Sunday, February 08, 2009

Amore per i figli o xenofobia?

La notizia é di qualche giorno fa : alcune (in realtà moltissime) delle (improvvisate, come di solito sono!) mamme italiane di una scuola di Roma, esattamente la Carlo Pisacane di Torpignattara, hanno scritto una lettera al ministro della pubblica istruzione chiedendo di assicurare loro l'applicazione della norma che prevede un numero massimo di bambini non-italiani nelle classi frequentate dai/dalle propri/e figli/e; e a supporto delle richiesta le mammine sventolano la minaccia di ritirare le/i bambine/i qualora queste misure non verranno adottate/fatte rispettare.

I punti salienti che motivano (razionalmente) questa richiesta sarebbero i seguenti :
- i troppi non-italiani mettono a rischio la libertà degli italiani di poter andare in gita scolastica, in quanto la maggior parte di non-italiani non possono permetterselo economicamente, dunque i partecipanti non raggiungono mai il numero minimo per poter organizzare il viaggio;
- l'eccessivo numero di non-italiani con difficolta' linguistiche, sociali, culturali, (!) finirebbe per incidere nel programma scolastico fino a creare 'forti anomalie' e a rallentare i programmi, a discapito delle/dei bambine/i più capaci;
- " i nostri figli hanno il diritto di vivere con naturalezza la propria italianità" (!!!), recita una frase di una delle mamme;
- la multietnicità delle/dei bambine/i sarebbe responsabile di generare un "aborto di scuola-ghetto che viene spacciata per modello multietnico", recita un'altra frase di un'altra mamma, alludendo, ad esempio, a iniziative (presepi, feste, riti religiosi o tradizionali) già organizzate in precedenza in cui sono mischiati simboli e iconografie di orientamenti religiosi e culturali differenti.

A sostegno di quanto sostenuto dalle mamme xenofobe c'é anche il politico xenofobo di turno, questa volta incarnato nel corpo del deputato del Pdl-An Fabio Rampelli, della commissione Cultura e Istruzione, il quale molto prontamente sostiene che "quella denunciata dal Comitato delle mamme della Scuola carlo Pisacane é un'emergenza didattica , ma anche culturale" .
Sarebbe interessante chiedere all'on. Rampelli in cosa consisterebbe "l'emergenza culturale" : nel viversi , forse, da parte di queste/i bimbe/i italiane/i, "con naturalezza la propria italianità"?! E se si, cosa sarebbe st'"italianità"?! Forse un senso totale di appartenenza alla madre patria italia? Sarebbe, dunque, un auspicio e un invito alla preservazione della pura razza italiana? Oppure al monoteismo spinto?

Per fortuna c'é anche chi (ad esempio la direttrice dell'istituto Carlo Pisacane) é abbastanza in sé da opporsi a questo genere di stronzate e asserire con forza che la scuola é un luogo aperto a tutte/i le/i bambine/i, senza distinzione alcuna (di nessun tipo) e che i programmi ministeriali (tanto amati) vengono rispettati a prescindere dal grado di apprendimento medio delle singole classi.

Nell'attesa che qualcuna/o ci spieghi come si fa a "viversi un'italianità con naturalezza", siamo certi di poter affermare che tutto questo è solo frutto di ignoranza e che la conoscenza può fare la differenza nel rendere gli individui umani un pò più liberi, se solo lo volessero essere davvero!

Monday, February 02, 2009

Uccisa Anastasia Baburova

Anche l’erede di Anna Politkovskaya é stata uccisa, a Mosca, in un agguato insieme ad un avvocato icona della lotta per i diritti civili in Cecenia. Si tratta di Anastasia Baburova, giovane stagista della Novaya Gazeta. È morta a soli 25 anni nell’ospedale in cui era stata portata per una ferita d’arma da fuoco alla testa.
Secondo la polizia é rimasta vittima di un attentato, il cui vero obiettivo era Stanislav Markelov, avvocato di 34 anni, che si era battuto in tribunale contro il rilascio anticipato dell’ex-colonnello Yuri Budanov, primo ufficiale russo posto sotto processo per abusi contro civili e condannato per crimini di guerra da un tribunale russo.
Nel processo contro il colonnello Budanov, Markelov aveva rappresentato la famiglia di Elza Kungayeva, una diciottenne cecena stuprata e uccisa da un gruppo di soldati russi, la cui tragica storia era stata anche denunciata dalla Politkovskaya in un suo libro. Nel 2000 l’ufficiale era stato arrestato, incriminato per omicidio e condannato a soli 10 anni, scatenando le proteste di varie organizzazioni per i diritti umani. Tuttavia, la settimana scorsa era tornato in libertà, nonostante la campagna condotta dall’avvocato contro il rilascio. L’uccisione di Elza era diventata il simbolo degli abusi commessi in Cecenia dalle truppe russe e la liberazione del colonnello era stata accolta con un’ondata di proteste. Markelov aveva appena terminato di parlare con i giornalisti quando un sicario gli ha sparato alla nuca, facendo poi fuoco contro la giovane Anastasia Baburova. Il nome di Anastasia è inevitabilmente legato a quello di Anna Politkovskaya, la giornalista russa assassinata a Mosca nell’ottobre 2006. La giovane Anastasia lavorava nello stesso giornale ed era autrice di numerosi reportage sul crescente razzismo e ultranazionalismo in Russia.

Nella ex unione sovietica chi parla di cecenia muore.

(tratto da NoiDonne del 2 febbraio 2009)
http://www.noidonne.org/index.php?op=articolo&art=2451

Noi di Liberiamoeliberiamoci siamo assolutamente solidali con la redazione di NoiDonne.
Siamo inoltre solidali con tutte/i coloro che si sono fatte/i portavoce di questa notizia e di tutte le notizie che fanno emergere fatti come questi e realtà come quelle della russia o di qualsiasi altro paese/realtà in cui quotidianamente vengono perpetrati abusi di potere, violenze occulte, privazioni di libertà. Possono uccidere, torturare, minacciare ma mai potranno fermare la conoscenza e la solidarietà. E sarà così sempre.
Solo chi pone la verità, la giustizia, la libertà per tutte/i al di sopra della propria vita può si può dire veramente libera/o. E noi difenderemo a qualsiasi costo questi principi, queste/i compagne/i e il ricordo di ciò che hanno fatto.



Sunday, December 28, 2008

Ma quale incivilimento..!

Al contrario di ciò che pensano i più, quando sostengono che uccidere animali (a qualsiasi scopo) faccia parte della "natura" (umana o meno, non é chiaro questo punto), le leggi pare che diano loro torto, dunque pare che, esattamente come é successo per la schiavitù di esseri umani in passato, le certezze assunte come verità hanno "solo" bisogno di tempo per essere demolite.
Così come non troppi anni fa (in alcuni stati sono esistite forme di schiavitù legalizzate fino a poco meno di trent'anni fa!) veniva considerato giusto sottomettere esseri umani ad altri (o così come ancora a tutt'oggi esistono varie forme di discriminazione di esseri umani ad opera di altri) oggi ancora viene considerato non troppo grave fare lo stesso con gli animali.
Dunque non desta ancora il necessario clamore sapere di uccisioni di animali per scopi utilitaristici affinchè tutto ciò smetta hic et nunc; e neanche il mostrare pare basti a scuotere le coscienze.
In Italia, tuttavia, pare che qualcosa si stia muovendo, come é convinto qualcuno che sostiene che la legge 20 luglio 2004, n.189 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 31 luglio 2004) rappresenti una conquista in questa direzione; essa é sostanzialmente (come si legge) una motifica del codice penale in materia di "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate".
Ciò sancirebbe un'"addolcimento" dello specismo umano (detto in sintesi); viene cioè tollerata l'uccisione o l'utilizzo di animali "solo" relativamente ad attività quali la caccia, la pesca, l'allevamento, il trasporto, la macellazione , la sperimentazione scientifica , l'attività circense, la mostra all'interno dei giardini zoologici.
Viene da chiedersi dove sia il confine tra crudeltà e non e, soprattutto, quello tra necessità e non (come recitano le prime parole della modifica su citata.)
L'8 dicembre 2008, le guardie zoofile di Genova hanno fermato e denunciato Sadil Cilmic, musulmano ortodosso, che stava festeggiando la “Grande Festa” (Al-Id Al-Kabir), o “Festa del sacrificio” (Id Al-Adha), celebrata il 10 del mese di dhu al-higgia (l’ultimo mese del calendario lunare). Essa é probabilmente la festa musulmana più importante per i fedeli, dura di solito tre o quattro giorni e prevede l’immolazione di un capo di bestiame nello stesso momento in cui i pellegrini fanno altrettanto nella valle di Mina vicino a La Mecca. E così ha fatto Sadil Cilmic che, per rispettare la festa in questione, ha sgozzato un capretto all'interno di un campo nomadi. La guardia zoofila ha fermato lui e alcune altre persone che avrebbero partecipato al rito dopo aver commesso il fatto e li ha denunciati per maltrattamento di animali e sequestrato la carcassa del capretto e i coltelli, ritenendo che il rito fosse contrario alle leggi italiane di tutela degli animali. Dal canto suo, Sadil Cilmic ha incaricato l'avvocato Giovanni Grammatica di opporsi al sequestro, che verrà convalidato domani, "perché contrario alla libertà di culto prevista dalla Costituzione italiana".

Noi di "liberiamo e liberiamoci" siamo strenui sostenitori della condanna sempre e comunque per l'uccisione di animali e non crediamo che si possano fare delle differenze sul "come" e sul "perchè" si uccida; inoltre crediamo che non solo sia giusto "limitare le libertà di culto" allorché questo abbia bisogno della sofferenza o della morte di esseri viventi per essere pienamente vissuto ma vada messo al bando nella maniera più assoluta.

La libertà individuale (umana e animale) non può essere limitata da folli seguaci di riti primitivi che, per adorare il proprio presunto dio, vestano gli abiti del boia o del torturatore e si arroghino il diritto di fare agli altri ciò che credono sia giusto.

Salviamoli e salviamoci.

Tuesday, December 02, 2008

PERICOLO : ISTITUZIONI!

Come é oramai noto (già da circa 2000 anni) la chiesa (ossia la stragrande maggioranza degli appartenenti all'istituzione ecclesiastica) é razzista, sessista e antidemocratica (basta leggere alcuni passi della bibbia); ergo tutti coloro che credono nella chiesa dovranno fare i conti con questi dati di fatto; tutti quelli che decidono di affidarsi alla chiesa dovranno lottare qualora non sentano che essa incarni i propri stessi principi oppure dovranno cambiare "referente". Chiaramente siamo tutte/i molto vicine/i a qualsiasi compagna o compagno che lotti per affermare ciò in cui crede, o, più in genere, per la propria libertà; va tuttavia precisato che questo tipo di lotta resta ascritto ad un ambito in ogni caso scelto (solitamente in maniera libera) dall'individuo stesso. Diverso é nascere in un sedicente stato libero e laico (!), in cui, religioni o non religioni, se ne é costretti a subire le leggi; diverso é nascere senza averlo chiesto e trovarsi anche a fare i conti con regolamenti che offuscano le libertà individuali e che sopprimono la spontaea "natura" dell'individuo. Sono certamente descrizioni di una storia per qualcuno già vista, dunque relegata al passato ma ovviamente non é così : a tutt'oggi nella maggior parte degli stati del mondo (!) esistono ancora leggi sessiste, razziste, di classe, fortunatamente esistono anche dei politici che se accorgono, a volte!
I rapporti tra persone dello stesso sesso sono illegali in quasi 90 paesi nel mondo, in alcuni (una decina di stati islamici ma anche in Cecenia) sono puniti con la morte, in altri (una cinquantina di stati fra cui India, Nepal, Cina, ma anche Equador, Cuba e Costa Rica, alcuni paesi dell'Africa del Nord e della costa orientale) l'omosessualità è punita col carcere, con sevizie, con torture e lavori forzati. E fino a 5 anni fa era considerata reato e punita anche in 13 stati Usa.
Così se questi dati risultano sconcertanti quello che sconcerta ancor di più é la constatazione che quando qualcuno alza il dito contro questi abusi gli si venga detto che depenalizzare o rendere libero qualcosa che fino ad ora non lo era va a discapito di chi, invece, vorrebbe che le cose restino così come sono o non tuteli la libera scelta di qualcun altro.
Dunque, se già le istituzioni (in generale) sono dannose, e molto, in quanto "modi stabili" di organizzare la vita individuale e sociale, quelle ecclesiastiche lo sono ancora di più, fondandosi sull'ignoranza delle masse; esse traggono dunque forza e vigore sulla quantità di persone che "credono" pensando che per poter/dover/saper affidarsi a qualsivoglia entità divina sia necessario trovare dei tramiti tutti umani.
Che ognuno/a creda in ciò che vuole senza doversi sentire obbligata/o a seguire norme già consolidate o semplicemente improvvisate da semplici esseri umani; e , ancor più importante, che ognuna/o si occupi di ciò che gli compete e che la si faccia finita con le affermazioni che mistificano la realtà!







Sign for Per la decriminalizzazione universale dell'omosessualità


Monday, November 24, 2008

IL POTERE DEL CONSUMO!

Quella contemporanea è una società basata su di un sistema economico capitalistico, che vuol dire che l'accumulo indiscriminato di soldi, ricchezze, proprietà private é legalizzato; non solo ma i politici "che contano" , ossia quelli che (si) fanno le leggi ci tengono a sottolineare quasi ogni giorno che guai ad affidarsi a delle politiche "sinistroidi" non liberali (ossia che non assicurino a chiunque voglia cimentarsi nel fare impresa, o mettersi in affari, o giocare in borsa e basta) campo libero, sarebbe, a loro dire, come dare il paese in mano ad un dittatore terribile e crudele che prima si assicurerà il massimo potere e le massime ricchezze, renderà tutti poveri e infelici, dopodichè, presumibilmente, comincerà, a suo piacimento, a mangiare cuccioli di essere umano.
Quella contemporanea (almeno in Italia) é una società principalmente composta da persone di un'età mediamente superiore ai cinquant'anni, che , dunque, ha bisogno di certezze e di rassicurazioni; é la società che inneggia politici carismatici e, perché no, anche un pò simpatici, anche se ladri e/o mafiosi e/o capitalisti, tanto da eleggerli e rieleggerli come propri rappresentanti nel mondo; le accuse (decine) che li rendono assimilabili a delinquenti, ladri e furbetti sono solo "incovenienti dovuti alla notorietà". E comunque ci può anche stare qualche piccola magagnetta, soprattuto quando si possiede un impero economico dunque quando si fanno affari con chiunque capiti.
Quella contemporanea é una società che ormai già da una cinquantina d'anni e più imita spudoratamente le idee, i comportamenti, gli stili di vita, degli americani, ossia la popolazione che prima e più di tutte ha messo in atto in maniera totale la selvaggia concessione di ogni mezzo per poter far soldi, la carta bianca per giocare coi soldi propri e con quelli degli altri. Dunque si può affermare a tutti gli effetti che sono gli USA il paese regno del capitalismo e sono gli USA che primi fra tutti hanno cominciato a subire quella che oggi volgarmente, senza criterio di conoscenza alcuno, viene definita "crisi economica".
Solitamente si definisce crisi una fase di disequilibrio, di instabilità(solitamente momentanea), il passaggio da una fase "migliore" ad una "peggiore", a causa di inevitabilità dovute a fattori in gioco incontrollabili.
Purtuttavia così non é, almeno nel volerli considerare tali (i fattori/cause scatenanti/responsabili); non é possibile considerare qualcosa che già era noto, conosciuto, auspicato e auspicabile scientificamente (in termini economico-naturali) "incontrollabile", almeno non su più ampia scala.
Le capacità (quelle reali!) dell'essere umano vanno ben oltre la semplice conoscenza delle conseguenze a cui il sistema capitalisco era ed é votato e,a tutt'oggi, chi continua ad affermarlo addirittura a gran voce, considerandolo come unica speranza e possibilità per il nostro sistema economico o é un folle o é un capitalista privo di alternative.
La cosa che sconvolge (a livello ideale almeno) che questo tipo di considerazioni dovrebbero poter essere fatte senza che la politica, ossia l'arte di amministrare e gestire la cosa pubblica, ossia i nostri soldi e le nostre vite, possa esserne drogata; le riflessione, gli studi, le considerazioni dovrebbero esse fatte da chi é lontano da ogni tipo di "affare", ossia da politici che dovrebbero volere e fare il nostro meglio (quello di tutte e di tutti noi cittadine e cittadini).
Esistono anche delle leggi che regolamentano le incompatibilità tra politica e affari e pure i bambini che cominciano a guardarsi intorno e a giudicare le scelte e i comportamenti degli esseri umani adulti sono capaci di notarlo.
E quando ciò non accade i poitici-affaristi-capitalisti che ci governano (perché sono riusciti sotto gli occhi di tutte e di tutti ad aggirare la legge) soprattutto grazie ai soldi con cui tengono al giogo i propri legali-mercenari, possono permettersi ormai tutto : possono suggerire che in tempi di crisi é meglio consumare di + per non perdere il lavoro e che non spendendo ci si impoverisce sempre più; e che, con o senza lavoro, é necessario consumare sempre e comunque ed é assolutamente necessario farlo quantomeno lcon o stesso vigore di sempre, per non far andare il paese incontro ad una crisi peggiore di quella in cui già è o quella incontro alla quale già stà inevitabilmente versando.
Senza ritegno alcuno, senza vergogna, senza il minimo timore di linciaggio (purtroppo).
Viene da pensare che probabilmente la cosa più giusta da fare sarebbe quella di NON CONSUMARE : il nostro potere + grande é proprio questo, proprio come suggeriscono i nostri cari governanti, noi consumatori facciamo cambiar verso alla direzione non solo del mercato ma permettiamo pure a gente come questa di continuare a fare e a dire ciò che più serve loro, e possiamo decidere chi mandare sul lastrico e/o chi fare arricchire.
Approfittiamo, facciamola davvero qualcosa per cambiar rotta, smettiamo di consumare, limitiamo i consumi e gli acquisti solo e soltanto a ciò che ci é indispensabile.

PASSIAMO PAROLA.

saluti a tutte/i

Monday, November 03, 2008

ACQUA DI TUTTI (...i privati!)

A distanza di circa dieci anni dalla nascita del Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale sull' Acqua il cui Manifesto di Lisbona riassume senza sintesi alcuna TUTTI i punti e i motivi per i quali non é (anzi non era, visto che oggi le cose sono cambiate e continuano a cambiare) tollerabile che circa 1 miliardo e 400 milioni di persone del pianeta su 5 miliardi e 800 milioni di abitanti non hanno accesso all’acqua potabile. E ancora meno tollerabile o soltanto concepibile che invece di ridurli questi numeri li si aumenti (più o meno indirettamente) secondo le solite logiche capitalistiche : chi più ha più continuerà ad avere e chi ha poco o pochissimo finirà per non avere la possibilità nemmeno di dissetarsi. Ci hanno provato già in precedenza gli altri governi ma ora viene sancita una ferrea regolamentezione che non fa altro che rinserrare le maglie della privatizzazione senza lasciare spazio alcuno ad una possibile gestione collettiva del bene comune per eccellenza. E allora già da qualche settimana, anzi già da mesi, tra i "soliti" complottisti antigovernativi si sono levate le "solite" voci allarmiste dell'ennesimo provvedimento del governo contro i cittadini e contro la libertà che questi ultimi hanno di vedersi riconosciuti diritti fondamentali, anzi vitali. Per dovere qui di seguito sono riportati un pò di articoli (provenienti, come si può notare, da "direzioni" varie) su quanto sta avvenendo in questi giorni in italia a proposito di regolamentazione della privatizzazione del sommo bene comune. Siccome, come succede di solito sulla rete, la verità deve trovare la sua via più congeniale per potersi dispiegare in maniera esaustiva, che questo possa essere di aiuto a quanti ne vogliono capire di più, si vogliono avvicinare ulteriormente alla faccenda o non ne sanno proprio un bel nulla.

Friday, October 03, 2008

Gli orsi della luna

(ovvero l'ennesimo esempio di come gli esseri umani siano tanto abili nel sopravvivere e godere a tutti i costi)

Fratello Orso, Sorella Luna, Carnefice uomo. L’agente Smith di Matrix descriveva l'uomo come un virus. Sapeva quello che diceva. Siamo l’unica specie che distrugge l’ambiente in cui vive, che uccide per piacere, che tortura esseri viventi per lucro.
Gli Orsi della Luna vengono immobilizzati in una piccola gabbia per vent’anni, la durata della loro vita.
Ogni giorno, due volte al giorno, viene estratta la bile dalle loro carni per medicinali, bibite e shampoo. Il dolore che subiscono è così tremendo che gli Orsi cercano di suicidarsi. Per impedirlo gli vengono strappati gli artigli e segati i denti. 10.000 Orsi della Luna sono torturati in Cina, in Corea e in Vietnam. Ho visto un filmato integrale delle torture e sono stato male, volevo spegnere il pc, ma sono arrivato fino in fondo. Almeno questo lo dovevo a fratello Orso.

Jill Robinson, una signora inglese, sta dedicando la sua vita agli Orsi della Luna con l’organizzazione AAF. Aiutiamola attraverso il suo sito (il link é qui sulla destra). Intervisterò Jill per il blog nei prossimi giorni per conoscere i prodotti che contengono la bile e gli indirizzi dei luoghi dove avvengono le torture. Li pubblicherò e adotterò un Orso della Luna come mascotte del blog. Leggete la lettera di Carmen di AAF.
“Avete mai sentito parlare di luoghi chiamati “fattorie della bile” situati in Cina, Corea e Vietnam e dell’atroce destino degli Orsi della Luna?
Questi meravigliosi animali, dopo essere stati catturati con trappole che spesso causano terribili mutilazioni, sono imprigionati e torturati per una pratica di tale crudeltà da tollerare pochi confronti. Prigionieri in gabbie piccolissime, non più grandi del loro corpo, gabbie che impediscono qualsiasi movimento, che deformano le ossa ed atrofizzano gli arti, circa 10.000 orsi vengono “munti” due volte al giorno per la dolorosissima estrazione della loro bile attraverso rudimentali cateteri di metallo conficcati nella loro cistifellea.
Anticamente l’orso veniva ucciso e la sua bile usata nella medicina tradizionale cinese. Negli anni ’70 l’orso, considerato specie protetta perché in via di estinzione, viene imprigionato a vita ottenendo una produzione di bile infinitamente superiore. Oggi la sua bile può essere completamente sostituita da alternative erboristiche e di sintesi più economiche ed efficaci. Il mercato ne dispone in eccesso e, per esaurire le scorte, i produttori la utilizzano anche nella preparazione di bibite e shampoo! Queste creature subiscono sofferenze inenarrabili, le loro membra si atrofizzano un po’ alla volta per l’immobilità assoluta e con un'agonia che può durare anche vent’anni, subiscono tali torture ogni giorno, dopo anno fino a morire per tumori o infezioni croniche prodotte dai cateteri conficcati nella carne. Altri non ce la fanno: le infezioni, la sofferenza psichica, le malformazioni ossee date dalla pressione delle sbarre, le piaghe da decubito, la denutrizione li uccidono più rapidamente … Ma la maggioranza di questi animali, molto resistenti, sopravvive per decenni a questa inaudita tortura. Molti orsi vorrebbero porre fine alle atroci sofferenze suicidandosi, ma ciò gli viene impedito, segandogli i denti, strappandogli gli artigli, lasciando loro solo la possibilità d’impazzire a vita.

Il salvataggio degli orsi inizia nel 1993 quando una coraggiosa donna inglese di nome Jill Robinson si recò a visitare uno di quei luoghi. Nel 1998 nasce AAF- ANIMALS ASIA FOUNDATION per porre fine a questa pratica crudele e nel 1999 viene aperto il Centro di recupero per gli orsi salvati, dove lo staff di AAF ridà la gioia di vivere a questi animali martoriati.
Oggi gli orsi liberati sono più di 280. La conoscenza delle torture a cui sono sottoposti gli Orsi della Luna commuove, suscita sdegno e smuove le coscienze. Con la sua associazione Jill sta tutt’oggi trattando con il governo cinese per ottenere il risultato massimo: la chiusura definitiva di ogni singola fattoria della bile. Jill e AAF possono combattere la loro battaglia unicamente grazie alle donazioni che provengono da tutte le parti del mondo.” Carmen


AAF – UK Tel.+44-1579-347148, ITALIA Gruppi Supporto - Tel. +39-010-2541998

(dal blog di Beppe grillo_ 30/09/2008)

Sunday, September 21, 2008

UNA CANDELA PER TUTTO IL DOLORE

Mai più
(..dedicata alle donne maltrattate e uccise)


Rosa china
in gambo pungente
che stille rosse
segnano di dolore
come parole
di oltraggio nel cuore.
Nel corpo abbandonato
pudore svelato,
la vita umiliata,
il germe spento
dal silenzio del respiro.
L’ultimo grido..
L’ultimo sguardo..
Mai più sarò
nella coscienza
a dirti infame
a dirti t’ho amato..
E tu
impaziente
mi hai reciso…
Ti lascio il mio inferno
come veste di perdono.

di Mariella Mulas


In questo blog si é già parlato (e se ne parlerà ancora) di tradizione e cultura, principalmente quando queste davvero poco hanno a che fare con l'evoluzione (umana), l'elevazione (spirituale umana), la conquista ed il riconoscimento di diritti (non solo umani), la libertà per tutti/e (umani o non). A tal proposito difficilmente risulta giustificabile o anche soltanto comprensibile come oggi, ancora, si possa ancora pemettere a qualcuno (o a molti!) di perpetrare crudeltà, atrocità e stermini ai danni di esseri viventi di ogni tipo (esseri umani compresi, soprattutto quelli più indifesi o deboli), facendo passare qualunque di questi come evento tradizionale, magari caratteristico del proprio luogo di "origine". Non basta non affermarlo più con vigore questo senso di appartenenza, bisognerebbe rinnegarlo a gran voce e cominciare a vergognarsi per tutti coloro che fino a quel momento se ne sono fatti custodi/garanti/artefici. Basta ascoltare il dolore degli esseri viventi che , forzatamente coinvolti, non possono far altro che andare incontro al proprio destino deciso da qualcun altro, solo perché non nati umani-privilegiati.

Dunque questo piccolo spazio vuole essere dedicato, ancora una volta, ai bamibini e alle donne più sfortunate (non privilegiate), ai delfini calderones che ignari di ciò succederà loro si avvicinano all'essere umano per curiosità, ai tori (soprattutto quelli spagnoli) nati per far divertire gli esseri umani con la loro danza di morte e sofferenza, ai beagles, alle scimmie ed a tutti quegli animali utilizzati come cavie per esperimenti/test/collaudi affinchè l'essere umano possa vivere una vita più comoda, facile, piacevole, meno o affatto dolorosa (tanto c'é chi può soffrire!), ai cetacei, alle foche, a tutti gli animali "da pelliccia" che possono essere scuoiati vivi per non sciupare il loro soffice e caldo manto, agli orsi della luna e a tutti gli esseri viventi che, pur non essendo considerati semplicemente oggetti di cui cibarsi (o comunque non soltanto come tali) vengono assunti, trasformati in realtà, come OGGETTI all'interno di contesti e rituali tutti umani.

Una, dieci, cento candele non basterebbero a simboleggiare le stragi che ogni anno vengono commesse da esseri umani di ogni colore/etnia/origine/cultura/religione; ne scegliamo dunque una per tutti/e, una che sia il simbolo inevitabilmente indefinito di tutto il sangue e le sofferenze di tutti gli esseri viventi che non hanno la possibilità di urlarlo e farlo sentire al mondo intero.
E la candela é anche per tutti gli esseri umani non privilegiati che ancora oggi si ritrovano a vivere questa esperienza di ingiustizia, impotenti di qualsiasi reazione poiché costretti con la forza, il sopruso, l'abuso di potere, ad una vita di reclusione, soffocamento della libertà individuale, sofferenza.

Perché anche se continuiamo a demandare, a non voler sapere, vedere, sentire, conoscere, a vivere un'esistenza senza una vera consapevolezza, nei confronti della VERA realtà, ossia quella ALTRA da noi stessi, prima o poi tuttie/i esperiamo il dolore, con modalità e in "quantità" differenti, dipendentemente dai contesti e dalle personalità.

Ogni essere umano adulto ha in qualche maniera, nel proprio background, durante la propria esistenza, esperito la sofferenza e la disperazione per l'impossibilità di reagire ad uno stato di soffocamento della propria volontà cosciente; conseguentemente, ogni essere umano adulto sa cosa vuol dire cercare disperatamente qualsiasi possibile soluzione affinchè una simile condizione possa terminare nel più breve tempo possibile.

E allora, la candela é soprattutto per quelle le voci che non possono essere udite ed è per tutte le volontà che non possono liberamente realizzarsi.

Libertà.

Wednesday, April 30, 2008

CAMBIAMENTI, RESISTENZA, CONOSCENZA.

“Destra e sinistra non esistono. Esiste un gruppo di affari. L'Italia è il suo business. Le nostre tasse sono le sue entrate.

I media sono la sua voce. Non esistono giornalisti buoni e giornalisti cattivi.Esiste l'informazione di regime.

E' solo una questione di sfumature tra l'Unità e il Giornale, tra il Tg1 e il Tg5. Non esistono giornalisti, esistono persone che hanno il coraggio di manifestare la verità e diventano eroi, star, cittadini sotto scorta. Esistono persone che scrivono, parlano, comunicano. Si chiamano uomini e donne. Esiste l'ordine naturale di chi sa leggere, scrivere, parlare e usa queste sue capacità per descrivere il mondo. Nessuno è un giornalista, tutti siamo giornalisti. In Rete tutti siamo giornalisti. I giornali e le televisioni sono il passato.”

Questo é il comunicato politico n°10 postato sul sito/blog di Beppe Grillo il 28 Aprile 2008, qualche giorno dopo il v-day, il ballottaggio per le amministrative di roma e lazio, le politiche conclusesi con la vittoria del pdl e la scomparsa (parlamentare) della cosiddetta sinistra estrema (!).Sembra tutto condivisibile, tanto che qualcuno lo affermava già da un pezzo ormai, e lo stesso grillo solo l'anno scorso parlava di abolizione del partitismo.Non volendo dar certo il merito (UNICO) al comico/giornalista genovese, certo è che lui e i suoi esistono e fanno breccia, non si può certo negarlo, tanto da riuscire anche a far compromessi e collaborare con figure invece ancora addentro a quel sistema che loro stessi condannano e questo é importante, innovativo, svecchiato e non INCOERENTE come vogliono i più : l'essere “fedeli alla linea” (oggi più che mai) non ha davvero senso, in un verso o in un altro, la cosa importante, anzi fondamentale, é la collaborazione, per quanto possibile allo scopo di perseguire obiettivi comuni, ma sopratutto pragmaticamente significativi; in sostanza riuscire a rivoluzionare lo stato di cose che perdura ormai da troppo tempo e di cui TUTTI (a parte quelli che hanno sempre magnato e che continuerebbero a magnare grazie al sistema che permette loro di farlo) si sono davvero stufati.Il sottoscritto ricorda che già dieci anni fa (ma anche prima!) eravamo già in molti a non riuscire davvero a capire perché bisognava continuare ad eleggere dei rappresentanti di liste con colori e simboli che erano quanto di più lontano dall'idea più “giusta” di politici e politica.

Ricordo quando si parlava per la prima volta di “tecnici” che avrebbero dovuto mettere a posto l'italia; ricordo quando qualcuno ha pensato di tirarli fuori dal cilindro questi presunti tecnici e ricordo che fine hanno fatto loro e i soldi degli italiani.E allora parliamo piuttosto di operai specializzati anziché di tecnici : chi può agire nella maniera migliore é certamente colui o colei che sa dove mettere le mani, si, ma sa anche, essendo dotato/a della massima umiltà possibile, che ciò che sta facendo lo sta facendo per se stesso/a e per tutti i propri concittadini e concittadine; questo dovrebbe costituire da solo un compenso ben + alto di qualsiasi remunerazione pecuniaria.

Destra e sinistra sono parole che un tempo, forse, avevano di che esistere ( ma questo é un discorso troppo lungo per poter essere esautorato hic et nunc ), oggi é tutto abusato, riciclato (MALE!) e tutto perde pezzi da ogni lato e noi continuiamo come sciocchi automi al servizio di chi comanda (ancora!) a riappiccicare questi pezzi, a tenerli con le mani e i piedi, senza stancarci, non sapendo che così facendo logoriamo noi stessi e gli altri e impieghiamo le nostre energie nel peggiore dei modi.E allora, senza troppo schierarci ne per uno per per l'altro, siamo concreti e pratici : le cose da fare ci sono eccome, e sono così tante che davvero non se ne vede ne l'inizio ne la fine ormai; l'unica cosa da fare è buttarcisi dentro, tanto per cominciare, e ottenere dei risultati che non siano solo apparenti e che non nascondano dietro null'altro (come di solito accade dalle nostre parti!).

E ci sono cose da criticare, chiunque le faccia o le dica, e c'é di che indignarsi e incazzarsi, senza pensare di indorare pillole solo perché hanno un rivestimento gradevole alla nostra vista (i nostri sensi ci ingannano sempre!); ma c'é anche la storia e la memoria senza le quali non si va davvero da nessuna parte, senza le quali non si può pensare di crescere civilmente poiché senza di ciò scomparirebbero le esperienze (passate), già vissute da qualcun altro, e il riviverle sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti del dolore di chi l'ha provato senza poter far nulla (o potendo far molto poco!) nonché una perdita di tempo nella direzione del miglioramento personale e civile.

E se dire qualcosa in un contesto in cui sembra tutto fermo, impantanato, vuol dire fare i rivoluzionari allora viva la rivoluzione e chi la fa. Andare avanti, soffrendo quasi ad ogni passo ci consente di diventare sempre più forti e si é tanto + forti quanto più si riesce a resistere.

E resistere é più facile quando non siamo soli e quando sappiamo e vediamo che non siamo gli unici ad avere questa necessità (vitale). Dunque, innanzitutto, partiamo dalla verità, facciamola conoscere a tutti, bambini o vecchi, esigiamo libertà di espressione per tutti e tutte, libertà di partecipazione per tutti e tutte, libertà di mandare al diavolo chiunque se lo meriti.

La conoscenza la fanno le persone, non pochi o poche. La conoscenza é il mezzo che ci permette di sapere e addirittura prevedere. La conoscenza non esiste se qualcuno la veicola. Combattiamo coi denti e col sangue la censura e qualsiasi forma di coercizione, ovunque questa sia e non abbiamo paura di essere "contro" ciò che ci sta più vicino : senza la critica e l'opposizione non può esserci cambiamento!


RESISTTOEXIST!


Wednesday, April 09, 2008

VOTAZIONI : PRECISAZIONI

Questo posting segnala una correzione alla notizia che gira da un pò su internet e a cui é stato dedicato il posting precedente.

Per quanto neanche da ciò si evinca un'informazione chiara ed esauriente la riportiamo per onore al vero.

Interessante notare come anche il sito http://www.riforme.net/ , già citato sotto dal lettore e considerato dalla redazione di Rivistoriantago "confusionale", riporti la possibilità di cui al posting precedente, e la cui diffusione online é attribuita in primis a Marco Travaglio e indichi come reale alternativa al voto quella della verbalizzazione.

Qui di seguito trovate una lettera inviata dalla redazione della Rivistoriantago ai suoi lettori, la risposta di questo e la contro-risposta di nuovo della redazione.

Altra cosa importante da notare é come la redazione di Rivistoriantago "insista" sulla quasi "solennità" dell'esercizio del voto, cosa che non ci sembra decisamente andare nella direzione della totale libertà.

Che la democrazia non ce l'abbia regalata nessuno non ci pare proprio un buon motivo per dover consegnare NUOVAMENTE il paese in mano ai magnamagna!


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Date: Tue, 8 Apr 2008 17:53:55 +0200
From: mi.cito@libero.it
To: rivistoriantago@inventati.org
Subject: Re: [Rivistoriantago] non voto consapevole

SU QUESTO TEMA HO RICEVUTO IL SEGUENTE MESSAGGIO DA PARTE DELLA REDAZIONE DEL PERIODICO "IL DIALOGO":

Ci permettiamo di scrivere eccezzionalmente a tutti gli iscritti alle nostre mailing list per segnalare che continuano a girare in Internet email palesemente truffaldine riguardo alla modalità di espressione del voto alle oramai prossime elezioni politiche del 13-14 aprile.

La questione riguarda coloro che, scontenti di come vanno le cose, hanno deciso di votare scheda bianca o nulla o di non andare proprio a votare. In queste email si invita tutte queste persone ad andare ai seggi e mettere in atto un comportamento che viene presentato come legittimo, quello di rifiutare la scheda e di far mettere a verbale il perché del rifiuto, ma che legittimo non è. Viene poi detto che il voto bianco o nullo andrebbe a favore di chi prenderà più voti.
Niente di più falso.

Anche la legge "porcellum" voluta dal governo di destra del 2005, prevede che per il calcolo delle percentuali, per l'assegnazione dei seggi e per il calcolo degli sbarramenti, vengano considerati solo ed esclusivamente i VOTI VALIDI, con l'esclusione quindi dei voti bianchi e nulli. Il voto bianco e nullo ha come unico effetto quello di far abbassare la quantità di VOTI VALIDI necessari per raggiungere i quorum di sbarramento.

Inoltre non è prevista da alcuna norma la possibilità di recarsi al seggio per rifiutare la scheda facendo mettere a verbale una propria dichiarazione sul perché del rifiuto. I reclami di cui si parla nella legge elettorale possono riguardare solo ed esclusivamente il corretto svolgimento delle operazioni elettorali (timbratura delle schede, accertamento della identità degli elettori, spoglio dei voti ecc) e non certo la messa in discussione della legge elettorale stessa che deve essere fatta con ricorsi specifici all'ordinamento giudiziario.

Rifiutare la scheda e chiedere di mettere a verbale una propria dichiarazione si configura invece come TURBATIVA DEL CORRETTO SVOLGIMENTO delle operazioni di voto (art. 44 D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361) dando la possibilità al presidente di far intervenire la forza pubblica per il ripristino del corretto svolgimento delle operazioni di voto.

A noi sembra del tutto evidente che ci sia il tentativo di creare turbamento delle elezioni inducendo gli elettori a mettere in atto comportamenti non corretti sul piano del rispetto delle regole, DANDO LA POSSIBILITA' DI MILITARIZZARE IL VOTO. E' anche del tutto evidente chi può trarre vantaggio dal turbamento delle elezioni.

Invitiamo quindi tutti i nostri lettori a non cadere nelle "bufale internettiane sul non voto" e a vigilare attentamente sullo svolgimento delle elezioni perché la democrazia non c'è l'ha regalata nessuno. Ognuno voti secondo coscienza senza bisogno di dare adito a turbative che vanno ad esclusivo vantaggio di chi vuole stracciare la democrazia.

Per chi volesse leggere il testo integrale delle leggi elettorali vigenti può scaricarlo dal sito della Camera dei Deputati al seguente indirizzo:


http://www.camera.it/files/pdf/documenti/MANUALE_11marzo2008.pdf

La redazione


SENZA ESPRIMERMI NEL MERITO POLITICO, HO MANDATO LA SEGUENTE RISPOSTA:

Grazie per l'informazione e soprattutto per il link. Chiaramente l'informazione che circola sul conteggio dei voti è scorretta. Mi resta però un dubbio e forse una correzione da fare.

La premessa è che nell'ambito della normativa vigente il cittadino non è tenuto a votare, essendo scomparsa ogni forma di segnalazione della mancata presenza al seggio. Poniamo il caso di una tornata referendaria con diversi quesiti. L'elettore può ritenere utile votare per il referendum X e non per quello Y, nonostante siano indetti nello stesso giorno. Se non potesse rifiutare la scheda del referendum Y, questa circostanza sarebbe in contraddizione con il suo diritto di non esprimere alcun voto, compresa la scheda bianca o nulla. Né d'altra parte questo diritto potrebbe essere condizionato al non recarsi al seggio, perché questa condizione sarebbe in contraddizione con il suo diritto costituzionale al voto per il referendum X. Ne consegue che l'elettore può recarsi al seggio e rifiutare la scheda che gli viene offerta. In termini pratici, è proprio quello che ho fatto in occasione del referendum sulla giustizia, abbinato, mi pare, a quello sul nucleare (che invece votai). Mi costò una breve discussione, ma alla fine il presidente si convinse e mise a verbale.

Secondo questo sito (http://www.riforme.net/2008/rass08-019.htm), inoltre, è espressamente previsto dalla legge che si possano esprimere e verbalizzare reclami e proteste su cui la Camera è poi tenuta a pronunciarsi.

Se poteste ulteriormente approfondire ve ne sarei grato.


ECCO LA RISPOSTA

Gentile Michele,

come abbiamo scritto nella nostra email ribadiamo che i reclami e le proteste previsti dalla normativa riguardano esclusivamente lo svolgimento delle operazioni elettorali che possono inficiare la validità del voto come ad esempio far votare una persona senza essere certi della sua identità, far entrare nella cabina elettorale non solo l´elettore ma anche un accompagnatore che possa influire sul suo voto, errata procedura di vidimazione delle schede, consegna di schede già votate all´elettore e quant´altro non rispetti le procedure di voto.

Il cittadino ha diritto di votare e di farlo liberamente. E questo è un diritto sancito dalla Costituzione. Ha tre possibilità di farlo: votare per una delle liste in lizza, votare bianco, votare annullando la scheda. Chi non vuole esercitare tale diritto non va semplicemente a votare. Se si reca al seggio lo fa per esercitare il suo diritto di voto. La legge non può quindi consentire, e non lo consente, al cittadino che si reca al seggio di rifiutare le schede elettorali e di far mettere a verbale una sua dichiarazione che motivi questa sua scelta. Questa è sicuramente un´azione di turbativa del regolare svolgimento delle elezioni che può essere, e la legge lo prevede, impedita dal presidente di seggio che può, essendo in quel momento ufficiale di polizia giudiziaria, anche denunciare gli elettori che mettono in atto azioni di disturbo del regolare svolgimento del voto.

Diverso è il caso della effettuazione di più referendum nella stessa giornata. In quel caso il cittadino ha diritto a votare per un referendum o più referendum, ma non voler votare per alcuni di essi. Nel caso del referendum, come è noto, la Costituzione prevede il raggiungimento del quorum per la sua validità. Dunque nel caso di più referendum nella stessa giornata il presidente di seggio non deve far altro che segnare sul verbale i cittadini che hanno rifiutato di partecipare ad uno o più referendum ma semplicemente per la regolarità dei conteggi in fase di spoglio dei risultati, senza specificare alcuna motivazione di tale scelta del cittadino perché è un suo diritto.

Il sito da lei citato, infine, fa gran confusione perché continua a parlare di un diritto di effettuare "reclami e proteste" senza specificare su che cosa tali "reclami e proteste" possono essere fatti. Non certamente sulla legge elettorale, per la qual cosa ci si deve rivolgere ai giudici competenti, ne certamente per turbare il corretto andamento del voto che, da tutte le email che circolano su tale argomento, è l´unico scopo chiaro di chi è promotore della iniziativa del cosiddetto "astensionismo attivo".

Si tratta di Email che traggono in inganno i cittadini perché li espone alla possibilità di subire azioni di polizia giudiziaria con azioni penali susseguenti senza averne alcuna informazione.

Violare le leggi come atto di disubbidienza civile è possibile ma a patto che chi lo fa sappia fino in fondo a che cosa va incontro. Chi cerca di coinvolgere i cittadini in azioni di "presunta disobbedienza civile" con l´inganno non è degno di alcun rispetto, è semplicemente un truffatore e basta.

Sperando di aver chiarito ulteriormente la questione e Ringraziandoti per l´attenzione ti porgiamo cordiali saluti

La redazione

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Rivistoriantago mailing list
Rivistoriantago@inventati.org
https://www.autistici.org/mailman/listinfo/rivistoriantago

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Molto utile é questo link http://www.slipperypond.co.uk/archivi/post626 :
assolutamente da leggere il commento postato da Michela

Tuesday, March 18, 2008

NON SPRECHIAMO IL NOSTRO VOTO!!!

Per chi non sa chi votare alle prossime elezioni, perchè non si sente rappresentato e non vuole farsi rappresentare da nessuno di questi politici.
Metodo tratto da un commento a un post di Travagliosulla candidatura di Ferrara,il link: http://www.voglioscendere.go.ilcannocchiale.it/
METODO LEGALE PER ESPRIMERE IL PROPRIO PERSONALE DISSENSO AI CANDIDATI DELLE PROSSIME ELEZIONI ED ASSOLVERE AL PROPRIO DOVERE DI CITTADINO SENZA REGALARE VOTI INCONSAPEVOLMENTE!
Se votate scheda bianca o nulla perchè non vi sentite rappresentati da nessun partito, in realtà, favorirete il partito con più voti. Infatti (vedere REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA) anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti.
ESISTE UN'ARMA LEGALE CONTRO QUESTA LEGGE INDECENTE E ANTIDEMOCRATICA!
Di seguito i riferimenti legali. Tutto si basa su un uso puntiglioso' della legge : illustro nei dettagli il sistema da usare: ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: "Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato". PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLASCHEDA ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (adesempio 'Nessuno dei politici inseriti nelle liste mirappresenta') COSI FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO NULLO O BIANCO SIACONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU'VOTI.
Nel caso in cui gli scrutatori vi facessero problemidi inattuabilità della procedura appellatevi alseguente testo di legge: Testo Unico delleLeggi Elettorali, D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art.104 - Par. 5 5)Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta diinserire nel processo verbale o di allegarvi protesteo reclami di elettori è punito con la reclusione dasei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.

(Vedi anche http://www.forum.rai.it/lofiversion/index.php/t194155.html)

DIFFONDIAMO QUESTE INFORMAZIONI, DIAMOCI UNA POSSIBILITA' DI ESPRESSIONE POLITICA PUR NON SAPENDO DOVE APPORRE LA PREZIOSISSIMA (!) CROCE DI GRAFITE.

Tuesday, March 04, 2008

Difendiamo il diritto all'aborto!

Vegetariane/i! Vegane/i! Difendiamo il diritto all'aborto!

Molti pensano che chi non mangia animali e derivati animali lo faccia in nome di un generico rispetto per la «Vita»; in particolare, quando si discute la questione dell'aborto, ci si aspetta che vegetariani e vegani siano necessariamente sostenitori del diritto assoluto del feto a nascere anche contro la volontà della madre. Alcune/i vegetariane/i e vegane/i sono probabilmente di questa opinione, ma noi no, e in questo momento in cui l'attacco all'autodeterminazione delle donne in materia di maternità si fa sempre più violento vogliamo unire la nostra voce a quella di tutti gli altri soggetti della società italiana che si stanno mobilitando per difendere il diritto delle donne all'interruzione di gravidanza.

Rifiutando di mangiare animali, noi rifiutiamo quella concezione «essenzialistica» della vita che ritiene degna di rispetto e di esser difesa la sola vita umana persino nelle sue forme potenziali (embrioni e feti di poche settimane). Per noi, sono degni di rispetto e di essere difesi gli individui senzienti, che cioè sono soggetti di una esperienza cosciente, che sono in grado di provare sensazioni, di avere idee, di intrattenere relazioni emozionali e sociali con altri soggetti, che hanno una storia - anche minima - fatta di esperienze passate ed aspettative sul futuro. I miliardi di animali non umani abbattuti ogni anno per il consumo di carni e derivati rientrano in pieno in questa definizione ed è per questo che abbiamo scelto di non partecipare alla loro messa a morte diventando vegetariane/i e vegane/i.

Sappiamo che ritenere vite non umane adulte più degne di rispetto di vite umane, seppure potenziali, ci potrebbe far accusare di essere «anti-umani». Rifiutiamo questa accusa in modo fermo, per due motivi.

Primo, perché nel caso dell'interruzione di gravidanza sono in conflitto interessi di due vite umane delle quali l'una, quella del feto, è una mera esistenza biologica, mentre l'altra, quella della madre, è una esistenza storica con un suo passato ed una sua progettualità personale: sostenendo il diritto della donna ad abortire se lo ritiene necessario, noi valorizziamo la sua capacità di fare scelte responsabili nei confronti della propria maternità. Nell'alimentazione carnea, invece, c'è un conflitto di interessi talmente sproporzionato - la vita dell'animale mangiato contro una mera questione di abitudine e/o di gusto dell'umano che lo mangia – che dare priorità all'umano non valorizzerebbe altro che un'inutile crudeltà.

Secondo, perché criticando l'allevamento di animali per ricavarne prodotti da mangiare, ci opponiamo all'idea malsana che essi esistano solo come esemplari di certe loro funzioni biologiche (riprodursi ed ingrassare) piuttosto che come individui; sulla base di questa consapevolezza, individuiamo la stessa idea malsana all'opera nel discorso di coloro che vogliono impedire alla donna di scegliere se essere madre o no, negando la dimensione emozionale e sociale della maternità per ridurla a produzione di feti da difendere a qualunque costo, incatenando la donna alla sua biologicità e vedendo in lei solo un contenitore procreativo, e non un individuo dalle mille potenzialità e dai mille desideri. Non è una coincidenza se il pensiero patriarcale ha sempre collegato strettamente femminilità ed animalità: noi vogliamo liberare dal suo giogo l'una e l'altra.

Per questi motivi, nelle piazze italiane in cui verranno espresse le rivendicazioni delle donne l'8 marzo prossimo, auspichiamo ed incoraggiamo una presenza vegetariana/vegana, che faccia sentire la sua voce contro il patriarcato e in difesa della laicità, ed ovviamente contro lo specismo.


Vegetariane/i! Vegane/i! In piazza l'8 marzo!
( tratto da http://www.donneanimali.org/it/comunicati/20080308.html )

Tuesday, February 12, 2008

Solo sdegno, quello che parte da dentro!

Lo sdegno di fronte alle crudeltà, alle ingiustizie, alle violenze da parte degli esseri umani più forti su quelli più deboli é qualcosa che si prova se si possiede una certa "sensibilità", quella che ci fa sentire svuotati, affranti, desiderosi solo e soltanto di scomparire o addirittura di uccidere, anche nel modo più crudele possibile, il o i responsabili della sofferenza dei più deboli individuando così l'unico modo per porvi fine. Se chi già prova sdegno davanti a fatti "sporadici" si fermasse ancor più attentamente ad osservare gli esseri umani, le loro azioni, in qualsiasi angolo della terra, con continuità, penserebbe , a buona ragione, all'estinzione del genere umano o quantomeno ad una strage! E questo succede spesso a quelli soprattutto che vivono in paesi in cui c'é stata (o continua ad esserci) la legalizzazione dei crimini ad opera delle forze dell'ordine e del governo stesso.
Ma attenzione, perché a parlare di omicidio, assassinio, potrebbe essere davvero pericoloso, soprattutto per chi come colui che scrive questo blog non ha ne amici influenti ne ricopre cariche importanti ne dispone di una illimitata capacità economica.
Si perché sono quelli "facili da prendere" che ci rimettono il più delle volte, é più semplice : non ci sono autorità a cui dar conto, interessi lesi da preservare o meccanismi di potere che non possono essere ostacolati.

Questo é ciò che quotidianamente accade qui in italia, così funzionano NORMALMENTE le cose nel nostro bel paese "pizza, café e mandulin", nella nostra repubblica democratica basata sulla truffa.

Come si può pensare di essere in un paese in cui c'é giustizia, libertà, democrazia, in un paese in cui si é al sicuro (e questa sicurezza é garantita) se poi assistiamo a orrori come quello accaduto il 25 settembre 2005 a Ferrara ?

Come si può anche solo minimamente pensare di fidarsi dei preposti (ossia coloro che sono stati istruiti, dopo essere stati addirittura "SELEZIONATI"(!), e poi assunti e pagati...dai contribuenti!!!) a mantenere l'ordine e la legalità se poi questi si comportano NORMALMENTE nella maniera esattamente contraria?

Come é possibile che degli agenti di polizia (addirittura 4!!) accusati di aver "ucciso per sbaglio" (!) un ragazzo incensurato, disarmato, di 18 anni, SOLO(!), siano ancora in sevizio e li si stia difendendo a tutti i costi? Da chi? E perché?

Come é possibile che chi é rimasto straziato da un fatto come questo già doloroso di per se, non possa quantomeno ottenere delle risposte CERTE o debba aspettare anni per averne o non le ottenga affatto?

Perché non é successo che qualcuno si sia preso la briga quantomeno di tradurre in un riconoscimento (più o meno formale), in una qualche ammissione almeno di una parte di responsabilità per quanto accaduto e, al contrario, si rigiri il coltello in quella piaga aperta così, senza pravviso alcuno, senza alcun segno, a ciel sereno, dentro le vite di persone che "pagano regolarmente le tasse" (e che stipendiano gli stessi agenti di polizia responsabili dell'accaduto!!!) e non hanno mai fatto male a nessuno?

Cosa é necessario affinché un poliziotto venga immediatamente allontanato dal servizio?

Cosa bisogna fare per ottenere maggiore sicurezza e pretendere che persone pericolose non siano + "al servizio dei cittadini" perché potenziallmente dannosi per i cittadini stessi e non "abili", quindi, a svolgere il servizio a loro assegnato?

Ci sarà qualcuno della polizia che un giorno rivolgerà delle scuse, delle parole cariche di un qualche senso di colpa, nei confronti della famiglia e degli amici di Federico Aldrovandi o semplicemente dei suoi concittadini italiani tutti?

Come si può pensare solo per un istante che quando sono i "cittadini" (italiani!) a sbagliare li si debba punire subito nel peggiore dei modi e in tutti gli altri casi si possa usare un metro dissimle per giudicare?

Come non si può subito vergognarsi di aver ridotto un ragazzo incensurato, disarmato, di 18 anni, SOLO (!), in queste condizioni


Chi pensa che il nostro paese non possa paragonarsi a paesi in cui é esistita (o esista) una dittaura militare , in cui si sono perpetrati crimini e ingiustizie sotto gli occhi di tutti e per i quali nessuno é mai stato punito non considera che questo, invece, può accadere sempre e ovunque; ed accade spesso con le stesse modalità usate in America Latina o in molti paesi dell'Asia o, in un passato non troppo remoto, in tutto l'Occidente! Non possiamo davvero fare un granché, c'é da dirlo, per evitare concretamente tutto ciò, soprattutto nel momento stesso in cui si verifica; solo non fermiamoci nemmeno a pensare che vada tutto bene e che ci sia qualcuno che si preoccupa di far rispettare leggi e di assicurare pari diritti a tutti; almeno non molliamo la presa, non entriamo nell'ottica di quelli che credono che tutto sia loro dovuto solo per esser venuti al mondo in una società "occidentale" e "moderna", in cui le ingiusitizie sono e saranno sempre punite e in cui , prima o poi, "la legge farà il suo corso"!

Saturday, September 15, 2007

Contro la famiglia.

" Aiuteremo a modificare le leggi che governavano i cosiddetti paesi civili di oggi: leggi che hanno coperto la Terra di polizia segreta, campi di concentramento, oppressione, schiavitù, guerra, morte "

(Allen Ginsberg)


Liberiamo e liberiamoci dalle false regole, dalle stupide prese di posizione, dai luoghi comuni, dalle sicurezze sempre ed a qualsiasi costo, dalle fedi cieche.

Liberiamo e liberiamoci da TUTTO il nostro background, senza però rinnegarlo, non avrebbe senso.

Liberiamo e liberiamoci da ciò che ci spinge a perseguire obiettivi che crediamo importanti senza ri-considerarli alla luce del tutto.

Liberiamo e liberiamoci dai moralisti e da tutte le persone che hanno pretese di insegnamento, loro che vivono in un mondo assolutamente artefatto, in una vera e propria non-realtà.

Liberiamo e liberiamoci delle idee di coloro che vestono i panni di quelli comprensivi, moderati, che "hanno vissuto" e "hanno fatto esperienze diverse" tanto da definirsi persone "di intelligenza e buon senso".

Liberiamo tutti gli esseri viventi (di qualsiasi specie essi siano) che non possono farlo da sè!

Ginsberg & Co. sin dagli inizi degli anni 50 hanno aperto le danze a quello che sarebbe stato uno dei giri di valzer non sempre piacevoli e del tutto liberatori per coloro che lo hanno ballato fino in fondo.
Per quanto quell'eco fosse così forte allora, come direbbero alcuni sociologi, per il periodo storico così "particolare" (la seconda guerra mondiale da poco terminata, gli orrori che sembravano non arrestarsi ma crescere di mese in mese), oggi lo spirito é rimasto tale e quale dentro coloro che riescono a non fermarsi alla realtà osservabile immediatamente.

" Beat è il viaggio dantesco, il beat è Cristo, il beat è Ivan, il beat è qualunque uomo, qualunque uomo che rompa il sentiero stabilito per seguire il sentiero destinato "

(Gregory Corso)

Per quanto quelli della beatitudine (o del battito, o del ritmo) fossero (forse) DAVVERO convinti che l'unica strada perseguibile per la liberazione e la salvezza fosse quella della rottura completa da ogni regola e/o convenzione erano in un momento troppo caldo, rovente, per poter fermarsi e riflettere più a lungo (fortunatamente!)
Del resto per moltissimi non esistevano alternative : o continuare a subire o vomitare ovunque ed addosso a chiunque la propria rabbia. Nonostante tutto ciò la beatpeople non é stata ne violenta ne intollerante ne nient'altro, al contrario dei loro successori.

Basta spostarsi dal Nord America all'Italia per rendersene conto.

Tuttavia anche in un contesto di "pura azione" come quello dei settanta in Italia riuscivano a crescere i frutti di quella controcultura da cui fortunatamente oggi possiamo ancora attingere per non far sembrare tutto il passato come qualcosa da rimpiangere o di cui aver rimorso.

A ottobre (2007) uscirà la riedizione di "Contro la famiglia", uno dei caposaldi della letteratura "Sociale" dei settanta (1975 per l'esattezza), passato tuttavia (come era ed é normale in questi casi) quasi inosservato non considerando il grosso polverone alzato dalla classe politica e dai benpensanti (che poi era la stessa cosa) dell'epoca, terminato con la condanna e l'arresto dei responsabili della sua realizzazione.

Grazie alla dott.ssa Silvia Casilio e ad un manipolo di irriducibili sostenitori della memoria che non deve e non può finire nel primo dei dimenticatoi, questo manifesto sarà di nuovo disponibile in versione cartacea, migliorata ed arricchita di molte nuove preziose informazioni e dettagli.

Intanto, per chi non vuole o non può aspettare, a questo indirizzo si trova il link diretto al testo rivisto e corretto e pubblicato da Stampa Alternativa nel '95

http://www.stampalternativa.it/liberacultura/?p=118

Non fermiamoci alle piccole apparenti conquiste, non smettiamo di lottare, mai!

In principio era l'azione.


Saturday, July 28, 2007

GUSTO!

Quando l'essere umano ha scoperto i recettori non aveva ancora moltissime categorie per poterli definire adeguatamente o per poter adeguatamente definire tutte le funzioni correlatevi (e oggi é SOLO un pò diverso!).
Del resto niente di nuovo : ciò é un dato comune davvero a molte altre "scoperte umane" (probabilmente a tutte!).
Possiamo dire, senza remora alcuna, che quando gli esseri umani cercano trovano soltanto una punta degli iceberg che auspicano (forse) di trovare.
E' sempre stato così e sempre lo sarà.

Dicevamo i recettori : un recettore, in ambito biologico microscopico (non considereremo in questo contesto gli "altri" recettori, quelli in ambito farmacologico), è una molecola che ha la funzione di ricevere un messaggio, e trasmetterlo a un'altra compagine biologica.

Nel suo significato più generale, un recettore è una struttura che si modifica quando viene eccitata da uno stimolo ambientale, determinando la produzione di un segnale che viene da essi(recettori stessi) trasdotto da una forma ad un'altra.

Un recettore sensoriale è un'intera cellula (spesso un neurone), specializzata nel rispondere con un segnale elettrico a particolari stimoli dell'ambiente in cui si trova; vale a dire, essa traduce gli stimoli sensoriali nel linguaggio del sistema nervoso. I recettori sensoriali sono raggruppati in organi sensoriali, come l'occhio, l'orecchio o la lingua; la loro attività elettrica dà luogo a percezioni SOGGETTIVE di luce, suono e gusto : gli esseri umani descrivono questi tipi di percezioni come i propri "sensi".

La stimolazione di un recettore sensoriale genera un potenziale di ricezione, un segnale elettrico la cui ampiezza è proporzionale all'intensità dello stimolo (in questo il potenziale di ricezione differisce dal potenziale d'azione).
I potenziali di ricezione possono dare luogo a potenziali d'azione negli stessi neuroni recettori, in alternativa, come nel caso delle cellule di recettori sensibili ai sapori, i potenziali di ricezione provocano la liberazione di un neurotrasmettitore (ossia una sostanza chimica) su un neurone postsinaptico che, a sua volta, produce potenziali d'azione che raggiungono il cervello.
Quindi tutto questo processo, sintetizzando, termina al/col cervello che (nelle sedi dedicate) "si appropria" delle informazioni arrivate, rielaborandole al contempo.

Gusto e olfatto si avvalgono di recettori(sensoriali) per la percezione degli stimoli esterni.
Il gusto e l'olfatto sono quelli che da sempre (o comunque da molto tempo) vengono definiti sensi, come la vista l'udito, il tatto. (Qualcuno parla anche di intuito.)

Siamo riusciti, nella nostra spasmodica ricerca, anche a differenziare, a loro volta, i singoli sensi.

I gusti sono diventati 5 : il dolce, il salato, l'amaro, l'aspro (o acido) e l'Umami (giapponese: 旨み、旨味、うまみ).

Per cui, oggi, se volessimo descrivere a un nostro simile un sapore ci serviremmo quasi sicuramente di queste categorie...accompagnando alla descrizione probabilmente un giudizio (per noi oggettivo!) di valore : "é buono", "é così così", oppure "non sa di niente".
Vorrei soffermarmi soprattutto su quest'ultima affermazione : é uno dei tanti modi di dire tipicamente umani che davvero poco agevolano la comprensione nostra e del nostro interlocutore.
Ci basta, infatti, non avere una delle "familiari" informazioni su ciò a cui siamo abituati, non riconoscere nessuno dei PRINCIPALI (ossia quelli che più degli altri vengono stimolati) gusti tanto cari al nostro cervello che immediatamente releghiamo il gusto in questione al.. NULLA.

Sulla base di ciò motiviamo le nostre preferenze gastronomiche e scegliamo cosa mangiare e cosa no, quando, ovviamente, a monte non vi sia nessun tipo di scelta etico-morale.

Una sola precisazione : non sempre ciò che scegliamo di mangiare ci piacerebbe (e lo sceglieremmo) se vi ci imbattessimo quando é nel proprio "stato originario"!

Aiutiamo la nostra mente!

Monday, May 28, 2007

Ebbasta co 'ste tradizioni popolari !!!

Qua (in Italia, intendo, ma non solo!) sembra, oggi più che mai, che abbiano tutti voglia di preservare, mantenere intatte le tradizioni di un tempo ( e di oggi!), diffondendo notizie su come é bello il proprio paese, la propria terra, la propria regione grazie anche alle tradizioni che da anni (a volte centinaia!!) si continuano a tramandare; amano tutti la ricchezza, il lusso, le comodità ma quando si tratta di "rivedere" il folklore, magari anche di abolire certe usanze che davvero poco a tutt'oggi hanno di che continuare ad essere (ammeso che ne abbiamo mai realmente avuto!) ecco che sfoderano spade, lance e coltelli (metaforicamente, in questo caso!) affinché non si tocchi la festa di paese o l'usanza regionale o nazionale. Le cerimonie religiose, le processioni, le "uscite" di carri, navi, e quant'altro con questo o quel'emule di santo (o santa) sembrano essere l'ultimo baluardo di un'identità (individuale) da custodire gelosamente: ma perché?
Che in un mondo in cui sembra che tutti condividano o possano condividere tutto ci sia il bisogno (individuale) di riconoscersi in contesti più specifici?
Che il semplice essere cittadini della terra lasci poco spazio ad un'identificazione specifica necessaria per sentirsi un pò "diversi" rispetto a TUTTI gli altri?
Ma davvero l'essere umano ha (ancora) bisogno di questi espedienti per potersi sentire accettato, affermato, portatore di una cultura "particolare" nel mondo?
Quand'é così allora é bene ricordare che molti di questi riti o pseudo tali fanno uso di esseri viventi per poter essere celebrati, a volte anche di esseri umani (lo specifico per gli antropocentristi!) che rivestono un ruolo prettamente "materiale" checché si voglia credere e far credere che abbiano una vera e propria "funzione necessaria" al "buon esito" del tutto: l'immolazione é l'atto estremo in cui questa funzione si traduce.
E sarebbe anche bene ricordare (soprattutto a coloro che non amano buttar via i propri soldi senza poterlo liberamente decidere!) gli enormi sprechi di energia elettrica e fuochi pirotecnici per rendere la festa ancor più spettacolare....e "unica"!

Ad ogni modo sarebbe ora di smetterla!

Pace.


Tuesday, May 01, 2007

Specismo, Razzismo, Sessismo




(quale chiave di interpretazione?)

Immaginare che ci sia un substrato comune da cui si originano e prendono forza questi tre termini non é difficile, seppur in maniera superficiale : più complicato é riuscire DAVVERO a delinearlo univocamente. Bisogna però porre molta attenzione alle facili spiegazioni che concorrono al rendere semplicistiche le differenze tra i suddetti concetti a cui si vuol far riferimento. Sarebbe troppo semplice dire che l'essere umano ha cominciato a discriminare PRIMA quella specie o PRIMA quella etnia o PRIMA quel genere e da li tutti gli altri.

Secondo Marco Maurizi "l’evento storico che è alla base dello specismo, del sessismo e del razzismo è il sorgere della contrapposizione tra spirito e natura. Questa separazione dalla natura e la nascita dell’illusione di una realtà spirituale superiore alla natura sono alla base dello specismo, del sessismo e del razzismo. Di volta in volta l’uomo considera sé come rappresentante dello spirito e proietta sull’altro l’inferiorità della natura non-spirituale (gli animali, la donna, le altre “razze”)." (1)

Tuttavia é davvero difficile dire se e come questo processo si sia attivato e in che direzione (ossia da dove a dove) sia andato. E difficile decretare se sia nato prima lo specismo, il sessimo o il razzismo. Certamente la differenza che balza subito agli occhi->e alla mente é che, mentre il sessimo e il razzismo sono relativi al rapporto essere umano/essere umano, lo specismo a quello essere numano/altro-essere-vivente.

"La domanda che ci poniamo è allora la seguente: non è più probabile che sia stata la pratica della schiavitù umana a desensibilizzare nei confronti della schiavitù animale, piuttosto che il contrario? Ciò che si ha il coraggio di fare all'altro uomo, non si ha alcuno scrupolo a perpetrarlo nei confronti dell'animale; laddove l'uomo diventa cosa, l'animale è già ridotto a una res nullius. Non ci vuole molta immaginazione a dire che l'uomo è diverso dalla renna e fondare su questo una gerarchia di valori. Molto più difficile è arrivare a concepire che tra uomo e uomo sussista una differenza altrettanto radicale. Si obietterà: ma proprio per questo sosteniamo che per arrivare a concepire la differenza razziale è necessario prima passare per la differenza di specie. Ma con eguale ragione si potrebbe dire: solo laddove l'uomo arriva a porre una differenza radicale tra esseri in tutto e per tutto simili ha gli strumenti concettuali per porre un abisso tra sé e il resto del mondo animale." (2)