitù può divenire un requisito assoluto per il controllo sociale…” (Citazione di Jim Marrs, Rule by Secrecy, 2000).

Oggi assistiamo alla creazione di tali “sofisticate forme di schiavitù”. In quale altro modo di dovrebbe definire un sistema che soggioga la popolazione attraverso debiti personali e familiari pazzeschi; l’incessante allargamento del gap tra ricchi e tutti gli altri; la continua erosione della liberta personale giustificata come necessaria dalla lotta al “terrorismo”; la costante espansione dei poteri assegnati agli organi militari e di polizia; il ricorrente utilizzo delle intercettazioni ambientali; la totale assenza di responsabilità da parte della classe politica disonesta o addirittura criminale; l’esclusivo utilizzo dei mass media per la diffusione della propaganda di regime, etc. Nulla di tutto ciò sembra essere diminuito durante l’amministrazione di Barack Obama. La ripresa economica che Obama sta operando attraverso un massiccio programma Keynesiano di interventi pubblici è infatti considerata dagli economisti come quella del 2002-2005, un’altra che non produrrà posti di lavoro e in quest’ottica sia chi è disoccupato che chi teme diventarlo è facile da controllare. A questo si aggiunga la serie di guerre permanenti in terra d’Asia istigate da George W. Bush per il controllo delle risorse e come leva geopolitica nei confronti di Russia e Cina che infatti continuano a pieno ritmo.

Nulla di tutto ciò è casuale. E come il The Report from Iron Mountain illustrava quattro decenni fa, è ciò che è stato pianificato da sempre.

Richard. C. Cook
Fonte: www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=13551

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GLOSSTAR

Sunday, June 07, 2009

BOIKOTTNIKE! (una volta per tutte)

La Nike, con sede centrale nell'Oregon, USA, produce una vasta gamma di scarpe sportive molto pubblicizzate. Nata negli anni '60, ha assunto il suo attuale nome nel 1985.
Ogni anno 6 milioni di paia di scarpe sportive Nike vengono confezionate in Indonesia sotto licenze normalmente concesse dalla sud-coreana HQ, consociata della Nike. I dipendenti della Nike quotidianamente controllano la qualità nelle 6 fabbriche di Tangerang e Serang. Queste 6 fabbriche sono in competizione l'una con l'altra per mantenere le licenze, che sono rinnovate mensilmente.

Il salario medio giornaliero dei 24.000 lavoratori di queste fabbriche è appena di 1.100 lire. Secondo l'AAFLI (Istituto Asiatico-Americano per il Lavoro Libero) queste fabbriche stanno violando 12 leggi nazionali, tra cui quelle sul salario minimo, il lavoro minorile, gli straordinari, gli orari di lavoro, l'assicurazione, l'organizzazione sindacale e i licenziamenti. Sono stati evidenziati problemi riguardo la salute, le ferie ed i congedi per maternità. Sebbene le fabbriche non siano di proprietà diretta della Nike, finanziariamente la compagnia è nella posizione di poter assicurare il rafforzamento degli standard minimi di vita.

I salari Nike in Indonesia.
L'Indonesia ha un salario minimo giornaliero di 2.100 Rupie (circa 1.400 lire), ma anche questo è inferiore ai "bisogni fisici minimi" stimati dal governo. E con 12 milioni di disoccupati su 70 milioni di forza lavoro, è impossibile rafforzare questo minimo. Recenti inchieste hanno rivelato che quasi l'80% dei lavoratori nella regione di Tangerang riceve solo 1.600 Rupie al giorno, e quindi lunghe ore di straordinari sono di solito fondamentali per la sopravvivenza. L'ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) stima che l'80% delle donne lavoratrici in Indonesia sono malnutrite.

Nel 1990 Operation Push, un gruppo per i diritti civili, ha lanciato il boicottaggio della Nike perchè, nonostante venda il 45% dei suoi prodotti ai neri, non vi sono afroamericani ai vertici dell'azienda; essa inoltre non concede sufficienti benefici sociali alla comunità nera.

Nel marzo 1997 l’azienda ha permesso al Vietnam Labour Watch, un gruppo attivista, di incontrare lavoratori, capireparto, rappresentanti ed esperti legali vietnamiti, ma il VLW ha anche visitato a sorpresa tre impianti. Ne è risultato quanto potete leggere sul rapporto dello stesso Vietnam Labour Watch e che vi posso riassumere con violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro, sfruttamento, percosse, umiliazioni e violenze sessuali.
La Nike produce anche in Indonesia e Cina, ma non ho trovato notizie sulle condizioni di lavoro in quei paesi. Certo, la mia ricerca non può dirsi approfondita, ma dal momento che la Nike ha aperto impianti laggiù solo dopo che coreani e taiwanesi hanno ottenuto più libertà e salari maggiori, qualche dubbio sorge.

La Nike produce anche in Vietnam più o meno con le stesse modalità; qui le campagne di boicottaggio hanno fortunatamente ottenuto qualche risultato negli ultimi anni.

Nell'Aprile del 1998 la multinazionale si arrese. L'annuncio è stato dato dal gran capo in persona, Phil Knight, fondatore, primo azionista e amministratore delegato del gruppo. A condizione che la campagna di boicottaggio finisca, Nike ha accettato di alzare da 14 a 18 anni l'età minima dei lavoratori nelle fabbriche di calzature e di portare a 16 l'età minima di tutti gli altri lavoratori impiegati nella produzione di abbigliamento, accessori e attrezzature.

In 12 fabbriche indonesiane è scattato un aumento del 37% della retribuzione di tutti i lavoratori che percepivano il salario minimo (28 mila persone). L'azienda si è inoltre impegnata a bonificare tutte le sue fabbriche e a rispettare i livelli di sicurezza imposti dalla legge. Inoltre aumenterà il sostegno all'attuale programma di micro-finanziamento, che gia' coinvolge mille famiglie in Vietnam, estendendolo anche all'Indonesia, al Pakistan e alla Thailandia. In tutti gli stabilimenti asiatici il gruppo, che ha il quartier generale a Beaverton, nell'Oregon, amplierà i programmi di istruzione, offrendo ai dipendenti corsi per ottenere un diplorna equivalente a quello delle scuole medie e superiori.
Dopo la conferenza stampa che si è tenuta a Washington, in cui la Nike annunciava la resa, le sue azioni in borsa sono salite di due dollari.

Nel maggio 1998, la Nike ha annunciato che avrebbe permesso che le sue fabbriche vietnamite fossero monitorate da personale indipendente, ma sono state scelte aziende pro-profit (Global Exchange).

Nell’aprile 1999 ha annunciato la formazione della Global Alliance for Workers and Communities, un gruppo di organizzazioni pubbliche, private e no-profit, che dovrebbe accertarsi delle condizioni di lavoro attraverso interviste ed indagini, ma il sito non è aggiornato sulle conseguenze di questa azione.

Sempre nel '99 alcune sostanze chimiche pericolose sono state sostituite e gli impianti (vietnamiti) sono stati dotati di sistemi di ventilazione, ma gli standard di qualità sono considerati ancora lontani dalla sicurezza.

Nel luglio del 2003 il boicottaggio é esteso anche a Converse, storica produttrice di scarpe da basket, in seguito all'acquisto di essa da parte di Nike per 305 milioni di dollari. Le celebri Chuck Taylor Converse All Star, ai piedi di tutte le star Nba, entrano dunque nell'offerta Nike che potrà vendere le scarpe Converse in tutto il mondo tranne in Giappone, dove i diritti sono in mano a un'altra casa.

Nell’aprile 2005, la stessa Nike ha pubblicato il "2004 Corporate Responsibility Report", col quale ammette gli abusi di cui era stata accusata per anni. Contemporaneamente ha anche rivelato nome e indirizzo delle sue oltre 700 fabbriche nel mondo, come gli attivisti le chiedevano da 10 anni (Educating For Justice).

Tuttavia, le campagne sono ancora in corso perché lo sfruttamento persiste.

Se volete approfondire l’argomento, questi sono i primi siti che trovate con una semplice ricerca:

Nike - Kill a Multi (sito italiano);
Educating For Justice - Stop Nike (aggiornato al 2006);
Saigon.com - Boycott Nike (aggiornato al 2001);
Global Exchange Nike campaign (aggiornato al 1999);
Just do it! Boycott Nike! (aggiornato al 1999).

MA QUANTO COSTA UNA SCARPA NIKE?


CONCLUSIONI GENERALI.

REGIMI OPPRESSIVI: tutte le scarpe Nike sono prodotte in Asia, in particolare in Indonesia, Cina, Thailandia, Taiwan, Corea del Sud, Vietnam.

RELAZIONI SINDACALI: in Indonesia i sindacati liberi sono illegali e vengono repressi dall'esercito, i dirigenti sindacali sono licenziati, imprigionati, torturati, ed anche uccisi.

SALARI E CONDIZIONI DI LAVORO: i lavoratori della Nike ricevono un salario da fame, inferiore al salario minimo stabilito dalla legge indonesiana. Lavorano esposti ai vapori delle colle, ai solventi, alle vernici, per 12 ore al giorno.

COMMERCIALIZZAZIONE IRRESPONSABILE: la Nike spende circa 180 milioni di $ all'anno in pubblicità, quando sarebbe sufficiente l'1% di questo bilancio per migliorare le condizioni di 15.000 lavoratori indonesiani.

Come al solito : chi non agisce é perché non ha interessi personali a farlo e chi continua a comprare Nike lo fa perché non vuole rinunciare alla sua scarpina carina e griffata, e se é fatta da una ragazzina di sedici anni che viene pagata una miseria non può certo farsene carico (la vita è già triste e difficile così....vero?)

Thursday, June 04, 2009

IL SETTIMO CONTINENTE.

Siamo a quota 12 : il 2009 é l'anno che celebra il dodicesimo compleanno della scoperta, durante una regata, da parte dell' "ex" miliardario Charles Moore, ora oceanografo e fondatore dell'Agalita Marine Research Foundation, del cosiddetto settimo continente, ossia di quell'immensa distesa di rifiuti che si estende nell'Ocenao Pacifico "a chiazze" su si una superficiale totale del diametro di circa 2500 km quadrati e dello spessore di circa 30 metri, di un peso stimato di circa 100 milioni di tonnellate; l'enorme continente è solitamente diviso in due grossi/e blocchi/discariche e si sarebbe formato a partire dagli anni 50 e verrebbe continuamente alimentato dagli scarti che provengono per il 20% da navi e dalle piattaforme petrolifere e per l'80% direttamente dalla terraferma principalmente grazie ad una particolare corrente oceanica chiamata North Pacific Gyre (Vortice del Nord Pacifico), un sistema formato da quattro correnti oceaniche (quella del Nord Pacifico, quella della California, la nord equatoriale e la Kuroshio,) localizzato tra l'equatore e il 50˚ di latitudine nord.
Se ne é parlato negli anni passati , ogni tanto "i media" (alcuni, pochissimi) se ne sono anche occupati; sia in Italia che all'estero, dovrebbe esser passato anche una mezza volta per la tv di stato (ovviamente niente a che vedere con quella online!) ma niente di più, come succede SEMPRE con le verità scomode o difficilmente gestibili.
E' solo negli ultimissimi tempi, pare, che ci stia davvero muovendo a far qualcosa per cercare di capire cosa é realmente possibile fare (e se é davvero possibile!) ed eventi come quello del Plastiki o dello Junk riportano in primo piano (quando si dà loro il minimo spazio disponibile) la notizia; soprattutto grazie a quest'ultima spedizione alcuni scienziati hanno studiato di persona la composizione dell'immensa discarica ed hanno voluto provare a far capire all'opinone pubblica e alla comunità scientifica che l'entità del problema é di proporzioni incommensurabili, considerando che il settimo continente cresce di ora in ora sempre più, in maniera inarrestabile.
E da pochissimo disponibile anche una testimonianza video (finalmente) girata grazie alla spedizione Alquita del 2008.
Ora non ci sono davvero più scuse ; se non ci salviamo é perché non lo abbiamo voluto.

Tuesday, May 05, 2009

GUERRA!

La guerra é sbagliata, lo é sempre stata e sempre lo sarà : non può esserci nessun tipo di giustificazione della pratica di ammazzarsi l'un l'altro, soprattutto perché ordinato da qualcun altro che, invece, non lo fa!
Gli eserciti sono istituzioni ormai obsolete (ammesso che ci sia stato un momento storico in cui non lo fossero stati e ammesso che le istituzioni in quanto tali possano non essere obsolete e inutili per definizione!).
Dalla guerra le multinazionali, le organizzazioni criminali, le grandi lobby del potere economico (che poi é potere assoluto sul pianeta terra!) traggono profitti.
Le persone, soprattutto quelle che non hanno niente, e che non decidono niente muoiono o restano menomate/i a vita senza che nessuno le/li ricompensi in qualche modo. Così come i soldati che, ignari di tutto, credono di combattere per la patria sempre giusta, per i capi che decidono sempre per il meglio per tutte/i (quando invece é l'esatto contrario), neanche loro vedono una sola parvenza di riconoscenza, anzi, sono spesso i più bistrattati alla stregua di terroristi e criminali della peggior specie, spesso per aver visto e/o sentito e/o subito qualcosa di troppo.
Non sono vaneggiamenti di un complottista, anche se a qualcuno potrebbe sembrare, é la pura e semplice realtà. Chiunque la pensi diversamente è ,ovviamente, o uno di quelli (o un amico di quelli!) che hanno interesse a salvaguardare determinate ideologie malsane, oppure non conosce la storia (quella vera, non quella propinata per anni).
La superpotenza USA ha adottato nella storia moderna continui pretesti per poter giustificare le guerre da loro promosse e combattute.
Solitamente il filo comune che ha legato che lega e che legherà ancora per molto tutte le giustificazioni addotte è stata la pretesa di ergersi a paladini della giustizia contro civiltà barbariche o semi-tali, contro tiranni assassini e genocidi, contro nazioni e intere popolazioni che non hanno altra colpa se non quella di essere un "obiettivo strategico"!
La storia ce lo dimostra evidentemente, l'ultimo eclatante esempio é l'11 settembre, il pretesto per poter fare davvero qualsiasi cosa : bombardare, catturare, isolare, torturare e quant'altro nonostante qualcuno nutra ancora seri dubbi in merito a quanto accaduto, accusando di complottismo chi pretende la verità.
E allora, ci domandiamo, e vorremmo domandare al neo-presidente USA, perché non attuarla davvero questa politica "giustizialista" e combattere tutte le varie forme di privazione di libertà individuale e non, messe quotidianamente in pratica dalla maggior parte dei paesi che legiferano rifacendosi a dogmi e concetti discriminanti, coercitivi, perseguitanti persone libere?!
Perché non utilizzarle quelle istituzioni (gli eserciti) per porre davvero fine a tutte le barbarie commesse sul pianeta da chi detiene il potere?
Ci piacerebbe davvero che qualcuno ci desse una risposta plausibile e ci spiegasse perché continuiamo ad assistere a barbarie di questo genere o di questo o di questo o di questo o di questo........
Forse perché gli stessi che si fanno portavoce di libertà sono i primi, poi a muoversi nella direzione opposta alla giustizia e al meglio per gli altri?

Friday, April 24, 2009

IL CODEX ALIMENTARIUS: UN INQUIETANTE PROGETTO IN CAMPO ALIMENTARE

Il Codex Alimentarius entrerà in vigore il 31 dicembre del 2009 e potrebbe essere il più grande disastro per la salute umana: determinerà gli standard di sicurezza alimentare e le regole in più di 160 paesi del mondo, cioè per il 97% della popolazione mondiale.
La Commissione di Commercio Codex Alimentarius (che nel 1994 dichiarò le tossine come nutrienti) è attualmente finanziata e condotta dall’OMS (che appartiene all’ONU) e dalla FAO.
Un insieme di standard internazionali aventi come scopo la protezione della “salute” dei consumatori, attraverso pratiche nel commercio per: preparati alimentari, semipreparati, crudi, l’igiene degli alimenti, gli additivi, i pesticidi, i fattori di contaminazione, l’etichettatura, i metodi di analisi. Lo scopo recondito è di mettere fuori legge ogni metodo alternativo nel campo della salute, come le terapie naturiste, l’uso di integratori alimentari, di vitamine e di tutto ciò che potrebbe essere un potenziale concorrente per l’industria chimico-farmaceutica.

La lobby della chimica farmaceutica è nata da un’associazione condotta da Rockfeller e dall’IGFarben della Germania nazista. L’IGFarben fin dal 1932 fornì ad Hitler un finanziamento di 400.000 marchi senza il quale il secondo conflitto mondiale non avrebbe potuto avere luogo e nel 1941 costruì ad Auschwitz la più grande industria chimica del mondo approfittando della mano d’opera dei campi di concentramento. Nel processo di Noriberga i responsabili della IGFarben furono dichiarati colpevoli di genocidio, di schiavitù ed altri crimini. Però un anno dopo la condanna, nel 1952, tutti i responsabili furono liberati con l’aiuto di Nelsen Rockfeller (che a quei tempi era ministro degli affari esteri in USA) e s’infiltrarono nell’economia tedesca.

Fino dagli anni 70 il consiglio direttivo della società BASF, BAYER e HOECHST era costituito da membri del partito nazista che, a partire dal 1959, finanziavano il giovane Helmut Kohl. In pratica l’organizzazione nazista associata a Rockfeller ha costituito il mercato farmaceutico del pianeta. L'alleanza della IGFarben si è poi tramandata sotto un altro nome: “Associazione per l’industria chimica” che nel 1955 è stata raggruppata nel CODEX ALIMENTARIUS il cui spirito è la soppressione delle innovazioni scientifiche indipendenti degli ultimi 50 anni usando ogni mezzo per mantenere il suo posto sul mercato in riferimento al cancro, all’AIDS, alle malattie cardiovascolari ecc.

Un gran numero di partiti politici europei, di sinistra e di destra, sono stati finanziati da questa industria per assicurarsi una legislazione favorevole all’industria farmaceutica. Per influenzare i legislatori, condizionare gli organismi di controllo, manipolare le ricerche in campo medico ed educativo, solo nel 1961 le industrie farmaceutiche hanno fatto donazioni alle grandi università degli USA: 8 milioni di dollari ad Harvard, 8 milioni di dollari a Yale, 10 milioni di dollari a Jonh Hopkins, 1 milione di dollari a Standford, 1,7 milioni di dollari a Columbia di New York. L’informazione dei medici è interamente finanziata dalle compagnie, che nascondono con attenzione un gran numero di effetti secondari pericolosi e perfino mortali dei farmaci. Vale la pena ricordare che ogni anno solo nel Nord America muoiono 800.000 persone a causa delle medicine allopatiche. Il 13 marzo 2002 gli europarlamentari adottarono leggi a favore dell’industria farmaceutica secondo le disposizioni fissate del Codex Alimentarius, finalizzate ad elaborare una documentazione coercitiva per tutte le terapie naturiste e gli integratori alimentari. Ma nonostante 438 milioni di petizioni inviate al Parlamento Europeo le direttive del Codex sono state adottate.

Il dr. Rath Matthias, uno specialista tedesco per l’uso di trattamenti naturisti, nel 2003 ha consegnato alla Corte Internazionale di Giustizia un atto di accusa per crimini contro l’umanità. Matthias afferma: “Il vero scopo dell’industria farmaceutica mondiale è di guadagnare soldi grazie alle malattie croniche e di non preoccuparsi di prevenire o sradicare queste malattie. L’industria farmaceutica ha un interesse finanziario finalizzato alla diffusione di queste malattie, per assicurarsi il mantenimento o addirittura l’aumento dei prezzi dei medicinali. Per questo motivo i farmaci sono fatti per eliminare i sintomi e non per trattare le vere cause delle malattie… le compagnie farmaceutiche sono responsabili di un genocidio permanente e diffuso, in quanto uccidono in questo modo milioni di persone”.

A partire dal 2005 le direttive applicate mirano a: - eliminare ogni supplemento alimentare naturale che sarà sostituito con 28 prodotti di sintesi disponibili solo in farmacia: tutto ciò che non è nella lista del Codex è considerato illegale;
- le medicine naturiste, come l’agopuntura la medicina energetica, ayurvedica, tibetana ecc. saranno progressivamente vietate;
- l’agricoltura e l’allevamento di animali saranno regolate dall’industria chimico-farmaceutica che vieta per principio l’agricoltura biologica. Questo significa che ogni mucca da latte sarà trattata con l’ormone bovino della crescita (ricombinato geneticamente) prodotto dalla Monsanto. Inoltre. Ogni animale del pianeta usato a fini nutrizionali dovrà essere trattato con antibiotici ed ormoni della crescita. Le regole del Codex permettono che gli alimenti contenti OGM non debbano più essere etichettati come tali. Non solo. Nel 2001 il Codex Alimentaris reintegra 7 delle 12 sostanze chimiche (note per essere causa di cancro) vietate unanimemente da 176 nazioni.
- l’alimentazione umana dovrà essere irradiata con Cobalto i cui livelli saranno maggiori di quelli permessi in precedenza.

Di FRANCO LIBERO MANCO


------------------ Video e PETIZIONE ------------------------

Monday, April 20, 2009

Telefono 3 Skype - Chi l'ha visto?

Da circa due anni é stato lanciato sul mercato il telefono 3 Skype, risultato della collaborazione tra la compagnia telefonica e il famoso software di chat, condivisione, Voip. E già in rete se ne parlava, almeno su siti e blog dei più lungimiranti, tuttavia pare che spot pubblicitari in giro non se ne siano mai visti se non in qualche recondido angolo immaginiamo non troppo ben pagato, evidentemente. Probabilmente il gioco non valeva (e non vale) la candela, dunque non era possibile immaginare di poter far abbastanza soldi con un prodotto del genere, per cui non valeva la pena di pubblicizzarlo più di tanto. A voler considerare tutto, e voler fare qualche conto necessario per capire di quello di cui stiamo effettivamente parlando, il prodotto in questione é quanto di più utile e vantaggioso per gli utenti che si troverebbero un oggeto che farebbe loro risparmiare davvero un sacco di soldini, che , dunque, non entrerebbero più nelle tasche dei gestori "classici" che continuano ad accordarsi per riuscire a incassare il più possibile alle spalle dei consumatori, semplicemente facendo oscillare le tariffe ora più da una parte ora dall'altra. La differenza tra questo esempio e i tanti che ci sono e che speriamo di portare presto alla luce consiste nel fatto che questo, almeno, sembra essere davvero velocemente alla portata di tutte/i : e allora, perché no? Basta sedersi 15 minuti e calcolare i nostri consumi per capire che nell'arco di un tempo davvero brevissimo ci saremmo ripagati il telefono skype e avremmo anche guadagnato qualcosa! Un solo dato : lo skypephone "prende" ovunque ci sia copertura 3 e non necessita di connessione alla rete, l'unica "clausola" é una ricarica mensile minima di 10 euro.
Su eBay costa 99 euro, basta solo digitare "cellulare 3 skype". Enjoy!


Wednesday, April 15, 2009

Scie chimiche, 11 settembre, voli lunari, 2012, bufale e conoscenza. (2a parte)

Ciò su cui sono d'accordo tutti, complottisti e antitali, é che il mondo non è certamente governato da chi dice di farlo o dovrebbe (i politici) per conto delle persone (cittadini).
I complottisti creano figure di ogni genere, ogni giorno differenti, che identificano come i capi occulti di tutto e gli anticomplottisti si servono di entità quasi astratte, eteree (il "mercato", ad esempio o la "natura") che sembra nulla abbiano a che fare e vedere con gli esseri umani, che, secondo loro, si limitano ad osservare da lontano quanto accada.
Insomma, chi in un modo, chi in un altro, ognuno é convinto di vivere una vita da suddito impotente su questa terra, condizione a cui, tuttavia, i complottisti non si rassegnano, gli altri pare invece di si, quasi che fosse un male inevitabile; potrebbe essere che questa differenza dipenda in gran parte dai diversi "stati mentali" (o disposizione d'animo) dei due gruppi in questione : i complottisti(e/o i dietrologi) vorrebbero avvisare tutte e tutti che viviamo appesi a fili invisibili che vengono mossi quotidianamente pressocché in ogni ambito della nostra vita, dunque partono dall'assunto che gli esseri umani non abbiano la benché minima consapevolezza della realtà e che tutto ciò che facciano sia pilotata ad arte; gli "altri", credendo invece di essere ben consapevoli (e che sia possibile che ognuno possa diventarlo facilmente, servendosi di logica, scienza e razionalità) dei meccanismi cosiddetti inevitabili, si sentono pronti ad accettare tacitamente (o quasi) quanto accada, sottendendo ad una pura logica fatalista.
Esiste purtuttavia una posizione differente.
Osservando la realtà, la società, é innegabile affermare che esistano degli esseri umani che hanno indubbiamente molto più potere rispetto alla maggior parte della gente e che, grazie a ciò siano in grado di pilotare "le cose" a proprio piacimento, secondo un proprio tornaconto (questo non vuol dire che lo facciano sempre e comunque, tout court); e certamente queste persone non sono i politici i quali, spesso, non sanno neppure ciò che realmente c'é dietro a dinamiche e meccanismi di cui ingorano il più delle volte quasi tutto.
Non é una novità che i grandi magnati della finanza, i banchieri, coloro che sono a capo di lobby o imprese gigantesche abbiano interesse affinché determinate scelte vengano fatte nelle direzione dell'agevolazione dei propri affari per poter macinare sempre più profitti alla faccia di tutti gli altri.
La considerazione + ovvia che viene da fare é che debba esistere una regola soprattuto per "loro" e che si debba in primis regolamentare questo potere (il più delle volte risultante da troppa libertà di azione in ogni direzione) riducendolo il più possibile (anzichè fare come invece si fa in Italia soprattutto) per poter riuscire a garantire un margine di libertà massimo (o tendente a questo) a quante più persone possibile, soprattutto a quelle che non hanno "dietro" niente che grantisca loro una seppur minima immunità.
La storia passata e il presente, la psicologia ci insegano che é un fatto indiscutibile : l'essere umano fa i propri interessi e bada unicamente al proprio tornaconto (del resto perché ricorrere a leggi non fosse così?), dunque chi é autorizzato ad accumulare grazie anche alle politiche liberiste, neotali e capitaliste lo farà sempre più, essendo già addentro ad una spirale che non é possibile percorrere all'indietro.
Dunque la semplice equazione é valida eccome : + soldi = + potere quindi + soldi e + potere = + probabilità di servirsene (di entrambi) per il proprio meglio.
I meccanismi che regolano la conservazione degli imperi economici sono tanto + sottili e delicati quanto più essi sono estesi e complessi; dunque per riuscire a mantenerli in vita ci si dovrà necessariamente "dare da fare", in un modo o nell'altro, e la libertà altrui non é certamente un aspetto contemplato, anzi.

E allora, senza che davvero la rete diventi un campo di battaglia globale come lo definisce qualcuno a ragione, in cui si alternano le forme ma non la sostanza, sarebbe ora di ridisegnare questo spazio ancora libero, o meglio di "onorarlo" e onorare la verità, riuscendo anche a mandare dove meritano quelli che si preoccupano solo di denigrare, negando la sconcertante evidenza dei fatti.


Thursday, April 09, 2009

Il giullare e lo spinello

Nessuno potrebbe sostenere che la marijuana crei dipendenza come l'alcool o la cocaina". (1) Cosi' non qualche militante Radicale o un giovane di un centro sociale, ma il sito Internet dedicato all'informazione sugli stupefacenti della Brown University, uno dei piu' importanti atenei medici negli Usa.
Questa frase, che in Italia sarebbe subito censurata come frutto di ideologia antiproibizionista, se non addirittura oggetto di denuncia per istigazione al consumo, in realta' e' un'ovvieta' scientifica (oltre che empirica, come sa bene chiunque abbia avuto vent'anni). Di ricerche sull'argomento ce ne sono a bizzeffe, ma bastera' menzionare lo U.S. Institute of Medicine: meno del 10% dei fumatori di cannabis diventano consumatori regolari, e la gran parte di questi ultimi smette volontariamente dopo i 34 anni di eta'. I sintomi osservabili di astinenza sono rari e di lieve entita', come irrequietezza, irritabilita', agitazione e interruzione del sonno. Al contrario, il 15% dei consumatori di alcool e il 34% dei fumatori di tabacco sviluppano dipendenza, con sintomi da astinenza spesso gravi. (2)

E nessuno potrebbe -aggiungiamo noi- sostenere che si possa sviluppare dipendenza consumando una sola volta alcool o tabacco. Tutti noi reagiremmo con ilarita' e dileggio di fronte a colui che, a proposito di pazienti alcolizzati, pronunciasse la frase, "E' il primo bicchiere che ti frega". Sicuramente smetteremmo di prenderlo sul serio. Certo, sarebbe impossibile divenire alcolizzati senza aver mai consumato un bicchiere di sostanze alcoliche. Ma non e' certo il primo bicchiere che scatena la dipendenza, bensi' l'uso frequente e smoderato.

Ma in Italia la scienza e' considerata una disciplina incerta, al contrario delle certezze dei politici. E cosi', il direttore di nomina giovanardiana del Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga, Giovanni Serpelloni, e' andato ben oltre gli esempi appena menzionati parlando di una sostanza che ha un potenziale di dipendenza inferiore all'alcool e al tabacco: la cannabis. Ieri, il nostro ha solennemente affermato: "E' il primo spinello che ti frega, non l'ultimo, come si sente dire tra tossicodipendenti". Serpelloni ha poi elaborato (si fa per dire): "Quando si accetta di fumare si innesca un processo che non si conosce dove andra' a finire, che annulla la tua volonta' e incide sulla corteccia pre frontale del cervello, quella che controlla i comportamenti volontari, che ci fa discernere i comportamenti giusti da quelli sbagliati, che ci da' la consapevolezza di un problema" (3).

E voila'! Ecco perche' i giovani italiani continuano a essere i piu' assidui consumatori di marijuana in Europa, nonostante gli sforzi dei Giovanardi e dei Serpelloni che da anni governano indisturbati il professionismo dell'antidroga. E' grazie alle loro "minchiate", senza dubbio sparate a fin di bene, che la loro credibilita' e soprattutto quella delle istituzioni e' ridotta a barzelletta. E cosi', mentre i giovani ridono a crepapelle -non perche' hanno fumato uno spinello, ma perche' sanno apprezzare una buona minchiata- succede che anche i messaggi e gli avvertimenti fondati siano ignorati perche' pronunciati da giullari, seppur vestiti da sottosegretari e da medici.

Pietro Yates Moretti (dal sito dell ADUC del 02-04-2009, ore 12:50:36)

(1) http://www.brown.edu/Student_Services/Health_Services/Health_Education/atod/marijuana.htm
(2) http://www.nap.edu/openbook.php?isbn=0309071550
(3) http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=19463

__________________________vedi anche qui---->

Studio italiano : Cannabis "scudo" per neuroni dopo lesioni cerebrali


Saturday, March 28, 2009

Scie chimiche, 11 settembre, voli lunari, 2012, bufale e conoscenza. (1a parte)

La rete, che meraviglia! Se solo io fossi nato oggi , forse, non avrei di che rallegrarmi, visto che esiste già. Ma per me cresciuto con l'atari e il commodore64 e l'enciclopedia (quando si trattava di far ricerche) sembra quasi ancora irreale. Eppure c'é ed é "disponibile", ed é per tutte/i (tralasciando che ancora paghiamo per riuscire ad usufruirne...ma la speranza é che in futuro non sia più così!). Nel giro di una ventina di anni (o giù di li) la storia, la scienza , la conoscenza ha fatto più strada che in 4000 anni e più; il crescere sproporzionato di apporti individuali (anche dei non propriamente addetti) a qualsiasi argomento é stato possibile solo grazie alla rete. E così sarà sempre più. Il problema diventa già oggi quello di riuscire ad avere una scrematura adeguata di tutto questo potenziale scibile. Sarebbe necessario, (non come affermano quelli che vogliono mettere il bavaglio all' informazione scomoda, censurando o oscurando), a questo punto (ossia già da ora), creare una sotto-rete, innanzitutto dove si possa cercare informazione vera e non veicolata e non inventata (rischio maggiore in un mondo davvero così sconfinato come questo). La cosa che lascia più sorpresi é la minuzia di particolari addotti, che testimoniano con che lungimiranza e attenzione vengano ri-studiati ed approfonditi tutti gli argomenti che prima della rete erano unicamente appannaggio di pochi e affrontati solo in circoli ristretti; finalmente le notizie (l'informazione) hanno cominciato ad essere un pò più ricche e ormai la mono-disinformazione (tuttavia ancora esistente grazie a vecchie tecnologie purtroppo ancora da molti utilizzate) ha smesso (o meglio smetterà molto presto) di giocare un ruolo egemone tra le persone; ovviamente purché non verranno attuate politiche direzionate a veicolare o a rendere meno libere le informazioni o comunque a vincolare tutti gli sforzi di tutte le migliaia di persone che studiano quotidianamente per il solo amore della conoscenza e che si servono della rete per diffondere i risultati dei loro sforzi.
Non volendo prendere le difese di nessuno e non volendo schierarsi in alcun modo da nessuna parte (se non da quella della verità, della libertà e della conoscenza), perché mai, tuttavia, spesso, viene spontaneo chiedersi ,approdando a blog/siti dove si discutono (scientificamente) teorie e ipotesi ci sono approcci tanto "egoistici"?
Perchè si scredita a tutti i costi il lavoro di quanti si prendono la briga di perdere ore, giorni, mesi, anni su ciò che sta loro a cuore senza guadagnarci mezzo euro?
Perché una domanda diventa il pretesto per scagliarsi l'uno contro l'altro perdendo di vista quell'obiettivo comune che dovrebbe essere la verità?
Se da soli si riesce a raggiungere mete così grandi, quali meraviglie si potrebbero ammirare qualora ci fosse una collaborazione reale di tutte/i? Non si accellerebbero i tempi e non si potrebbe forse pensare di riuscire ad entrare prima in quell'ottica , unica, che ci permetterebbe realmente di pensare davvero ad un nuovo modo di vivere?
Il nocciolo della faccenda dovrebbe essere uno e uno solo : prendere in considerazione sempre ciò che si ritiene vero e giusto e il suo esatto contrario allo stesso tempo; riconoscere che il cambiar idea, parere, opinione é ciò che ci fa crescere davvero (qualora, ovviamente, esistano dei presupposti validi e riconosciuti oggettivamente, senza "caricare" troppo su quella teoria anzichè su quell'altra) ed è ciò che permette alla verità di venir fuori quasi spontaneamente.
Se questo non avviene é solo dovuto all'individualismo umano, che ha bisogno di autoaffermarsi sempre e comunque e non rende le/gli altre/i veramente libere/i di poter capire e conoscere le cose per quello che realmente sono.
Dunque viene quasi da rinunciarci a volte a interagire con questi personaggi, tanto acre si fa la disputa all'interno dei luoghi di discussione, con tanta foga vengono difesi punti di vista (qualsiasi) per il puro piacere di farlo e si rinuncia a voler ottenere risposte e/o spiegazioni necessarie ad una più soddisfacente comprensione.
E allora questo vuole essere anche un invito a tutti i vari bloggers, attivisti, studiosi della rete : l'educazione non é una faccenda formale, bensì un modo di sentire e di percepire, dunque una forma di reale rispetto. Il non deridere, sputare sentenze gratuite, offendere su vari commenti/apporti-individuali é da ricercare nel desiderio di confronto reale, che spesso può essere più utile quando a parteciparvi sono le persone più semplici o dotate di minori informazioni e conoscenze in merito a quanto discusso.
Pensateci, se avete il tempo e il desiderio.
Saluti.

Sunday, February 08, 2009

Amore per i figli o xenofobia?

La notizia é di qualche giorno fa : alcune (in realtà moltissime) delle (improvvisate, come di solito sono!) mamme italiane di una scuola di Roma, esattamente la Carlo Pisacane di Torpignattara, hanno scritto una lettera al ministro della pubblica istruzione chiedendo di assicurare loro l'applicazione della norma che prevede un numero massimo di bambini non-italiani nelle classi frequentate dai/dalle propri/e figli/e; e a supporto delle richiesta le mammine sventolano la minaccia di ritirare le/i bambine/i qualora queste misure non verranno adottate/fatte rispettare.

I punti salienti che motivano (razionalmente) questa richiesta sarebbero i seguenti :
- i troppi non-italiani mettono a rischio la libertà degli italiani di poter andare in gita scolastica, in quanto la maggior parte di non-italiani non possono permetterselo economicamente, dunque i partecipanti non raggiungono mai il numero minimo per poter organizzare il viaggio;
- l'eccessivo numero di non-italiani con difficolta' linguistiche, sociali, culturali, (!) finirebbe per incidere nel programma scolastico fino a creare 'forti anomalie' e a rallentare i programmi, a discapito delle/dei bambine/i più capaci;
- " i nostri figli hanno il diritto di vivere con naturalezza la propria italianità" (!!!), recita una frase di una delle mamme;
- la multietnicità delle/dei bambine/i sarebbe responsabile di generare un "aborto di scuola-ghetto che viene spacciata per modello multietnico", recita un'altra frase di un'altra mamma, alludendo, ad esempio, a iniziative (presepi, feste, riti religiosi o tradizionali) già organizzate in precedenza in cui sono mischiati simboli e iconografie di orientamenti religiosi e culturali differenti.

A sostegno di quanto sostenuto dalle mamme xenofobe c'é anche il politico xenofobo di turno, questa volta incarnato nel corpo del deputato del Pdl-An Fabio Rampelli, della commissione Cultura e Istruzione, il quale molto prontamente sostiene che "quella denunciata dal Comitato delle mamme della Scuola carlo Pisacane é un'emergenza didattica , ma anche culturale" .
Sarebbe interessante chiedere all'on. Rampelli in cosa consisterebbe "l'emergenza culturale" : nel viversi , forse, da parte di queste/i bimbe/i italiane/i, "con naturalezza la propria italianità"?! E se si, cosa sarebbe st'"italianità"?! Forse un senso totale di appartenenza alla madre patria italia? Sarebbe, dunque, un auspicio e un invito alla preservazione della pura razza italiana? Oppure al monoteismo spinto?

Per fortuna c'é anche chi (ad esempio la direttrice dell'istituto Carlo Pisacane) é abbastanza in sé da opporsi a questo genere di stronzate e asserire con forza che la scuola é un luogo aperto a tutte/i le/i bambine/i, senza distinzione alcuna (di nessun tipo) e che i programmi ministeriali (tanto amati) vengono rispettati a prescindere dal grado di apprendimento medio delle singole classi.

Nell'attesa che qualcuna/o ci spieghi come si fa a "viversi un'italianità con naturalezza", siamo certi di poter affermare che tutto questo è solo frutto di ignoranza e che la conoscenza può fare la differenza nel rendere gli individui umani un pò più liberi, se solo lo volessero essere davvero!

Monday, February 02, 2009

Uccisa Anastasia Baburova

Anche l’erede di Anna Politkovskaya é stata uccisa, a Mosca, in un agguato insieme ad un avvocato icona della lotta per i diritti civili in Cecenia. Si tratta di Anastasia Baburova, giovane stagista della Novaya Gazeta. È morta a soli 25 anni nell’ospedale in cui era stata portata per una ferita d’arma da fuoco alla testa.
Secondo la polizia é rimasta vittima di un attentato, il cui vero obiettivo era Stanislav Markelov, avvocato di 34 anni, che si era battuto in tribunale contro il rilascio anticipato dell’ex-colonnello Yuri Budanov, primo ufficiale russo posto sotto processo per abusi contro civili e condannato per crimini di guerra da un tribunale russo.
Nel processo contro il colonnello Budanov, Markelov aveva rappresentato la famiglia di Elza Kungayeva, una diciottenne cecena stuprata e uccisa da un gruppo di soldati russi, la cui tragica storia era stata anche denunciata dalla Politkovskaya in un suo libro. Nel 2000 l’ufficiale era stato arrestato, incriminato per omicidio e condannato a soli 10 anni, scatenando le proteste di varie organizzazioni per i diritti umani. Tuttavia, la settimana scorsa era tornato in libertà, nonostante la campagna condotta dall’avvocato contro il rilascio. L’uccisione di Elza era diventata il simbolo degli abusi commessi in Cecenia dalle truppe russe e la liberazione del colonnello era stata accolta con un’ondata di proteste. Markelov aveva appena terminato di parlare con i giornalisti quando un sicario gli ha sparato alla nuca, facendo poi fuoco contro la giovane Anastasia Baburova. Il nome di Anastasia è inevitabilmente legato a quello di Anna Politkovskaya, la giornalista russa assassinata a Mosca nell’ottobre 2006. La giovane Anastasia lavorava nello stesso giornale ed era autrice di numerosi reportage sul crescente razzismo e ultranazionalismo in Russia.

Nella ex unione sovietica chi parla di cecenia muore.

(tratto da NoiDonne del 2 febbraio 2009)
http://www.noidonne.org/index.php?op=articolo&art=2451

Noi di Liberiamoeliberiamoci siamo assolutamente solidali con la redazione di NoiDonne.
Siamo inoltre solidali con tutte/i coloro che si sono fatte/i portavoce di questa notizia e di tutte le notizie che fanno emergere fatti come questi e realtà come quelle della russia o di qualsiasi altro paese/realtà in cui quotidianamente vengono perpetrati abusi di potere, violenze occulte, privazioni di libertà. Possono uccidere, torturare, minacciare ma mai potranno fermare la conoscenza e la solidarietà. E sarà così sempre.
Solo chi pone la verità, la giustizia, la libertà per tutte/i al di sopra della propria vita può si può dire veramente libera/o. E noi difenderemo a qualsiasi costo questi principi, queste/i compagne/i e il ricordo di ciò che hanno fatto.



Sunday, December 28, 2008

Ma quale incivilimento..!

Al contrario di ciò che pensano i più, quando sostengono che uccidere animali (a qualsiasi scopo) faccia parte della "natura" (umana o meno, non é chiaro questo punto), le leggi pare che diano loro torto, dunque pare che, esattamente come é successo per la schiavitù di esseri umani in passato, le certezze assunte come verità hanno "solo" bisogno di tempo per essere demolite.
Così come non troppi anni fa (in alcuni stati sono esistite forme di schiavitù legalizzate fino a poco meno di trent'anni fa!) veniva considerato giusto sottomettere esseri umani ad altri (o così come ancora a tutt'oggi esistono varie forme di discriminazione di esseri umani ad opera di altri) oggi ancora viene considerato non troppo grave fare lo stesso con gli animali.
Dunque non desta ancora il necessario clamore sapere di uccisioni di animali per scopi utilitaristici affinchè tutto ciò smetta hic et nunc; e neanche il mostrare pare basti a scuotere le coscienze.
In Italia, tuttavia, pare che qualcosa si stia muovendo, come é convinto qualcuno che sostiene che la legge 20 luglio 2004, n.189 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 31 luglio 2004) rappresenti una conquista in questa direzione; essa é sostanzialmente (come si legge) una motifica del codice penale in materia di "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate".
Ciò sancirebbe un'"addolcimento" dello specismo umano (detto in sintesi); viene cioè tollerata l'uccisione o l'utilizzo di animali "solo" relativamente ad attività quali la caccia, la pesca, l'allevamento, il trasporto, la macellazione , la sperimentazione scientifica , l'attività circense, la mostra all'interno dei giardini zoologici.
Viene da chiedersi dove sia il confine tra crudeltà e non e, soprattutto, quello tra necessità e non (come recitano le prime parole della modifica su citata.)
L'8 dicembre 2008, le guardie zoofile di Genova hanno fermato e denunciato Sadil Cilmic, musulmano ortodosso, che stava festeggiando la “Grande Festa” (Al-Id Al-Kabir), o “Festa del sacrificio” (Id Al-Adha), celebrata il 10 del mese di dhu al-higgia (l’ultimo mese del calendario lunare). Essa é probabilmente la festa musulmana più importante per i fedeli, dura di solito tre o quattro giorni e prevede l’immolazione di un capo di bestiame nello stesso momento in cui i pellegrini fanno altrettanto nella valle di Mina vicino a La Mecca. E così ha fatto Sadil Cilmic che, per rispettare la festa in questione, ha sgozzato un capretto all'interno di un campo nomadi. La guardia zoofila ha fermato lui e alcune altre persone che avrebbero partecipato al rito dopo aver commesso il fatto e li ha denunciati per maltrattamento di animali e sequestrato la carcassa del capretto e i coltelli, ritenendo che il rito fosse contrario alle leggi italiane di tutela degli animali. Dal canto suo, Sadil Cilmic ha incaricato l'avvocato Giovanni Grammatica di opporsi al sequestro, che verrà convalidato domani, "perché contrario alla libertà di culto prevista dalla Costituzione italiana".

Noi di "liberiamo e liberiamoci" siamo strenui sostenitori della condanna sempre e comunque per l'uccisione di animali e non crediamo che si possano fare delle differenze sul "come" e sul "perchè" si uccida; inoltre crediamo che non solo sia giusto "limitare le libertà di culto" allorché questo abbia bisogno della sofferenza o della morte di esseri viventi per essere pienamente vissuto ma vada messo al bando nella maniera più assoluta.

La libertà individuale (umana e animale) non può essere limitata da folli seguaci di riti primitivi che, per adorare il proprio presunto dio, vestano gli abiti del boia o del torturatore e si arroghino il diritto di fare agli altri ciò che credono sia giusto.

Salviamoli e salviamoci.

Tuesday, December 02, 2008

PERICOLO : ISTITUZIONI!

Come é oramai noto (già da circa 2000 anni) la chiesa (ossia la stragrande maggioranza degli appartenenti all'istituzione ecclesiastica) é razzista, sessista e antidemocratica (basta leggere alcuni passi della bibbia); ergo tutti coloro che credono nella chiesa dovranno fare i conti con questi dati di fatto; tutti quelli che decidono di affidarsi alla chiesa dovranno lottare qualora non sentano che essa incarni i propri stessi principi oppure dovranno cambiare "referente". Chiaramente siamo tutte/i molto vicine/i a qualsiasi compagna o compagno che lotti per affermare ciò in cui crede, o, più in genere, per la propria libertà; va tuttavia precisato che questo tipo di lotta resta ascritto ad un ambito in ogni caso scelto (solitamente in maniera libera) dall'individuo stesso. Diverso é nascere in un sedicente stato libero e laico (!), in cui, religioni o non religioni, se ne é costretti a subire le leggi; diverso é nascere senza averlo chiesto e trovarsi anche a fare i conti con regolamenti che offuscano le libertà individuali e che sopprimono la spontaea "natura" dell'individuo. Sono certamente descrizioni di una storia per qualcuno già vista, dunque relegata al passato ma ovviamente non é così : a tutt'oggi nella maggior parte degli stati del mondo (!) esistono ancora leggi sessiste, razziste, di classe, fortunatamente esistono anche dei politici che se accorgono, a volte!
I rapporti tra persone dello stesso sesso sono illegali in quasi 90 paesi nel mondo, in alcuni (una decina di stati islamici ma anche in Cecenia) sono puniti con la morte, in altri (una cinquantina di stati fra cui India, Nepal, Cina, ma anche Equador, Cuba e Costa Rica, alcuni paesi dell'Africa del Nord e della costa orientale) l'omosessualità è punita col carcere, con sevizie, con torture e lavori forzati. E fino a 5 anni fa era considerata reato e punita anche in 13 stati Usa.
Così se questi dati risultano sconcertanti quello che sconcerta ancor di più é la constatazione che quando qualcuno alza il dito contro questi abusi gli si venga detto che depenalizzare o rendere libero qualcosa che fino ad ora non lo era va a discapito di chi, invece, vorrebbe che le cose restino così come sono o non tuteli la libera scelta di qualcun altro.
Dunque, se già le istituzioni (in generale) sono dannose, e molto, in quanto "modi stabili" di organizzare la vita individuale e sociale, quelle ecclesiastiche lo sono ancora di più, fondandosi sull'ignoranza delle masse; esse traggono dunque forza e vigore sulla quantità di persone che "credono" pensando che per poter/dover/saper affidarsi a qualsivoglia entità divina sia necessario trovare dei tramiti tutti umani.
Che ognuno/a creda in ciò che vuole senza doversi sentire obbligata/o a seguire norme già consolidate o semplicemente improvvisate da semplici esseri umani; e , ancor più importante, che ognuna/o si occupi di ciò che gli compete e che la si faccia finita con le affermazioni che mistificano la realtà!







Sign for Per la decriminalizzazione universale dell'omosessualità


Monday, November 24, 2008

IL POTERE DEL CONSUMO!

Quella contemporanea è una società basata su di un sistema economico capitalistico, che vuol dire che l'accumulo indiscriminato di soldi, ricchezze, proprietà private é legalizzato; non solo ma i politici "che contano" , ossia quelli che (si) fanno le leggi ci tengono a sottolineare quasi ogni giorno che guai ad affidarsi a delle politiche "sinistroidi" non liberali (ossia che non assicurino a chiunque voglia cimentarsi nel fare impresa, o mettersi in affari, o giocare in borsa e basta) campo libero, sarebbe, a loro dire, come dare il paese in mano ad un dittatore terribile e crudele che prima si assicurerà il massimo potere e le massime ricchezze, renderà tutti poveri e infelici, dopodichè, presumibilmente, comincerà, a suo piacimento, a mangiare cuccioli di essere umano.
Quella contemporanea (almeno in Italia) é una società principalmente composta da persone di un'età mediamente superiore ai cinquant'anni, che , dunque, ha bisogno di certezze e di rassicurazioni; é la società che inneggia politici carismatici e, perché no, anche un pò simpatici, anche se ladri e/o mafiosi e/o capitalisti, tanto da eleggerli e rieleggerli come propri rappresentanti nel mondo; le accuse (decine) che li rendono assimilabili a delinquenti, ladri e furbetti sono solo "incovenienti dovuti alla notorietà". E comunque ci può anche stare qualche piccola magagnetta, soprattuto quando si possiede un impero economico dunque quando si fanno affari con chiunque capiti.
Quella contemporanea é una società che ormai già da una cinquantina d'anni e più imita spudoratamente le idee, i comportamenti, gli stili di vita, degli americani, ossia la popolazione che prima e più di tutte ha messo in atto in maniera totale la selvaggia concessione di ogni mezzo per poter far soldi, la carta bianca per giocare coi soldi propri e con quelli degli altri. Dunque si può affermare a tutti gli effetti che sono gli USA il paese regno del capitalismo e sono gli USA che primi fra tutti hanno cominciato a subire quella che oggi volgarmente, senza criterio di conoscenza alcuno, viene definita "crisi economica".
Solitamente si definisce crisi una fase di disequilibrio, di instabilità(solitamente momentanea), il passaggio da una fase "migliore" ad una "peggiore", a causa di inevitabilità dovute a fattori in gioco incontrollabili.
Purtuttavia così non é, almeno nel volerli considerare tali (i fattori/cause scatenanti/responsabili); non é possibile considerare qualcosa che già era noto, conosciuto, auspicato e auspicabile scientificamente (in termini economico-naturali) "incontrollabile", almeno non su più ampia scala.
Le capacità (quelle reali!) dell'essere umano vanno ben oltre la semplice conoscenza delle conseguenze a cui il sistema capitalisco era ed é votato e,a tutt'oggi, chi continua ad affermarlo addirittura a gran voce, considerandolo come unica speranza e possibilità per il nostro sistema economico o é un folle o é un capitalista privo di alternative.
La cosa che sconvolge (a livello ideale almeno) che questo tipo di considerazioni dovrebbero poter essere fatte senza che la politica, ossia l'arte di amministrare e gestire la cosa pubblica, ossia i nostri soldi e le nostre vite, possa esserne drogata; le riflessione, gli studi, le considerazioni dovrebbero esse fatte da chi é lontano da ogni tipo di "affare", ossia da politici che dovrebbero volere e fare il nostro meglio (quello di tutte e di tutti noi cittadine e cittadini).
Esistono anche delle leggi che regolamentano le incompatibilità tra politica e affari e pure i bambini che cominciano a guardarsi intorno e a giudicare le scelte e i comportamenti degli esseri umani adulti sono capaci di notarlo.
E quando ciò non accade i poitici-affaristi-capitalisti che ci governano (perché sono riusciti sotto gli occhi di tutte e di tutti ad aggirare la legge) soprattutto grazie ai soldi con cui tengono al giogo i propri legali-mercenari, possono permettersi ormai tutto : possono suggerire che in tempi di crisi é meglio consumare di + per non perdere il lavoro e che non spendendo ci si impoverisce sempre più; e che, con o senza lavoro, é necessario consumare sempre e comunque ed é assolutamente necessario farlo quantomeno lcon o stesso vigore di sempre, per non far andare il paese incontro ad una crisi peggiore di quella in cui già è o quella incontro alla quale già stà inevitabilmente versando.
Senza ritegno alcuno, senza vergogna, senza il minimo timore di linciaggio (purtroppo).
Viene da pensare che probabilmente la cosa più giusta da fare sarebbe quella di NON CONSUMARE : il nostro potere + grande é proprio questo, proprio come suggeriscono i nostri cari governanti, noi consumatori facciamo cambiar verso alla direzione non solo del mercato ma permettiamo pure a gente come questa di continuare a fare e a dire ciò che più serve loro, e possiamo decidere chi mandare sul lastrico e/o chi fare arricchire.
Approfittiamo, facciamola davvero qualcosa per cambiar rotta, smettiamo di consumare, limitiamo i consumi e gli acquisti solo e soltanto a ciò che ci é indispensabile.

PASSIAMO PAROLA.

saluti a tutte/i

Monday, November 03, 2008

ACQUA DI TUTTI (...i privati!)

A distanza di circa dieci anni dalla nascita del Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale sull' Acqua il cui Manifesto di Lisbona riassume senza sintesi alcuna TUTTI i punti e i motivi per i quali non é (anzi non era, visto che oggi le cose sono cambiate e continuano a cambiare) tollerabile che circa 1 miliardo e 400 milioni di persone del pianeta su 5 miliardi e 800 milioni di abitanti non hanno accesso all’acqua potabile. E ancora meno tollerabile o soltanto concepibile che invece di ridurli questi numeri li si aumenti (più o meno indirettamente) secondo le solite logiche capitalistiche : chi più ha più continuerà ad avere e chi ha poco o pochissimo finirà per non avere la possibilità nemmeno di dissetarsi. Ci hanno provato già in precedenza gli altri governi ma ora viene sancita una ferrea regolamentezione che non fa altro che rinserrare le maglie della privatizzazione senza lasciare spazio alcuno ad una possibile gestione collettiva del bene comune per eccellenza. E allora già da qualche settimana, anzi già da mesi, tra i "soliti" complottisti antigovernativi si sono levate le "solite" voci allarmiste dell'ennesimo provvedimento del governo contro i cittadini e contro la libertà che questi ultimi hanno di vedersi riconosciuti diritti fondamentali, anzi vitali. Per dovere qui di seguito sono riportati un pò di articoli (provenienti, come si può notare, da "direzioni" varie) su quanto sta avvenendo in questi giorni in italia a proposito di regolamentazione della privatizzazione del sommo bene comune. Siccome, come succede di solito sulla rete, la verità deve trovare la sua via più congeniale per potersi dispiegare in maniera esaustiva, che questo possa essere di aiuto a quanti ne vogliono capire di più, si vogliono avvicinare ulteriormente alla faccenda o non ne sanno proprio un bel nulla.