Friday, April 24, 2009

IL CODEX ALIMENTARIUS: UN INQUIETANTE PROGETTO IN CAMPO ALIMENTARE

Il Codex Alimentarius entrerà in vigore il 31 dicembre del 2009 e potrebbe essere il più grande disastro per la salute umana: determinerà gli standard di sicurezza alimentare e le regole in più di 160 paesi del mondo, cioè per il 97% della popolazione mondiale.
La Commissione di Commercio Codex Alimentarius (che nel 1994 dichiarò le tossine come nutrienti) è attualmente finanziata e condotta dall’OMS (che appartiene all’ONU) e dalla FAO.
Un insieme di standard internazionali aventi come scopo la protezione della “salute” dei consumatori, attraverso pratiche nel commercio per: preparati alimentari, semipreparati, crudi, l’igiene degli alimenti, gli additivi, i pesticidi, i fattori di contaminazione, l’etichettatura, i metodi di analisi. Lo scopo recondito è di mettere fuori legge ogni metodo alternativo nel campo della salute, come le terapie naturiste, l’uso di integratori alimentari, di vitamine e di tutto ciò che potrebbe essere un potenziale concorrente per l’industria chimico-farmaceutica.

La lobby della chimica farmaceutica è nata da un’associazione condotta da Rockfeller e dall’IGFarben della Germania nazista. L’IGFarben fin dal 1932 fornì ad Hitler un finanziamento di 400.000 marchi senza il quale il secondo conflitto mondiale non avrebbe potuto avere luogo e nel 1941 costruì ad Auschwitz la più grande industria chimica del mondo approfittando della mano d’opera dei campi di concentramento. Nel processo di Noriberga i responsabili della IGFarben furono dichiarati colpevoli di genocidio, di schiavitù ed altri crimini. Però un anno dopo la condanna, nel 1952, tutti i responsabili furono liberati con l’aiuto di Nelsen Rockfeller (che a quei tempi era ministro degli affari esteri in USA) e s’infiltrarono nell’economia tedesca.

Fino dagli anni 70 il consiglio direttivo della società BASF, BAYER e HOECHST era costituito da membri del partito nazista che, a partire dal 1959, finanziavano il giovane Helmut Kohl. In pratica l’organizzazione nazista associata a Rockfeller ha costituito il mercato farmaceutico del pianeta. L'alleanza della IGFarben si è poi tramandata sotto un altro nome: “Associazione per l’industria chimica” che nel 1955 è stata raggruppata nel CODEX ALIMENTARIUS il cui spirito è la soppressione delle innovazioni scientifiche indipendenti degli ultimi 50 anni usando ogni mezzo per mantenere il suo posto sul mercato in riferimento al cancro, all’AIDS, alle malattie cardiovascolari ecc.

Un gran numero di partiti politici europei, di sinistra e di destra, sono stati finanziati da questa industria per assicurarsi una legislazione favorevole all’industria farmaceutica. Per influenzare i legislatori, condizionare gli organismi di controllo, manipolare le ricerche in campo medico ed educativo, solo nel 1961 le industrie farmaceutiche hanno fatto donazioni alle grandi università degli USA: 8 milioni di dollari ad Harvard, 8 milioni di dollari a Yale, 10 milioni di dollari a Jonh Hopkins, 1 milione di dollari a Standford, 1,7 milioni di dollari a Columbia di New York. L’informazione dei medici è interamente finanziata dalle compagnie, che nascondono con attenzione un gran numero di effetti secondari pericolosi e perfino mortali dei farmaci. Vale la pena ricordare che ogni anno solo nel Nord America muoiono 800.000 persone a causa delle medicine allopatiche. Il 13 marzo 2002 gli europarlamentari adottarono leggi a favore dell’industria farmaceutica secondo le disposizioni fissate del Codex Alimentarius, finalizzate ad elaborare una documentazione coercitiva per tutte le terapie naturiste e gli integratori alimentari. Ma nonostante 438 milioni di petizioni inviate al Parlamento Europeo le direttive del Codex sono state adottate.

Il dr. Rath Matthias, uno specialista tedesco per l’uso di trattamenti naturisti, nel 2003 ha consegnato alla Corte Internazionale di Giustizia un atto di accusa per crimini contro l’umanità. Matthias afferma: “Il vero scopo dell’industria farmaceutica mondiale è di guadagnare soldi grazie alle malattie croniche e di non preoccuparsi di prevenire o sradicare queste malattie. L’industria farmaceutica ha un interesse finanziario finalizzato alla diffusione di queste malattie, per assicurarsi il mantenimento o addirittura l’aumento dei prezzi dei medicinali. Per questo motivo i farmaci sono fatti per eliminare i sintomi e non per trattare le vere cause delle malattie… le compagnie farmaceutiche sono responsabili di un genocidio permanente e diffuso, in quanto uccidono in questo modo milioni di persone”.

A partire dal 2005 le direttive applicate mirano a: - eliminare ogni supplemento alimentare naturale che sarà sostituito con 28 prodotti di sintesi disponibili solo in farmacia: tutto ciò che non è nella lista del Codex è considerato illegale;
- le medicine naturiste, come l’agopuntura la medicina energetica, ayurvedica, tibetana ecc. saranno progressivamente vietate;
- l’agricoltura e l’allevamento di animali saranno regolate dall’industria chimico-farmaceutica che vieta per principio l’agricoltura biologica. Questo significa che ogni mucca da latte sarà trattata con l’ormone bovino della crescita (ricombinato geneticamente) prodotto dalla Monsanto. Inoltre. Ogni animale del pianeta usato a fini nutrizionali dovrà essere trattato con antibiotici ed ormoni della crescita. Le regole del Codex permettono che gli alimenti contenti OGM non debbano più essere etichettati come tali. Non solo. Nel 2001 il Codex Alimentaris reintegra 7 delle 12 sostanze chimiche (note per essere causa di cancro) vietate unanimemente da 176 nazioni.
- l’alimentazione umana dovrà essere irradiata con Cobalto i cui livelli saranno maggiori di quelli permessi in precedenza.

Di FRANCO LIBERO MANCO


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Monday, April 20, 2009

Telefono 3 Skype - Chi l'ha visto?

Da circa due anni é stato lanciato sul mercato il telefono 3 Skype, risultato della collaborazione tra la compagnia telefonica e il famoso software di chat, condivisione, Voip. E già in rete se ne parlava, almeno su siti e blog dei più lungimiranti, tuttavia pare che spot pubblicitari in giro non se ne siano mai visti se non in qualche recondido angolo immaginiamo non troppo ben pagato, evidentemente. Probabilmente il gioco non valeva (e non vale) la candela, dunque non era possibile immaginare di poter far abbastanza soldi con un prodotto del genere, per cui non valeva la pena di pubblicizzarlo più di tanto. A voler considerare tutto, e voler fare qualche conto necessario per capire di quello di cui stiamo effettivamente parlando, il prodotto in questione é quanto di più utile e vantaggioso per gli utenti che si troverebbero un oggeto che farebbe loro risparmiare davvero un sacco di soldini, che , dunque, non entrerebbero più nelle tasche dei gestori "classici" che continuano ad accordarsi per riuscire a incassare il più possibile alle spalle dei consumatori, semplicemente facendo oscillare le tariffe ora più da una parte ora dall'altra. La differenza tra questo esempio e i tanti che ci sono e che speriamo di portare presto alla luce consiste nel fatto che questo, almeno, sembra essere davvero velocemente alla portata di tutte/i : e allora, perché no? Basta sedersi 15 minuti e calcolare i nostri consumi per capire che nell'arco di un tempo davvero brevissimo ci saremmo ripagati il telefono skype e avremmo anche guadagnato qualcosa! Un solo dato : lo skypephone "prende" ovunque ci sia copertura 3 e non necessita di connessione alla rete, l'unica "clausola" é una ricarica mensile minima di 10 euro.
Su eBay costa 99 euro, basta solo digitare "cellulare 3 skype". Enjoy!


Wednesday, April 15, 2009

Scie chimiche, 11 settembre, voli lunari, 2012, bufale e conoscenza. (2a parte)

Ciò su cui sono d'accordo tutti, complottisti e antitali, é che il mondo non è certamente governato da chi dice di farlo o dovrebbe (i politici) per conto delle persone (cittadini).
I complottisti creano figure di ogni genere, ogni giorno differenti, che identificano come i capi occulti di tutto e gli anticomplottisti si servono di entità quasi astratte, eteree (il "mercato", ad esempio o la "natura") che sembra nulla abbiano a che fare e vedere con gli esseri umani, che, secondo loro, si limitano ad osservare da lontano quanto accada.
Insomma, chi in un modo, chi in un altro, ognuno é convinto di vivere una vita da suddito impotente su questa terra, condizione a cui, tuttavia, i complottisti non si rassegnano, gli altri pare invece di si, quasi che fosse un male inevitabile; potrebbe essere che questa differenza dipenda in gran parte dai diversi "stati mentali" (o disposizione d'animo) dei due gruppi in questione : i complottisti(e/o i dietrologi) vorrebbero avvisare tutte e tutti che viviamo appesi a fili invisibili che vengono mossi quotidianamente pressocché in ogni ambito della nostra vita, dunque partono dall'assunto che gli esseri umani non abbiano la benché minima consapevolezza della realtà e che tutto ciò che facciano sia pilotata ad arte; gli "altri", credendo invece di essere ben consapevoli (e che sia possibile che ognuno possa diventarlo facilmente, servendosi di logica, scienza e razionalità) dei meccanismi cosiddetti inevitabili, si sentono pronti ad accettare tacitamente (o quasi) quanto accada, sottendendo ad una pura logica fatalista.
Esiste purtuttavia una posizione differente.
Osservando la realtà, la società, é innegabile affermare che esistano degli esseri umani che hanno indubbiamente molto più potere rispetto alla maggior parte della gente e che, grazie a ciò siano in grado di pilotare "le cose" a proprio piacimento, secondo un proprio tornaconto (questo non vuol dire che lo facciano sempre e comunque, tout court); e certamente queste persone non sono i politici i quali, spesso, non sanno neppure ciò che realmente c'é dietro a dinamiche e meccanismi di cui ingorano il più delle volte quasi tutto.
Non é una novità che i grandi magnati della finanza, i banchieri, coloro che sono a capo di lobby o imprese gigantesche abbiano interesse affinché determinate scelte vengano fatte nelle direzione dell'agevolazione dei propri affari per poter macinare sempre più profitti alla faccia di tutti gli altri.
La considerazione + ovvia che viene da fare é che debba esistere una regola soprattuto per "loro" e che si debba in primis regolamentare questo potere (il più delle volte risultante da troppa libertà di azione in ogni direzione) riducendolo il più possibile (anzichè fare come invece si fa in Italia soprattutto) per poter riuscire a garantire un margine di libertà massimo (o tendente a questo) a quante più persone possibile, soprattutto a quelle che non hanno "dietro" niente che grantisca loro una seppur minima immunità.
La storia passata e il presente, la psicologia ci insegano che é un fatto indiscutibile : l'essere umano fa i propri interessi e bada unicamente al proprio tornaconto (del resto perché ricorrere a leggi non fosse così?), dunque chi é autorizzato ad accumulare grazie anche alle politiche liberiste, neotali e capitaliste lo farà sempre più, essendo già addentro ad una spirale che non é possibile percorrere all'indietro.
Dunque la semplice equazione é valida eccome : + soldi = + potere quindi + soldi e + potere = + probabilità di servirsene (di entrambi) per il proprio meglio.
I meccanismi che regolano la conservazione degli imperi economici sono tanto + sottili e delicati quanto più essi sono estesi e complessi; dunque per riuscire a mantenerli in vita ci si dovrà necessariamente "dare da fare", in un modo o nell'altro, e la libertà altrui non é certamente un aspetto contemplato, anzi.

E allora, senza che davvero la rete diventi un campo di battaglia globale come lo definisce qualcuno a ragione, in cui si alternano le forme ma non la sostanza, sarebbe ora di ridisegnare questo spazio ancora libero, o meglio di "onorarlo" e onorare la verità, riuscendo anche a mandare dove meritano quelli che si preoccupano solo di denigrare, negando la sconcertante evidenza dei fatti.


Thursday, April 09, 2009

Il giullare e lo spinello

Nessuno potrebbe sostenere che la marijuana crei dipendenza come l'alcool o la cocaina". (1) Cosi' non qualche militante Radicale o un giovane di un centro sociale, ma il sito Internet dedicato all'informazione sugli stupefacenti della Brown University, uno dei piu' importanti atenei medici negli Usa.
Questa frase, che in Italia sarebbe subito censurata come frutto di ideologia antiproibizionista, se non addirittura oggetto di denuncia per istigazione al consumo, in realta' e' un'ovvieta' scientifica (oltre che empirica, come sa bene chiunque abbia avuto vent'anni). Di ricerche sull'argomento ce ne sono a bizzeffe, ma bastera' menzionare lo U.S. Institute of Medicine: meno del 10% dei fumatori di cannabis diventano consumatori regolari, e la gran parte di questi ultimi smette volontariamente dopo i 34 anni di eta'. I sintomi osservabili di astinenza sono rari e di lieve entita', come irrequietezza, irritabilita', agitazione e interruzione del sonno. Al contrario, il 15% dei consumatori di alcool e il 34% dei fumatori di tabacco sviluppano dipendenza, con sintomi da astinenza spesso gravi. (2)

E nessuno potrebbe -aggiungiamo noi- sostenere che si possa sviluppare dipendenza consumando una sola volta alcool o tabacco. Tutti noi reagiremmo con ilarita' e dileggio di fronte a colui che, a proposito di pazienti alcolizzati, pronunciasse la frase, "E' il primo bicchiere che ti frega". Sicuramente smetteremmo di prenderlo sul serio. Certo, sarebbe impossibile divenire alcolizzati senza aver mai consumato un bicchiere di sostanze alcoliche. Ma non e' certo il primo bicchiere che scatena la dipendenza, bensi' l'uso frequente e smoderato.

Ma in Italia la scienza e' considerata una disciplina incerta, al contrario delle certezze dei politici. E cosi', il direttore di nomina giovanardiana del Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga, Giovanni Serpelloni, e' andato ben oltre gli esempi appena menzionati parlando di una sostanza che ha un potenziale di dipendenza inferiore all'alcool e al tabacco: la cannabis. Ieri, il nostro ha solennemente affermato: "E' il primo spinello che ti frega, non l'ultimo, come si sente dire tra tossicodipendenti". Serpelloni ha poi elaborato (si fa per dire): "Quando si accetta di fumare si innesca un processo che non si conosce dove andra' a finire, che annulla la tua volonta' e incide sulla corteccia pre frontale del cervello, quella che controlla i comportamenti volontari, che ci fa discernere i comportamenti giusti da quelli sbagliati, che ci da' la consapevolezza di un problema" (3).

E voila'! Ecco perche' i giovani italiani continuano a essere i piu' assidui consumatori di marijuana in Europa, nonostante gli sforzi dei Giovanardi e dei Serpelloni che da anni governano indisturbati il professionismo dell'antidroga. E' grazie alle loro "minchiate", senza dubbio sparate a fin di bene, che la loro credibilita' e soprattutto quella delle istituzioni e' ridotta a barzelletta. E cosi', mentre i giovani ridono a crepapelle -non perche' hanno fumato uno spinello, ma perche' sanno apprezzare una buona minchiata- succede che anche i messaggi e gli avvertimenti fondati siano ignorati perche' pronunciati da giullari, seppur vestiti da sottosegretari e da medici.

Pietro Yates Moretti (dal sito dell ADUC del 02-04-2009, ore 12:50:36)

(1) http://www.brown.edu/Student_Services/Health_Services/Health_Education/atod/marijuana.htm
(2) http://www.nap.edu/openbook.php?isbn=0309071550
(3) http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=19463

__________________________vedi anche qui---->

Studio italiano : Cannabis "scudo" per neuroni dopo lesioni cerebrali


Saturday, March 28, 2009

Scie chimiche, 11 settembre, voli lunari, 2012, bufale e conoscenza. (1a parte)

La rete, che meraviglia! Se solo io fossi nato oggi , forse, non avrei di che rallegrarmi, visto che esiste già. Ma per me cresciuto con l'atari e il commodore64 e l'enciclopedia (quando si trattava di far ricerche) sembra quasi ancora irreale. Eppure c'é ed é "disponibile", ed é per tutte/i (tralasciando che ancora paghiamo per riuscire ad usufruirne...ma la speranza é che in futuro non sia più così!). Nel giro di una ventina di anni (o giù di li) la storia, la scienza , la conoscenza ha fatto più strada che in 4000 anni e più; il crescere sproporzionato di apporti individuali (anche dei non propriamente addetti) a qualsiasi argomento é stato possibile solo grazie alla rete. E così sarà sempre più. Il problema diventa già oggi quello di riuscire ad avere una scrematura adeguata di tutto questo potenziale scibile. Sarebbe necessario, (non come affermano quelli che vogliono mettere il bavaglio all' informazione scomoda, censurando o oscurando), a questo punto (ossia già da ora), creare una sotto-rete, innanzitutto dove si possa cercare informazione vera e non veicolata e non inventata (rischio maggiore in un mondo davvero così sconfinato come questo). La cosa che lascia più sorpresi é la minuzia di particolari addotti, che testimoniano con che lungimiranza e attenzione vengano ri-studiati ed approfonditi tutti gli argomenti che prima della rete erano unicamente appannaggio di pochi e affrontati solo in circoli ristretti; finalmente le notizie (l'informazione) hanno cominciato ad essere un pò più ricche e ormai la mono-disinformazione (tuttavia ancora esistente grazie a vecchie tecnologie purtroppo ancora da molti utilizzate) ha smesso (o meglio smetterà molto presto) di giocare un ruolo egemone tra le persone; ovviamente purché non verranno attuate politiche direzionate a veicolare o a rendere meno libere le informazioni o comunque a vincolare tutti gli sforzi di tutte le migliaia di persone che studiano quotidianamente per il solo amore della conoscenza e che si servono della rete per diffondere i risultati dei loro sforzi.
Non volendo prendere le difese di nessuno e non volendo schierarsi in alcun modo da nessuna parte (se non da quella della verità, della libertà e della conoscenza), perché mai, tuttavia, spesso, viene spontaneo chiedersi ,approdando a blog/siti dove si discutono (scientificamente) teorie e ipotesi ci sono approcci tanto "egoistici"?
Perchè si scredita a tutti i costi il lavoro di quanti si prendono la briga di perdere ore, giorni, mesi, anni su ciò che sta loro a cuore senza guadagnarci mezzo euro?
Perché una domanda diventa il pretesto per scagliarsi l'uno contro l'altro perdendo di vista quell'obiettivo comune che dovrebbe essere la verità?
Se da soli si riesce a raggiungere mete così grandi, quali meraviglie si potrebbero ammirare qualora ci fosse una collaborazione reale di tutte/i? Non si accellerebbero i tempi e non si potrebbe forse pensare di riuscire ad entrare prima in quell'ottica , unica, che ci permetterebbe realmente di pensare davvero ad un nuovo modo di vivere?
Il nocciolo della faccenda dovrebbe essere uno e uno solo : prendere in considerazione sempre ciò che si ritiene vero e giusto e il suo esatto contrario allo stesso tempo; riconoscere che il cambiar idea, parere, opinione é ciò che ci fa crescere davvero (qualora, ovviamente, esistano dei presupposti validi e riconosciuti oggettivamente, senza "caricare" troppo su quella teoria anzichè su quell'altra) ed è ciò che permette alla verità di venir fuori quasi spontaneamente.
Se questo non avviene é solo dovuto all'individualismo umano, che ha bisogno di autoaffermarsi sempre e comunque e non rende le/gli altre/i veramente libere/i di poter capire e conoscere le cose per quello che realmente sono.
Dunque viene quasi da rinunciarci a volte a interagire con questi personaggi, tanto acre si fa la disputa all'interno dei luoghi di discussione, con tanta foga vengono difesi punti di vista (qualsiasi) per il puro piacere di farlo e si rinuncia a voler ottenere risposte e/o spiegazioni necessarie ad una più soddisfacente comprensione.
E allora questo vuole essere anche un invito a tutti i vari bloggers, attivisti, studiosi della rete : l'educazione non é una faccenda formale, bensì un modo di sentire e di percepire, dunque una forma di reale rispetto. Il non deridere, sputare sentenze gratuite, offendere su vari commenti/apporti-individuali é da ricercare nel desiderio di confronto reale, che spesso può essere più utile quando a parteciparvi sono le persone più semplici o dotate di minori informazioni e conoscenze in merito a quanto discusso.
Pensateci, se avete il tempo e il desiderio.
Saluti.

Sunday, February 08, 2009

Amore per i figli o xenofobia?

La notizia é di qualche giorno fa : alcune (in realtà moltissime) delle (improvvisate, come di solito sono!) mamme italiane di una scuola di Roma, esattamente la Carlo Pisacane di Torpignattara, hanno scritto una lettera al ministro della pubblica istruzione chiedendo di assicurare loro l'applicazione della norma che prevede un numero massimo di bambini non-italiani nelle classi frequentate dai/dalle propri/e figli/e; e a supporto delle richiesta le mammine sventolano la minaccia di ritirare le/i bambine/i qualora queste misure non verranno adottate/fatte rispettare.

I punti salienti che motivano (razionalmente) questa richiesta sarebbero i seguenti :
- i troppi non-italiani mettono a rischio la libertà degli italiani di poter andare in gita scolastica, in quanto la maggior parte di non-italiani non possono permetterselo economicamente, dunque i partecipanti non raggiungono mai il numero minimo per poter organizzare il viaggio;
- l'eccessivo numero di non-italiani con difficolta' linguistiche, sociali, culturali, (!) finirebbe per incidere nel programma scolastico fino a creare 'forti anomalie' e a rallentare i programmi, a discapito delle/dei bambine/i più capaci;
- " i nostri figli hanno il diritto di vivere con naturalezza la propria italianità" (!!!), recita una frase di una delle mamme;
- la multietnicità delle/dei bambine/i sarebbe responsabile di generare un "aborto di scuola-ghetto che viene spacciata per modello multietnico", recita un'altra frase di un'altra mamma, alludendo, ad esempio, a iniziative (presepi, feste, riti religiosi o tradizionali) già organizzate in precedenza in cui sono mischiati simboli e iconografie di orientamenti religiosi e culturali differenti.

A sostegno di quanto sostenuto dalle mamme xenofobe c'é anche il politico xenofobo di turno, questa volta incarnato nel corpo del deputato del Pdl-An Fabio Rampelli, della commissione Cultura e Istruzione, il quale molto prontamente sostiene che "quella denunciata dal Comitato delle mamme della Scuola carlo Pisacane é un'emergenza didattica , ma anche culturale" .
Sarebbe interessante chiedere all'on. Rampelli in cosa consisterebbe "l'emergenza culturale" : nel viversi , forse, da parte di queste/i bimbe/i italiane/i, "con naturalezza la propria italianità"?! E se si, cosa sarebbe st'"italianità"?! Forse un senso totale di appartenenza alla madre patria italia? Sarebbe, dunque, un auspicio e un invito alla preservazione della pura razza italiana? Oppure al monoteismo spinto?

Per fortuna c'é anche chi (ad esempio la direttrice dell'istituto Carlo Pisacane) é abbastanza in sé da opporsi a questo genere di stronzate e asserire con forza che la scuola é un luogo aperto a tutte/i le/i bambine/i, senza distinzione alcuna (di nessun tipo) e che i programmi ministeriali (tanto amati) vengono rispettati a prescindere dal grado di apprendimento medio delle singole classi.

Nell'attesa che qualcuna/o ci spieghi come si fa a "viversi un'italianità con naturalezza", siamo certi di poter affermare che tutto questo è solo frutto di ignoranza e che la conoscenza può fare la differenza nel rendere gli individui umani un pò più liberi, se solo lo volessero essere davvero!

Monday, February 02, 2009

Uccisa Anastasia Baburova

Anche l’erede di Anna Politkovskaya é stata uccisa, a Mosca, in un agguato insieme ad un avvocato icona della lotta per i diritti civili in Cecenia. Si tratta di Anastasia Baburova, giovane stagista della Novaya Gazeta. È morta a soli 25 anni nell’ospedale in cui era stata portata per una ferita d’arma da fuoco alla testa.
Secondo la polizia é rimasta vittima di un attentato, il cui vero obiettivo era Stanislav Markelov, avvocato di 34 anni, che si era battuto in tribunale contro il rilascio anticipato dell’ex-colonnello Yuri Budanov, primo ufficiale russo posto sotto processo per abusi contro civili e condannato per crimini di guerra da un tribunale russo.
Nel processo contro il colonnello Budanov, Markelov aveva rappresentato la famiglia di Elza Kungayeva, una diciottenne cecena stuprata e uccisa da un gruppo di soldati russi, la cui tragica storia era stata anche denunciata dalla Politkovskaya in un suo libro. Nel 2000 l’ufficiale era stato arrestato, incriminato per omicidio e condannato a soli 10 anni, scatenando le proteste di varie organizzazioni per i diritti umani. Tuttavia, la settimana scorsa era tornato in libertà, nonostante la campagna condotta dall’avvocato contro il rilascio. L’uccisione di Elza era diventata il simbolo degli abusi commessi in Cecenia dalle truppe russe e la liberazione del colonnello era stata accolta con un’ondata di proteste. Markelov aveva appena terminato di parlare con i giornalisti quando un sicario gli ha sparato alla nuca, facendo poi fuoco contro la giovane Anastasia Baburova. Il nome di Anastasia è inevitabilmente legato a quello di Anna Politkovskaya, la giornalista russa assassinata a Mosca nell’ottobre 2006. La giovane Anastasia lavorava nello stesso giornale ed era autrice di numerosi reportage sul crescente razzismo e ultranazionalismo in Russia.

Nella ex unione sovietica chi parla di cecenia muore.

(tratto da NoiDonne del 2 febbraio 2009)
http://www.noidonne.org/index.php?op=articolo&art=2451

Noi di Liberiamoeliberiamoci siamo assolutamente solidali con la redazione di NoiDonne.
Siamo inoltre solidali con tutte/i coloro che si sono fatte/i portavoce di questa notizia e di tutte le notizie che fanno emergere fatti come questi e realtà come quelle della russia o di qualsiasi altro paese/realtà in cui quotidianamente vengono perpetrati abusi di potere, violenze occulte, privazioni di libertà. Possono uccidere, torturare, minacciare ma mai potranno fermare la conoscenza e la solidarietà. E sarà così sempre.
Solo chi pone la verità, la giustizia, la libertà per tutte/i al di sopra della propria vita può si può dire veramente libera/o. E noi difenderemo a qualsiasi costo questi principi, queste/i compagne/i e il ricordo di ciò che hanno fatto.



Sunday, December 28, 2008

Ma quale incivilimento..!

Al contrario di ciò che pensano i più, quando sostengono che uccidere animali (a qualsiasi scopo) faccia parte della "natura" (umana o meno, non é chiaro questo punto), le leggi pare che diano loro torto, dunque pare che, esattamente come é successo per la schiavitù di esseri umani in passato, le certezze assunte come verità hanno "solo" bisogno di tempo per essere demolite.
Così come non troppi anni fa (in alcuni stati sono esistite forme di schiavitù legalizzate fino a poco meno di trent'anni fa!) veniva considerato giusto sottomettere esseri umani ad altri (o così come ancora a tutt'oggi esistono varie forme di discriminazione di esseri umani ad opera di altri) oggi ancora viene considerato non troppo grave fare lo stesso con gli animali.
Dunque non desta ancora il necessario clamore sapere di uccisioni di animali per scopi utilitaristici affinchè tutto ciò smetta hic et nunc; e neanche il mostrare pare basti a scuotere le coscienze.
In Italia, tuttavia, pare che qualcosa si stia muovendo, come é convinto qualcuno che sostiene che la legge 20 luglio 2004, n.189 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 31 luglio 2004) rappresenti una conquista in questa direzione; essa é sostanzialmente (come si legge) una motifica del codice penale in materia di "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate".
Ciò sancirebbe un'"addolcimento" dello specismo umano (detto in sintesi); viene cioè tollerata l'uccisione o l'utilizzo di animali "solo" relativamente ad attività quali la caccia, la pesca, l'allevamento, il trasporto, la macellazione , la sperimentazione scientifica , l'attività circense, la mostra all'interno dei giardini zoologici.
Viene da chiedersi dove sia il confine tra crudeltà e non e, soprattutto, quello tra necessità e non (come recitano le prime parole della modifica su citata.)
L'8 dicembre 2008, le guardie zoofile di Genova hanno fermato e denunciato Sadil Cilmic, musulmano ortodosso, che stava festeggiando la “Grande Festa” (Al-Id Al-Kabir), o “Festa del sacrificio” (Id Al-Adha), celebrata il 10 del mese di dhu al-higgia (l’ultimo mese del calendario lunare). Essa é probabilmente la festa musulmana più importante per i fedeli, dura di solito tre o quattro giorni e prevede l’immolazione di un capo di bestiame nello stesso momento in cui i pellegrini fanno altrettanto nella valle di Mina vicino a La Mecca. E così ha fatto Sadil Cilmic che, per rispettare la festa in questione, ha sgozzato un capretto all'interno di un campo nomadi. La guardia zoofila ha fermato lui e alcune altre persone che avrebbero partecipato al rito dopo aver commesso il fatto e li ha denunciati per maltrattamento di animali e sequestrato la carcassa del capretto e i coltelli, ritenendo che il rito fosse contrario alle leggi italiane di tutela degli animali. Dal canto suo, Sadil Cilmic ha incaricato l'avvocato Giovanni Grammatica di opporsi al sequestro, che verrà convalidato domani, "perché contrario alla libertà di culto prevista dalla Costituzione italiana".

Noi di "liberiamo e liberiamoci" siamo strenui sostenitori della condanna sempre e comunque per l'uccisione di animali e non crediamo che si possano fare delle differenze sul "come" e sul "perchè" si uccida; inoltre crediamo che non solo sia giusto "limitare le libertà di culto" allorché questo abbia bisogno della sofferenza o della morte di esseri viventi per essere pienamente vissuto ma vada messo al bando nella maniera più assoluta.

La libertà individuale (umana e animale) non può essere limitata da folli seguaci di riti primitivi che, per adorare il proprio presunto dio, vestano gli abiti del boia o del torturatore e si arroghino il diritto di fare agli altri ciò che credono sia giusto.

Salviamoli e salviamoci.

Tuesday, December 02, 2008

PERICOLO : ISTITUZIONI!

Come é oramai noto (già da circa 2000 anni) la chiesa (ossia la stragrande maggioranza degli appartenenti all'istituzione ecclesiastica) é razzista, sessista e antidemocratica (basta leggere alcuni passi della bibbia); ergo tutti coloro che credono nella chiesa dovranno fare i conti con questi dati di fatto; tutti quelli che decidono di affidarsi alla chiesa dovranno lottare qualora non sentano che essa incarni i propri stessi principi oppure dovranno cambiare "referente". Chiaramente siamo tutte/i molto vicine/i a qualsiasi compagna o compagno che lotti per affermare ciò in cui crede, o, più in genere, per la propria libertà; va tuttavia precisato che questo tipo di lotta resta ascritto ad un ambito in ogni caso scelto (solitamente in maniera libera) dall'individuo stesso. Diverso é nascere in un sedicente stato libero e laico (!), in cui, religioni o non religioni, se ne é costretti a subire le leggi; diverso é nascere senza averlo chiesto e trovarsi anche a fare i conti con regolamenti che offuscano le libertà individuali e che sopprimono la spontaea "natura" dell'individuo. Sono certamente descrizioni di una storia per qualcuno già vista, dunque relegata al passato ma ovviamente non é così : a tutt'oggi nella maggior parte degli stati del mondo (!) esistono ancora leggi sessiste, razziste, di classe, fortunatamente esistono anche dei politici che se accorgono, a volte!
I rapporti tra persone dello stesso sesso sono illegali in quasi 90 paesi nel mondo, in alcuni (una decina di stati islamici ma anche in Cecenia) sono puniti con la morte, in altri (una cinquantina di stati fra cui India, Nepal, Cina, ma anche Equador, Cuba e Costa Rica, alcuni paesi dell'Africa del Nord e della costa orientale) l'omosessualità è punita col carcere, con sevizie, con torture e lavori forzati. E fino a 5 anni fa era considerata reato e punita anche in 13 stati Usa.
Così se questi dati risultano sconcertanti quello che sconcerta ancor di più é la constatazione che quando qualcuno alza il dito contro questi abusi gli si venga detto che depenalizzare o rendere libero qualcosa che fino ad ora non lo era va a discapito di chi, invece, vorrebbe che le cose restino così come sono o non tuteli la libera scelta di qualcun altro.
Dunque, se già le istituzioni (in generale) sono dannose, e molto, in quanto "modi stabili" di organizzare la vita individuale e sociale, quelle ecclesiastiche lo sono ancora di più, fondandosi sull'ignoranza delle masse; esse traggono dunque forza e vigore sulla quantità di persone che "credono" pensando che per poter/dover/saper affidarsi a qualsivoglia entità divina sia necessario trovare dei tramiti tutti umani.
Che ognuno/a creda in ciò che vuole senza doversi sentire obbligata/o a seguire norme già consolidate o semplicemente improvvisate da semplici esseri umani; e , ancor più importante, che ognuna/o si occupi di ciò che gli compete e che la si faccia finita con le affermazioni che mistificano la realtà!







Sign for Per la decriminalizzazione universale dell'omosessualità


Monday, November 24, 2008

IL POTERE DEL CONSUMO!

Quella contemporanea è una società basata su di un sistema economico capitalistico, che vuol dire che l'accumulo indiscriminato di soldi, ricchezze, proprietà private é legalizzato; non solo ma i politici "che contano" , ossia quelli che (si) fanno le leggi ci tengono a sottolineare quasi ogni giorno che guai ad affidarsi a delle politiche "sinistroidi" non liberali (ossia che non assicurino a chiunque voglia cimentarsi nel fare impresa, o mettersi in affari, o giocare in borsa e basta) campo libero, sarebbe, a loro dire, come dare il paese in mano ad un dittatore terribile e crudele che prima si assicurerà il massimo potere e le massime ricchezze, renderà tutti poveri e infelici, dopodichè, presumibilmente, comincerà, a suo piacimento, a mangiare cuccioli di essere umano.
Quella contemporanea (almeno in Italia) é una società principalmente composta da persone di un'età mediamente superiore ai cinquant'anni, che , dunque, ha bisogno di certezze e di rassicurazioni; é la società che inneggia politici carismatici e, perché no, anche un pò simpatici, anche se ladri e/o mafiosi e/o capitalisti, tanto da eleggerli e rieleggerli come propri rappresentanti nel mondo; le accuse (decine) che li rendono assimilabili a delinquenti, ladri e furbetti sono solo "incovenienti dovuti alla notorietà". E comunque ci può anche stare qualche piccola magagnetta, soprattuto quando si possiede un impero economico dunque quando si fanno affari con chiunque capiti.
Quella contemporanea é una società che ormai già da una cinquantina d'anni e più imita spudoratamente le idee, i comportamenti, gli stili di vita, degli americani, ossia la popolazione che prima e più di tutte ha messo in atto in maniera totale la selvaggia concessione di ogni mezzo per poter far soldi, la carta bianca per giocare coi soldi propri e con quelli degli altri. Dunque si può affermare a tutti gli effetti che sono gli USA il paese regno del capitalismo e sono gli USA che primi fra tutti hanno cominciato a subire quella che oggi volgarmente, senza criterio di conoscenza alcuno, viene definita "crisi economica".
Solitamente si definisce crisi una fase di disequilibrio, di instabilità(solitamente momentanea), il passaggio da una fase "migliore" ad una "peggiore", a causa di inevitabilità dovute a fattori in gioco incontrollabili.
Purtuttavia così non é, almeno nel volerli considerare tali (i fattori/cause scatenanti/responsabili); non é possibile considerare qualcosa che già era noto, conosciuto, auspicato e auspicabile scientificamente (in termini economico-naturali) "incontrollabile", almeno non su più ampia scala.
Le capacità (quelle reali!) dell'essere umano vanno ben oltre la semplice conoscenza delle conseguenze a cui il sistema capitalisco era ed é votato e,a tutt'oggi, chi continua ad affermarlo addirittura a gran voce, considerandolo come unica speranza e possibilità per il nostro sistema economico o é un folle o é un capitalista privo di alternative.
La cosa che sconvolge (a livello ideale almeno) che questo tipo di considerazioni dovrebbero poter essere fatte senza che la politica, ossia l'arte di amministrare e gestire la cosa pubblica, ossia i nostri soldi e le nostre vite, possa esserne drogata; le riflessione, gli studi, le considerazioni dovrebbero esse fatte da chi é lontano da ogni tipo di "affare", ossia da politici che dovrebbero volere e fare il nostro meglio (quello di tutte e di tutti noi cittadine e cittadini).
Esistono anche delle leggi che regolamentano le incompatibilità tra politica e affari e pure i bambini che cominciano a guardarsi intorno e a giudicare le scelte e i comportamenti degli esseri umani adulti sono capaci di notarlo.
E quando ciò non accade i poitici-affaristi-capitalisti che ci governano (perché sono riusciti sotto gli occhi di tutte e di tutti ad aggirare la legge) soprattutto grazie ai soldi con cui tengono al giogo i propri legali-mercenari, possono permettersi ormai tutto : possono suggerire che in tempi di crisi é meglio consumare di + per non perdere il lavoro e che non spendendo ci si impoverisce sempre più; e che, con o senza lavoro, é necessario consumare sempre e comunque ed é assolutamente necessario farlo quantomeno lcon o stesso vigore di sempre, per non far andare il paese incontro ad una crisi peggiore di quella in cui già è o quella incontro alla quale già stà inevitabilmente versando.
Senza ritegno alcuno, senza vergogna, senza il minimo timore di linciaggio (purtroppo).
Viene da pensare che probabilmente la cosa più giusta da fare sarebbe quella di NON CONSUMARE : il nostro potere + grande é proprio questo, proprio come suggeriscono i nostri cari governanti, noi consumatori facciamo cambiar verso alla direzione non solo del mercato ma permettiamo pure a gente come questa di continuare a fare e a dire ciò che più serve loro, e possiamo decidere chi mandare sul lastrico e/o chi fare arricchire.
Approfittiamo, facciamola davvero qualcosa per cambiar rotta, smettiamo di consumare, limitiamo i consumi e gli acquisti solo e soltanto a ciò che ci é indispensabile.

PASSIAMO PAROLA.

saluti a tutte/i

Monday, November 03, 2008

ACQUA DI TUTTI (...i privati!)

A distanza di circa dieci anni dalla nascita del Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale sull' Acqua il cui Manifesto di Lisbona riassume senza sintesi alcuna TUTTI i punti e i motivi per i quali non é (anzi non era, visto che oggi le cose sono cambiate e continuano a cambiare) tollerabile che circa 1 miliardo e 400 milioni di persone del pianeta su 5 miliardi e 800 milioni di abitanti non hanno accesso all’acqua potabile. E ancora meno tollerabile o soltanto concepibile che invece di ridurli questi numeri li si aumenti (più o meno indirettamente) secondo le solite logiche capitalistiche : chi più ha più continuerà ad avere e chi ha poco o pochissimo finirà per non avere la possibilità nemmeno di dissetarsi. Ci hanno provato già in precedenza gli altri governi ma ora viene sancita una ferrea regolamentezione che non fa altro che rinserrare le maglie della privatizzazione senza lasciare spazio alcuno ad una possibile gestione collettiva del bene comune per eccellenza. E allora già da qualche settimana, anzi già da mesi, tra i "soliti" complottisti antigovernativi si sono levate le "solite" voci allarmiste dell'ennesimo provvedimento del governo contro i cittadini e contro la libertà che questi ultimi hanno di vedersi riconosciuti diritti fondamentali, anzi vitali. Per dovere qui di seguito sono riportati un pò di articoli (provenienti, come si può notare, da "direzioni" varie) su quanto sta avvenendo in questi giorni in italia a proposito di regolamentazione della privatizzazione del sommo bene comune. Siccome, come succede di solito sulla rete, la verità deve trovare la sua via più congeniale per potersi dispiegare in maniera esaustiva, che questo possa essere di aiuto a quanti ne vogliono capire di più, si vogliono avvicinare ulteriormente alla faccenda o non ne sanno proprio un bel nulla.

Friday, October 03, 2008

Gli orsi della luna

(ovvero l'ennesimo esempio di come gli esseri umani siano tanto abili nel sopravvivere e godere a tutti i costi)

Fratello Orso, Sorella Luna, Carnefice uomo. L’agente Smith di Matrix descriveva l'uomo come un virus. Sapeva quello che diceva. Siamo l’unica specie che distrugge l’ambiente in cui vive, che uccide per piacere, che tortura esseri viventi per lucro.
Gli Orsi della Luna vengono immobilizzati in una piccola gabbia per vent’anni, la durata della loro vita.
Ogni giorno, due volte al giorno, viene estratta la bile dalle loro carni per medicinali, bibite e shampoo. Il dolore che subiscono è così tremendo che gli Orsi cercano di suicidarsi. Per impedirlo gli vengono strappati gli artigli e segati i denti. 10.000 Orsi della Luna sono torturati in Cina, in Corea e in Vietnam. Ho visto un filmato integrale delle torture e sono stato male, volevo spegnere il pc, ma sono arrivato fino in fondo. Almeno questo lo dovevo a fratello Orso.

Jill Robinson, una signora inglese, sta dedicando la sua vita agli Orsi della Luna con l’organizzazione AAF. Aiutiamola attraverso il suo sito (il link é qui sulla destra). Intervisterò Jill per il blog nei prossimi giorni per conoscere i prodotti che contengono la bile e gli indirizzi dei luoghi dove avvengono le torture. Li pubblicherò e adotterò un Orso della Luna come mascotte del blog. Leggete la lettera di Carmen di AAF.
“Avete mai sentito parlare di luoghi chiamati “fattorie della bile” situati in Cina, Corea e Vietnam e dell’atroce destino degli Orsi della Luna?
Questi meravigliosi animali, dopo essere stati catturati con trappole che spesso causano terribili mutilazioni, sono imprigionati e torturati per una pratica di tale crudeltà da tollerare pochi confronti. Prigionieri in gabbie piccolissime, non più grandi del loro corpo, gabbie che impediscono qualsiasi movimento, che deformano le ossa ed atrofizzano gli arti, circa 10.000 orsi vengono “munti” due volte al giorno per la dolorosissima estrazione della loro bile attraverso rudimentali cateteri di metallo conficcati nella loro cistifellea.
Anticamente l’orso veniva ucciso e la sua bile usata nella medicina tradizionale cinese. Negli anni ’70 l’orso, considerato specie protetta perché in via di estinzione, viene imprigionato a vita ottenendo una produzione di bile infinitamente superiore. Oggi la sua bile può essere completamente sostituita da alternative erboristiche e di sintesi più economiche ed efficaci. Il mercato ne dispone in eccesso e, per esaurire le scorte, i produttori la utilizzano anche nella preparazione di bibite e shampoo! Queste creature subiscono sofferenze inenarrabili, le loro membra si atrofizzano un po’ alla volta per l’immobilità assoluta e con un'agonia che può durare anche vent’anni, subiscono tali torture ogni giorno, dopo anno fino a morire per tumori o infezioni croniche prodotte dai cateteri conficcati nella carne. Altri non ce la fanno: le infezioni, la sofferenza psichica, le malformazioni ossee date dalla pressione delle sbarre, le piaghe da decubito, la denutrizione li uccidono più rapidamente … Ma la maggioranza di questi animali, molto resistenti, sopravvive per decenni a questa inaudita tortura. Molti orsi vorrebbero porre fine alle atroci sofferenze suicidandosi, ma ciò gli viene impedito, segandogli i denti, strappandogli gli artigli, lasciando loro solo la possibilità d’impazzire a vita.

Il salvataggio degli orsi inizia nel 1993 quando una coraggiosa donna inglese di nome Jill Robinson si recò a visitare uno di quei luoghi. Nel 1998 nasce AAF- ANIMALS ASIA FOUNDATION per porre fine a questa pratica crudele e nel 1999 viene aperto il Centro di recupero per gli orsi salvati, dove lo staff di AAF ridà la gioia di vivere a questi animali martoriati.
Oggi gli orsi liberati sono più di 280. La conoscenza delle torture a cui sono sottoposti gli Orsi della Luna commuove, suscita sdegno e smuove le coscienze. Con la sua associazione Jill sta tutt’oggi trattando con il governo cinese per ottenere il risultato massimo: la chiusura definitiva di ogni singola fattoria della bile. Jill e AAF possono combattere la loro battaglia unicamente grazie alle donazioni che provengono da tutte le parti del mondo.” Carmen


AAF – UK Tel.+44-1579-347148, ITALIA Gruppi Supporto - Tel. +39-010-2541998

(dal blog di Beppe grillo_ 30/09/2008)

Sunday, September 21, 2008

UNA CANDELA PER TUTTO IL DOLORE

Mai più
(..dedicata alle donne maltrattate e uccise)


Rosa china
in gambo pungente
che stille rosse
segnano di dolore
come parole
di oltraggio nel cuore.
Nel corpo abbandonato
pudore svelato,
la vita umiliata,
il germe spento
dal silenzio del respiro.
L’ultimo grido..
L’ultimo sguardo..
Mai più sarò
nella coscienza
a dirti infame
a dirti t’ho amato..
E tu
impaziente
mi hai reciso…
Ti lascio il mio inferno
come veste di perdono.

di Mariella Mulas


In questo blog si é già parlato (e se ne parlerà ancora) di tradizione e cultura, principalmente quando queste davvero poco hanno a che fare con l'evoluzione (umana), l'elevazione (spirituale umana), la conquista ed il riconoscimento di diritti (non solo umani), la libertà per tutti/e (umani o non). A tal proposito difficilmente risulta giustificabile o anche soltanto comprensibile come oggi, ancora, si possa ancora pemettere a qualcuno (o a molti!) di perpetrare crudeltà, atrocità e stermini ai danni di esseri viventi di ogni tipo (esseri umani compresi, soprattutto quelli più indifesi o deboli), facendo passare qualunque di questi come evento tradizionale, magari caratteristico del proprio luogo di "origine". Non basta non affermarlo più con vigore questo senso di appartenenza, bisognerebbe rinnegarlo a gran voce e cominciare a vergognarsi per tutti coloro che fino a quel momento se ne sono fatti custodi/garanti/artefici. Basta ascoltare il dolore degli esseri viventi che , forzatamente coinvolti, non possono far altro che andare incontro al proprio destino deciso da qualcun altro, solo perché non nati umani-privilegiati.

Dunque questo piccolo spazio vuole essere dedicato, ancora una volta, ai bamibini e alle donne più sfortunate (non privilegiate), ai delfini calderones che ignari di ciò succederà loro si avvicinano all'essere umano per curiosità, ai tori (soprattutto quelli spagnoli) nati per far divertire gli esseri umani con la loro danza di morte e sofferenza, ai beagles, alle scimmie ed a tutti quegli animali utilizzati come cavie per esperimenti/test/collaudi affinchè l'essere umano possa vivere una vita più comoda, facile, piacevole, meno o affatto dolorosa (tanto c'é chi può soffrire!), ai cetacei, alle foche, a tutti gli animali "da pelliccia" che possono essere scuoiati vivi per non sciupare il loro soffice e caldo manto, agli orsi della luna e a tutti gli esseri viventi che, pur non essendo considerati semplicemente oggetti di cui cibarsi (o comunque non soltanto come tali) vengono assunti, trasformati in realtà, come OGGETTI all'interno di contesti e rituali tutti umani.

Una, dieci, cento candele non basterebbero a simboleggiare le stragi che ogni anno vengono commesse da esseri umani di ogni colore/etnia/origine/cultura/religione; ne scegliamo dunque una per tutti/e, una che sia il simbolo inevitabilmente indefinito di tutto il sangue e le sofferenze di tutti gli esseri viventi che non hanno la possibilità di urlarlo e farlo sentire al mondo intero.
E la candela é anche per tutti gli esseri umani non privilegiati che ancora oggi si ritrovano a vivere questa esperienza di ingiustizia, impotenti di qualsiasi reazione poiché costretti con la forza, il sopruso, l'abuso di potere, ad una vita di reclusione, soffocamento della libertà individuale, sofferenza.

Perché anche se continuiamo a demandare, a non voler sapere, vedere, sentire, conoscere, a vivere un'esistenza senza una vera consapevolezza, nei confronti della VERA realtà, ossia quella ALTRA da noi stessi, prima o poi tuttie/i esperiamo il dolore, con modalità e in "quantità" differenti, dipendentemente dai contesti e dalle personalità.

Ogni essere umano adulto ha in qualche maniera, nel proprio background, durante la propria esistenza, esperito la sofferenza e la disperazione per l'impossibilità di reagire ad uno stato di soffocamento della propria volontà cosciente; conseguentemente, ogni essere umano adulto sa cosa vuol dire cercare disperatamente qualsiasi possibile soluzione affinchè una simile condizione possa terminare nel più breve tempo possibile.

E allora, la candela é soprattutto per quelle le voci che non possono essere udite ed è per tutte le volontà che non possono liberamente realizzarsi.

Libertà.

Wednesday, April 30, 2008

CAMBIAMENTI, RESISTENZA, CONOSCENZA.

“Destra e sinistra non esistono. Esiste un gruppo di affari. L'Italia è il suo business. Le nostre tasse sono le sue entrate.

I media sono la sua voce. Non esistono giornalisti buoni e giornalisti cattivi.Esiste l'informazione di regime.

E' solo una questione di sfumature tra l'Unità e il Giornale, tra il Tg1 e il Tg5. Non esistono giornalisti, esistono persone che hanno il coraggio di manifestare la verità e diventano eroi, star, cittadini sotto scorta. Esistono persone che scrivono, parlano, comunicano. Si chiamano uomini e donne. Esiste l'ordine naturale di chi sa leggere, scrivere, parlare e usa queste sue capacità per descrivere il mondo. Nessuno è un giornalista, tutti siamo giornalisti. In Rete tutti siamo giornalisti. I giornali e le televisioni sono il passato.”

Questo é il comunicato politico n°10 postato sul sito/blog di Beppe Grillo il 28 Aprile 2008, qualche giorno dopo il v-day, il ballottaggio per le amministrative di roma e lazio, le politiche conclusesi con la vittoria del pdl e la scomparsa (parlamentare) della cosiddetta sinistra estrema (!).Sembra tutto condivisibile, tanto che qualcuno lo affermava già da un pezzo ormai, e lo stesso grillo solo l'anno scorso parlava di abolizione del partitismo.Non volendo dar certo il merito (UNICO) al comico/giornalista genovese, certo è che lui e i suoi esistono e fanno breccia, non si può certo negarlo, tanto da riuscire anche a far compromessi e collaborare con figure invece ancora addentro a quel sistema che loro stessi condannano e questo é importante, innovativo, svecchiato e non INCOERENTE come vogliono i più : l'essere “fedeli alla linea” (oggi più che mai) non ha davvero senso, in un verso o in un altro, la cosa importante, anzi fondamentale, é la collaborazione, per quanto possibile allo scopo di perseguire obiettivi comuni, ma sopratutto pragmaticamente significativi; in sostanza riuscire a rivoluzionare lo stato di cose che perdura ormai da troppo tempo e di cui TUTTI (a parte quelli che hanno sempre magnato e che continuerebbero a magnare grazie al sistema che permette loro di farlo) si sono davvero stufati.Il sottoscritto ricorda che già dieci anni fa (ma anche prima!) eravamo già in molti a non riuscire davvero a capire perché bisognava continuare ad eleggere dei rappresentanti di liste con colori e simboli che erano quanto di più lontano dall'idea più “giusta” di politici e politica.

Ricordo quando si parlava per la prima volta di “tecnici” che avrebbero dovuto mettere a posto l'italia; ricordo quando qualcuno ha pensato di tirarli fuori dal cilindro questi presunti tecnici e ricordo che fine hanno fatto loro e i soldi degli italiani.E allora parliamo piuttosto di operai specializzati anziché di tecnici : chi può agire nella maniera migliore é certamente colui o colei che sa dove mettere le mani, si, ma sa anche, essendo dotato/a della massima umiltà possibile, che ciò che sta facendo lo sta facendo per se stesso/a e per tutti i propri concittadini e concittadine; questo dovrebbe costituire da solo un compenso ben + alto di qualsiasi remunerazione pecuniaria.

Destra e sinistra sono parole che un tempo, forse, avevano di che esistere ( ma questo é un discorso troppo lungo per poter essere esautorato hic et nunc ), oggi é tutto abusato, riciclato (MALE!) e tutto perde pezzi da ogni lato e noi continuiamo come sciocchi automi al servizio di chi comanda (ancora!) a riappiccicare questi pezzi, a tenerli con le mani e i piedi, senza stancarci, non sapendo che così facendo logoriamo noi stessi e gli altri e impieghiamo le nostre energie nel peggiore dei modi.E allora, senza troppo schierarci ne per uno per per l'altro, siamo concreti e pratici : le cose da fare ci sono eccome, e sono così tante che davvero non se ne vede ne l'inizio ne la fine ormai; l'unica cosa da fare è buttarcisi dentro, tanto per cominciare, e ottenere dei risultati che non siano solo apparenti e che non nascondano dietro null'altro (come di solito accade dalle nostre parti!).

E ci sono cose da criticare, chiunque le faccia o le dica, e c'é di che indignarsi e incazzarsi, senza pensare di indorare pillole solo perché hanno un rivestimento gradevole alla nostra vista (i nostri sensi ci ingannano sempre!); ma c'é anche la storia e la memoria senza le quali non si va davvero da nessuna parte, senza le quali non si può pensare di crescere civilmente poiché senza di ciò scomparirebbero le esperienze (passate), già vissute da qualcun altro, e il riviverle sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti del dolore di chi l'ha provato senza poter far nulla (o potendo far molto poco!) nonché una perdita di tempo nella direzione del miglioramento personale e civile.

E se dire qualcosa in un contesto in cui sembra tutto fermo, impantanato, vuol dire fare i rivoluzionari allora viva la rivoluzione e chi la fa. Andare avanti, soffrendo quasi ad ogni passo ci consente di diventare sempre più forti e si é tanto + forti quanto più si riesce a resistere.

E resistere é più facile quando non siamo soli e quando sappiamo e vediamo che non siamo gli unici ad avere questa necessità (vitale). Dunque, innanzitutto, partiamo dalla verità, facciamola conoscere a tutti, bambini o vecchi, esigiamo libertà di espressione per tutti e tutte, libertà di partecipazione per tutti e tutte, libertà di mandare al diavolo chiunque se lo meriti.

La conoscenza la fanno le persone, non pochi o poche. La conoscenza é il mezzo che ci permette di sapere e addirittura prevedere. La conoscenza non esiste se qualcuno la veicola. Combattiamo coi denti e col sangue la censura e qualsiasi forma di coercizione, ovunque questa sia e non abbiamo paura di essere "contro" ciò che ci sta più vicino : senza la critica e l'opposizione non può esserci cambiamento!


RESISTTOEXIST!


Wednesday, April 09, 2008

VOTAZIONI : PRECISAZIONI

Questo posting segnala una correzione alla notizia che gira da un pò su internet e a cui é stato dedicato il posting precedente.

Per quanto neanche da ciò si evinca un'informazione chiara ed esauriente la riportiamo per onore al vero.

Interessante notare come anche il sito http://www.riforme.net/ , già citato sotto dal lettore e considerato dalla redazione di Rivistoriantago "confusionale", riporti la possibilità di cui al posting precedente, e la cui diffusione online é attribuita in primis a Marco Travaglio e indichi come reale alternativa al voto quella della verbalizzazione.

Qui di seguito trovate una lettera inviata dalla redazione della Rivistoriantago ai suoi lettori, la risposta di questo e la contro-risposta di nuovo della redazione.

Altra cosa importante da notare é come la redazione di Rivistoriantago "insista" sulla quasi "solennità" dell'esercizio del voto, cosa che non ci sembra decisamente andare nella direzione della totale libertà.

Che la democrazia non ce l'abbia regalata nessuno non ci pare proprio un buon motivo per dover consegnare NUOVAMENTE il paese in mano ai magnamagna!


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Date: Tue, 8 Apr 2008 17:53:55 +0200
From: mi.cito@libero.it
To: rivistoriantago@inventati.org
Subject: Re: [Rivistoriantago] non voto consapevole

SU QUESTO TEMA HO RICEVUTO IL SEGUENTE MESSAGGIO DA PARTE DELLA REDAZIONE DEL PERIODICO "IL DIALOGO":

Ci permettiamo di scrivere eccezzionalmente a tutti gli iscritti alle nostre mailing list per segnalare che continuano a girare in Internet email palesemente truffaldine riguardo alla modalità di espressione del voto alle oramai prossime elezioni politiche del 13-14 aprile.

La questione riguarda coloro che, scontenti di come vanno le cose, hanno deciso di votare scheda bianca o nulla o di non andare proprio a votare. In queste email si invita tutte queste persone ad andare ai seggi e mettere in atto un comportamento che viene presentato come legittimo, quello di rifiutare la scheda e di far mettere a verbale il perché del rifiuto, ma che legittimo non è. Viene poi detto che il voto bianco o nullo andrebbe a favore di chi prenderà più voti.
Niente di più falso.

Anche la legge "porcellum" voluta dal governo di destra del 2005, prevede che per il calcolo delle percentuali, per l'assegnazione dei seggi e per il calcolo degli sbarramenti, vengano considerati solo ed esclusivamente i VOTI VALIDI, con l'esclusione quindi dei voti bianchi e nulli. Il voto bianco e nullo ha come unico effetto quello di far abbassare la quantità di VOTI VALIDI necessari per raggiungere i quorum di sbarramento.

Inoltre non è prevista da alcuna norma la possibilità di recarsi al seggio per rifiutare la scheda facendo mettere a verbale una propria dichiarazione sul perché del rifiuto. I reclami di cui si parla nella legge elettorale possono riguardare solo ed esclusivamente il corretto svolgimento delle operazioni elettorali (timbratura delle schede, accertamento della identità degli elettori, spoglio dei voti ecc) e non certo la messa in discussione della legge elettorale stessa che deve essere fatta con ricorsi specifici all'ordinamento giudiziario.

Rifiutare la scheda e chiedere di mettere a verbale una propria dichiarazione si configura invece come TURBATIVA DEL CORRETTO SVOLGIMENTO delle operazioni di voto (art. 44 D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361) dando la possibilità al presidente di far intervenire la forza pubblica per il ripristino del corretto svolgimento delle operazioni di voto.

A noi sembra del tutto evidente che ci sia il tentativo di creare turbamento delle elezioni inducendo gli elettori a mettere in atto comportamenti non corretti sul piano del rispetto delle regole, DANDO LA POSSIBILITA' DI MILITARIZZARE IL VOTO. E' anche del tutto evidente chi può trarre vantaggio dal turbamento delle elezioni.

Invitiamo quindi tutti i nostri lettori a non cadere nelle "bufale internettiane sul non voto" e a vigilare attentamente sullo svolgimento delle elezioni perché la democrazia non c'è l'ha regalata nessuno. Ognuno voti secondo coscienza senza bisogno di dare adito a turbative che vanno ad esclusivo vantaggio di chi vuole stracciare la democrazia.

Per chi volesse leggere il testo integrale delle leggi elettorali vigenti può scaricarlo dal sito della Camera dei Deputati al seguente indirizzo:


http://www.camera.it/files/pdf/documenti/MANUALE_11marzo2008.pdf

La redazione


SENZA ESPRIMERMI NEL MERITO POLITICO, HO MANDATO LA SEGUENTE RISPOSTA:

Grazie per l'informazione e soprattutto per il link. Chiaramente l'informazione che circola sul conteggio dei voti è scorretta. Mi resta però un dubbio e forse una correzione da fare.

La premessa è che nell'ambito della normativa vigente il cittadino non è tenuto a votare, essendo scomparsa ogni forma di segnalazione della mancata presenza al seggio. Poniamo il caso di una tornata referendaria con diversi quesiti. L'elettore può ritenere utile votare per il referendum X e non per quello Y, nonostante siano indetti nello stesso giorno. Se non potesse rifiutare la scheda del referendum Y, questa circostanza sarebbe in contraddizione con il suo diritto di non esprimere alcun voto, compresa la scheda bianca o nulla. Né d'altra parte questo diritto potrebbe essere condizionato al non recarsi al seggio, perché questa condizione sarebbe in contraddizione con il suo diritto costituzionale al voto per il referendum X. Ne consegue che l'elettore può recarsi al seggio e rifiutare la scheda che gli viene offerta. In termini pratici, è proprio quello che ho fatto in occasione del referendum sulla giustizia, abbinato, mi pare, a quello sul nucleare (che invece votai). Mi costò una breve discussione, ma alla fine il presidente si convinse e mise a verbale.

Secondo questo sito (http://www.riforme.net/2008/rass08-019.htm), inoltre, è espressamente previsto dalla legge che si possano esprimere e verbalizzare reclami e proteste su cui la Camera è poi tenuta a pronunciarsi.

Se poteste ulteriormente approfondire ve ne sarei grato.


ECCO LA RISPOSTA

Gentile Michele,

come abbiamo scritto nella nostra email ribadiamo che i reclami e le proteste previsti dalla normativa riguardano esclusivamente lo svolgimento delle operazioni elettorali che possono inficiare la validità del voto come ad esempio far votare una persona senza essere certi della sua identità, far entrare nella cabina elettorale non solo l´elettore ma anche un accompagnatore che possa influire sul suo voto, errata procedura di vidimazione delle schede, consegna di schede già votate all´elettore e quant´altro non rispetti le procedure di voto.

Il cittadino ha diritto di votare e di farlo liberamente. E questo è un diritto sancito dalla Costituzione. Ha tre possibilità di farlo: votare per una delle liste in lizza, votare bianco, votare annullando la scheda. Chi non vuole esercitare tale diritto non va semplicemente a votare. Se si reca al seggio lo fa per esercitare il suo diritto di voto. La legge non può quindi consentire, e non lo consente, al cittadino che si reca al seggio di rifiutare le schede elettorali e di far mettere a verbale una sua dichiarazione che motivi questa sua scelta. Questa è sicuramente un´azione di turbativa del regolare svolgimento delle elezioni che può essere, e la legge lo prevede, impedita dal presidente di seggio che può, essendo in quel momento ufficiale di polizia giudiziaria, anche denunciare gli elettori che mettono in atto azioni di disturbo del regolare svolgimento del voto.

Diverso è il caso della effettuazione di più referendum nella stessa giornata. In quel caso il cittadino ha diritto a votare per un referendum o più referendum, ma non voler votare per alcuni di essi. Nel caso del referendum, come è noto, la Costituzione prevede il raggiungimento del quorum per la sua validità. Dunque nel caso di più referendum nella stessa giornata il presidente di seggio non deve far altro che segnare sul verbale i cittadini che hanno rifiutato di partecipare ad uno o più referendum ma semplicemente per la regolarità dei conteggi in fase di spoglio dei risultati, senza specificare alcuna motivazione di tale scelta del cittadino perché è un suo diritto.

Il sito da lei citato, infine, fa gran confusione perché continua a parlare di un diritto di effettuare "reclami e proteste" senza specificare su che cosa tali "reclami e proteste" possono essere fatti. Non certamente sulla legge elettorale, per la qual cosa ci si deve rivolgere ai giudici competenti, ne certamente per turbare il corretto andamento del voto che, da tutte le email che circolano su tale argomento, è l´unico scopo chiaro di chi è promotore della iniziativa del cosiddetto "astensionismo attivo".

Si tratta di Email che traggono in inganno i cittadini perché li espone alla possibilità di subire azioni di polizia giudiziaria con azioni penali susseguenti senza averne alcuna informazione.

Violare le leggi come atto di disubbidienza civile è possibile ma a patto che chi lo fa sappia fino in fondo a che cosa va incontro. Chi cerca di coinvolgere i cittadini in azioni di "presunta disobbedienza civile" con l´inganno non è degno di alcun rispetto, è semplicemente un truffatore e basta.

Sperando di aver chiarito ulteriormente la questione e Ringraziandoti per l´attenzione ti porgiamo cordiali saluti

La redazione

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Rivistoriantago mailing list
Rivistoriantago@inventati.org
https://www.autistici.org/mailman/listinfo/rivistoriantago

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Molto utile é questo link http://www.slipperypond.co.uk/archivi/post626 :
assolutamente da leggere il commento postato da Michela

Tuesday, March 18, 2008

NON SPRECHIAMO IL NOSTRO VOTO!!!

Per chi non sa chi votare alle prossime elezioni, perchè non si sente rappresentato e non vuole farsi rappresentare da nessuno di questi politici.
Metodo tratto da un commento a un post di Travagliosulla candidatura di Ferrara,il link: http://www.voglioscendere.go.ilcannocchiale.it/
METODO LEGALE PER ESPRIMERE IL PROPRIO PERSONALE DISSENSO AI CANDIDATI DELLE PROSSIME ELEZIONI ED ASSOLVERE AL PROPRIO DOVERE DI CITTADINO SENZA REGALARE VOTI INCONSAPEVOLMENTE!
Se votate scheda bianca o nulla perchè non vi sentite rappresentati da nessun partito, in realtà, favorirete il partito con più voti. Infatti (vedere REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA) anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti.
ESISTE UN'ARMA LEGALE CONTRO QUESTA LEGGE INDECENTE E ANTIDEMOCRATICA!
Di seguito i riferimenti legali. Tutto si basa su un uso puntiglioso' della legge : illustro nei dettagli il sistema da usare: ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: "Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato". PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLASCHEDA ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (adesempio 'Nessuno dei politici inseriti nelle liste mirappresenta') COSI FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO NULLO O BIANCO SIACONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU'VOTI.
Nel caso in cui gli scrutatori vi facessero problemidi inattuabilità della procedura appellatevi alseguente testo di legge: Testo Unico delleLeggi Elettorali, D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art.104 - Par. 5 5)Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta diinserire nel processo verbale o di allegarvi protesteo reclami di elettori è punito con la reclusione dasei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.

(Vedi anche http://www.forum.rai.it/lofiversion/index.php/t194155.html)

DIFFONDIAMO QUESTE INFORMAZIONI, DIAMOCI UNA POSSIBILITA' DI ESPRESSIONE POLITICA PUR NON SAPENDO DOVE APPORRE LA PREZIOSISSIMA (!) CROCE DI GRAFITE.

Tuesday, March 04, 2008

Difendiamo il diritto all'aborto!

Vegetariane/i! Vegane/i! Difendiamo il diritto all'aborto!

Molti pensano che chi non mangia animali e derivati animali lo faccia in nome di un generico rispetto per la «Vita»; in particolare, quando si discute la questione dell'aborto, ci si aspetta che vegetariani e vegani siano necessariamente sostenitori del diritto assoluto del feto a nascere anche contro la volontà della madre. Alcune/i vegetariane/i e vegane/i sono probabilmente di questa opinione, ma noi no, e in questo momento in cui l'attacco all'autodeterminazione delle donne in materia di maternità si fa sempre più violento vogliamo unire la nostra voce a quella di tutti gli altri soggetti della società italiana che si stanno mobilitando per difendere il diritto delle donne all'interruzione di gravidanza.

Rifiutando di mangiare animali, noi rifiutiamo quella concezione «essenzialistica» della vita che ritiene degna di rispetto e di esser difesa la sola vita umana persino nelle sue forme potenziali (embrioni e feti di poche settimane). Per noi, sono degni di rispetto e di essere difesi gli individui senzienti, che cioè sono soggetti di una esperienza cosciente, che sono in grado di provare sensazioni, di avere idee, di intrattenere relazioni emozionali e sociali con altri soggetti, che hanno una storia - anche minima - fatta di esperienze passate ed aspettative sul futuro. I miliardi di animali non umani abbattuti ogni anno per il consumo di carni e derivati rientrano in pieno in questa definizione ed è per questo che abbiamo scelto di non partecipare alla loro messa a morte diventando vegetariane/i e vegane/i.

Sappiamo che ritenere vite non umane adulte più degne di rispetto di vite umane, seppure potenziali, ci potrebbe far accusare di essere «anti-umani». Rifiutiamo questa accusa in modo fermo, per due motivi.

Primo, perché nel caso dell'interruzione di gravidanza sono in conflitto interessi di due vite umane delle quali l'una, quella del feto, è una mera esistenza biologica, mentre l'altra, quella della madre, è una esistenza storica con un suo passato ed una sua progettualità personale: sostenendo il diritto della donna ad abortire se lo ritiene necessario, noi valorizziamo la sua capacità di fare scelte responsabili nei confronti della propria maternità. Nell'alimentazione carnea, invece, c'è un conflitto di interessi talmente sproporzionato - la vita dell'animale mangiato contro una mera questione di abitudine e/o di gusto dell'umano che lo mangia – che dare priorità all'umano non valorizzerebbe altro che un'inutile crudeltà.

Secondo, perché criticando l'allevamento di animali per ricavarne prodotti da mangiare, ci opponiamo all'idea malsana che essi esistano solo come esemplari di certe loro funzioni biologiche (riprodursi ed ingrassare) piuttosto che come individui; sulla base di questa consapevolezza, individuiamo la stessa idea malsana all'opera nel discorso di coloro che vogliono impedire alla donna di scegliere se essere madre o no, negando la dimensione emozionale e sociale della maternità per ridurla a produzione di feti da difendere a qualunque costo, incatenando la donna alla sua biologicità e vedendo in lei solo un contenitore procreativo, e non un individuo dalle mille potenzialità e dai mille desideri. Non è una coincidenza se il pensiero patriarcale ha sempre collegato strettamente femminilità ed animalità: noi vogliamo liberare dal suo giogo l'una e l'altra.

Per questi motivi, nelle piazze italiane in cui verranno espresse le rivendicazioni delle donne l'8 marzo prossimo, auspichiamo ed incoraggiamo una presenza vegetariana/vegana, che faccia sentire la sua voce contro il patriarcato e in difesa della laicità, ed ovviamente contro lo specismo.


Vegetariane/i! Vegane/i! In piazza l'8 marzo!
( tratto da http://www.donneanimali.org/it/comunicati/20080308.html )