Sunday, September 21, 2008

UNA CANDELA PER TUTTO IL DOLORE

Mai più
(..dedicata alle donne maltrattate e uccise)


Rosa china
in gambo pungente
che stille rosse
segnano di dolore
come parole
di oltraggio nel cuore.
Nel corpo abbandonato
pudore svelato,
la vita umiliata,
il germe spento
dal silenzio del respiro.
L’ultimo grido..
L’ultimo sguardo..
Mai più sarò
nella coscienza
a dirti infame
a dirti t’ho amato..
E tu
impaziente
mi hai reciso…
Ti lascio il mio inferno
come veste di perdono.

di Mariella Mulas


In questo blog si é già parlato (e se ne parlerà ancora) di tradizione e cultura, principalmente quando queste davvero poco hanno a che fare con l'evoluzione (umana), l'elevazione (spirituale umana), la conquista ed il riconoscimento di diritti (non solo umani), la libertà per tutti/e (umani o non). A tal proposito difficilmente risulta giustificabile o anche soltanto comprensibile come oggi, ancora, si possa ancora pemettere a qualcuno (o a molti!) di perpetrare crudeltà, atrocità e stermini ai danni di esseri viventi di ogni tipo (esseri umani compresi, soprattutto quelli più indifesi o deboli), facendo passare qualunque di questi come evento tradizionale, magari caratteristico del proprio luogo di "origine". Non basta non affermarlo più con vigore questo senso di appartenenza, bisognerebbe rinnegarlo a gran voce e cominciare a vergognarsi per tutti coloro che fino a quel momento se ne sono fatti custodi/garanti/artefici. Basta ascoltare il dolore degli esseri viventi che , forzatamente coinvolti, non possono far altro che andare incontro al proprio destino deciso da qualcun altro, solo perché non nati umani-privilegiati.

Dunque questo piccolo spazio vuole essere dedicato, ancora una volta, ai bamibini e alle donne più sfortunate (non privilegiate), ai delfini calderones che ignari di ciò succederà loro si avvicinano all'essere umano per curiosità, ai tori (soprattutto quelli spagnoli) nati per far divertire gli esseri umani con la loro danza di morte e sofferenza, ai beagles, alle scimmie ed a tutti quegli animali utilizzati come cavie per esperimenti/test/collaudi affinchè l'essere umano possa vivere una vita più comoda, facile, piacevole, meno o affatto dolorosa (tanto c'é chi può soffrire!), ai cetacei, alle foche, a tutti gli animali "da pelliccia" che possono essere scuoiati vivi per non sciupare il loro soffice e caldo manto, agli orsi della luna e a tutti gli esseri viventi che, pur non essendo considerati semplicemente oggetti di cui cibarsi (o comunque non soltanto come tali) vengono assunti, trasformati in realtà, come OGGETTI all'interno di contesti e rituali tutti umani.

Una, dieci, cento candele non basterebbero a simboleggiare le stragi che ogni anno vengono commesse da esseri umani di ogni colore/etnia/origine/cultura/religione; ne scegliamo dunque una per tutti/e, una che sia il simbolo inevitabilmente indefinito di tutto il sangue e le sofferenze di tutti gli esseri viventi che non hanno la possibilità di urlarlo e farlo sentire al mondo intero.
E la candela é anche per tutti gli esseri umani non privilegiati che ancora oggi si ritrovano a vivere questa esperienza di ingiustizia, impotenti di qualsiasi reazione poiché costretti con la forza, il sopruso, l'abuso di potere, ad una vita di reclusione, soffocamento della libertà individuale, sofferenza.

Perché anche se continuiamo a demandare, a non voler sapere, vedere, sentire, conoscere, a vivere un'esistenza senza una vera consapevolezza, nei confronti della VERA realtà, ossia quella ALTRA da noi stessi, prima o poi tuttie/i esperiamo il dolore, con modalità e in "quantità" differenti, dipendentemente dai contesti e dalle personalità.

Ogni essere umano adulto ha in qualche maniera, nel proprio background, durante la propria esistenza, esperito la sofferenza e la disperazione per l'impossibilità di reagire ad uno stato di soffocamento della propria volontà cosciente; conseguentemente, ogni essere umano adulto sa cosa vuol dire cercare disperatamente qualsiasi possibile soluzione affinchè una simile condizione possa terminare nel più breve tempo possibile.

E allora, la candela é soprattutto per quelle le voci che non possono essere udite ed è per tutte le volontà che non possono liberamente realizzarsi.

Libertà.

Wednesday, April 30, 2008

CAMBIAMENTI, RESISTENZA, CONOSCENZA.

“Destra e sinistra non esistono. Esiste un gruppo di affari. L'Italia è il suo business. Le nostre tasse sono le sue entrate.

I media sono la sua voce. Non esistono giornalisti buoni e giornalisti cattivi.Esiste l'informazione di regime.

E' solo una questione di sfumature tra l'Unità e il Giornale, tra il Tg1 e il Tg5. Non esistono giornalisti, esistono persone che hanno il coraggio di manifestare la verità e diventano eroi, star, cittadini sotto scorta. Esistono persone che scrivono, parlano, comunicano. Si chiamano uomini e donne. Esiste l'ordine naturale di chi sa leggere, scrivere, parlare e usa queste sue capacità per descrivere il mondo. Nessuno è un giornalista, tutti siamo giornalisti. In Rete tutti siamo giornalisti. I giornali e le televisioni sono il passato.”

Questo é il comunicato politico n°10 postato sul sito/blog di Beppe Grillo il 28 Aprile 2008, qualche giorno dopo il v-day, il ballottaggio per le amministrative di roma e lazio, le politiche conclusesi con la vittoria del pdl e la scomparsa (parlamentare) della cosiddetta sinistra estrema (!).Sembra tutto condivisibile, tanto che qualcuno lo affermava già da un pezzo ormai, e lo stesso grillo solo l'anno scorso parlava di abolizione del partitismo.Non volendo dar certo il merito (UNICO) al comico/giornalista genovese, certo è che lui e i suoi esistono e fanno breccia, non si può certo negarlo, tanto da riuscire anche a far compromessi e collaborare con figure invece ancora addentro a quel sistema che loro stessi condannano e questo é importante, innovativo, svecchiato e non INCOERENTE come vogliono i più : l'essere “fedeli alla linea” (oggi più che mai) non ha davvero senso, in un verso o in un altro, la cosa importante, anzi fondamentale, é la collaborazione, per quanto possibile allo scopo di perseguire obiettivi comuni, ma sopratutto pragmaticamente significativi; in sostanza riuscire a rivoluzionare lo stato di cose che perdura ormai da troppo tempo e di cui TUTTI (a parte quelli che hanno sempre magnato e che continuerebbero a magnare grazie al sistema che permette loro di farlo) si sono davvero stufati.Il sottoscritto ricorda che già dieci anni fa (ma anche prima!) eravamo già in molti a non riuscire davvero a capire perché bisognava continuare ad eleggere dei rappresentanti di liste con colori e simboli che erano quanto di più lontano dall'idea più “giusta” di politici e politica.

Ricordo quando si parlava per la prima volta di “tecnici” che avrebbero dovuto mettere a posto l'italia; ricordo quando qualcuno ha pensato di tirarli fuori dal cilindro questi presunti tecnici e ricordo che fine hanno fatto loro e i soldi degli italiani.E allora parliamo piuttosto di operai specializzati anziché di tecnici : chi può agire nella maniera migliore é certamente colui o colei che sa dove mettere le mani, si, ma sa anche, essendo dotato/a della massima umiltà possibile, che ciò che sta facendo lo sta facendo per se stesso/a e per tutti i propri concittadini e concittadine; questo dovrebbe costituire da solo un compenso ben + alto di qualsiasi remunerazione pecuniaria.

Destra e sinistra sono parole che un tempo, forse, avevano di che esistere ( ma questo é un discorso troppo lungo per poter essere esautorato hic et nunc ), oggi é tutto abusato, riciclato (MALE!) e tutto perde pezzi da ogni lato e noi continuiamo come sciocchi automi al servizio di chi comanda (ancora!) a riappiccicare questi pezzi, a tenerli con le mani e i piedi, senza stancarci, non sapendo che così facendo logoriamo noi stessi e gli altri e impieghiamo le nostre energie nel peggiore dei modi.E allora, senza troppo schierarci ne per uno per per l'altro, siamo concreti e pratici : le cose da fare ci sono eccome, e sono così tante che davvero non se ne vede ne l'inizio ne la fine ormai; l'unica cosa da fare è buttarcisi dentro, tanto per cominciare, e ottenere dei risultati che non siano solo apparenti e che non nascondano dietro null'altro (come di solito accade dalle nostre parti!).

E ci sono cose da criticare, chiunque le faccia o le dica, e c'é di che indignarsi e incazzarsi, senza pensare di indorare pillole solo perché hanno un rivestimento gradevole alla nostra vista (i nostri sensi ci ingannano sempre!); ma c'é anche la storia e la memoria senza le quali non si va davvero da nessuna parte, senza le quali non si può pensare di crescere civilmente poiché senza di ciò scomparirebbero le esperienze (passate), già vissute da qualcun altro, e il riviverle sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti del dolore di chi l'ha provato senza poter far nulla (o potendo far molto poco!) nonché una perdita di tempo nella direzione del miglioramento personale e civile.

E se dire qualcosa in un contesto in cui sembra tutto fermo, impantanato, vuol dire fare i rivoluzionari allora viva la rivoluzione e chi la fa. Andare avanti, soffrendo quasi ad ogni passo ci consente di diventare sempre più forti e si é tanto + forti quanto più si riesce a resistere.

E resistere é più facile quando non siamo soli e quando sappiamo e vediamo che non siamo gli unici ad avere questa necessità (vitale). Dunque, innanzitutto, partiamo dalla verità, facciamola conoscere a tutti, bambini o vecchi, esigiamo libertà di espressione per tutti e tutte, libertà di partecipazione per tutti e tutte, libertà di mandare al diavolo chiunque se lo meriti.

La conoscenza la fanno le persone, non pochi o poche. La conoscenza é il mezzo che ci permette di sapere e addirittura prevedere. La conoscenza non esiste se qualcuno la veicola. Combattiamo coi denti e col sangue la censura e qualsiasi forma di coercizione, ovunque questa sia e non abbiamo paura di essere "contro" ciò che ci sta più vicino : senza la critica e l'opposizione non può esserci cambiamento!


RESISTTOEXIST!


Wednesday, April 09, 2008

VOTAZIONI : PRECISAZIONI

Questo posting segnala una correzione alla notizia che gira da un pò su internet e a cui é stato dedicato il posting precedente.

Per quanto neanche da ciò si evinca un'informazione chiara ed esauriente la riportiamo per onore al vero.

Interessante notare come anche il sito http://www.riforme.net/ , già citato sotto dal lettore e considerato dalla redazione di Rivistoriantago "confusionale", riporti la possibilità di cui al posting precedente, e la cui diffusione online é attribuita in primis a Marco Travaglio e indichi come reale alternativa al voto quella della verbalizzazione.

Qui di seguito trovate una lettera inviata dalla redazione della Rivistoriantago ai suoi lettori, la risposta di questo e la contro-risposta di nuovo della redazione.

Altra cosa importante da notare é come la redazione di Rivistoriantago "insista" sulla quasi "solennità" dell'esercizio del voto, cosa che non ci sembra decisamente andare nella direzione della totale libertà.

Che la democrazia non ce l'abbia regalata nessuno non ci pare proprio un buon motivo per dover consegnare NUOVAMENTE il paese in mano ai magnamagna!


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Date: Tue, 8 Apr 2008 17:53:55 +0200
From: mi.cito@libero.it
To: rivistoriantago@inventati.org
Subject: Re: [Rivistoriantago] non voto consapevole

SU QUESTO TEMA HO RICEVUTO IL SEGUENTE MESSAGGIO DA PARTE DELLA REDAZIONE DEL PERIODICO "IL DIALOGO":

Ci permettiamo di scrivere eccezzionalmente a tutti gli iscritti alle nostre mailing list per segnalare che continuano a girare in Internet email palesemente truffaldine riguardo alla modalità di espressione del voto alle oramai prossime elezioni politiche del 13-14 aprile.

La questione riguarda coloro che, scontenti di come vanno le cose, hanno deciso di votare scheda bianca o nulla o di non andare proprio a votare. In queste email si invita tutte queste persone ad andare ai seggi e mettere in atto un comportamento che viene presentato come legittimo, quello di rifiutare la scheda e di far mettere a verbale il perché del rifiuto, ma che legittimo non è. Viene poi detto che il voto bianco o nullo andrebbe a favore di chi prenderà più voti.
Niente di più falso.

Anche la legge "porcellum" voluta dal governo di destra del 2005, prevede che per il calcolo delle percentuali, per l'assegnazione dei seggi e per il calcolo degli sbarramenti, vengano considerati solo ed esclusivamente i VOTI VALIDI, con l'esclusione quindi dei voti bianchi e nulli. Il voto bianco e nullo ha come unico effetto quello di far abbassare la quantità di VOTI VALIDI necessari per raggiungere i quorum di sbarramento.

Inoltre non è prevista da alcuna norma la possibilità di recarsi al seggio per rifiutare la scheda facendo mettere a verbale una propria dichiarazione sul perché del rifiuto. I reclami di cui si parla nella legge elettorale possono riguardare solo ed esclusivamente il corretto svolgimento delle operazioni elettorali (timbratura delle schede, accertamento della identità degli elettori, spoglio dei voti ecc) e non certo la messa in discussione della legge elettorale stessa che deve essere fatta con ricorsi specifici all'ordinamento giudiziario.

Rifiutare la scheda e chiedere di mettere a verbale una propria dichiarazione si configura invece come TURBATIVA DEL CORRETTO SVOLGIMENTO delle operazioni di voto (art. 44 D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361) dando la possibilità al presidente di far intervenire la forza pubblica per il ripristino del corretto svolgimento delle operazioni di voto.

A noi sembra del tutto evidente che ci sia il tentativo di creare turbamento delle elezioni inducendo gli elettori a mettere in atto comportamenti non corretti sul piano del rispetto delle regole, DANDO LA POSSIBILITA' DI MILITARIZZARE IL VOTO. E' anche del tutto evidente chi può trarre vantaggio dal turbamento delle elezioni.

Invitiamo quindi tutti i nostri lettori a non cadere nelle "bufale internettiane sul non voto" e a vigilare attentamente sullo svolgimento delle elezioni perché la democrazia non c'è l'ha regalata nessuno. Ognuno voti secondo coscienza senza bisogno di dare adito a turbative che vanno ad esclusivo vantaggio di chi vuole stracciare la democrazia.

Per chi volesse leggere il testo integrale delle leggi elettorali vigenti può scaricarlo dal sito della Camera dei Deputati al seguente indirizzo:


http://www.camera.it/files/pdf/documenti/MANUALE_11marzo2008.pdf

La redazione


SENZA ESPRIMERMI NEL MERITO POLITICO, HO MANDATO LA SEGUENTE RISPOSTA:

Grazie per l'informazione e soprattutto per il link. Chiaramente l'informazione che circola sul conteggio dei voti è scorretta. Mi resta però un dubbio e forse una correzione da fare.

La premessa è che nell'ambito della normativa vigente il cittadino non è tenuto a votare, essendo scomparsa ogni forma di segnalazione della mancata presenza al seggio. Poniamo il caso di una tornata referendaria con diversi quesiti. L'elettore può ritenere utile votare per il referendum X e non per quello Y, nonostante siano indetti nello stesso giorno. Se non potesse rifiutare la scheda del referendum Y, questa circostanza sarebbe in contraddizione con il suo diritto di non esprimere alcun voto, compresa la scheda bianca o nulla. Né d'altra parte questo diritto potrebbe essere condizionato al non recarsi al seggio, perché questa condizione sarebbe in contraddizione con il suo diritto costituzionale al voto per il referendum X. Ne consegue che l'elettore può recarsi al seggio e rifiutare la scheda che gli viene offerta. In termini pratici, è proprio quello che ho fatto in occasione del referendum sulla giustizia, abbinato, mi pare, a quello sul nucleare (che invece votai). Mi costò una breve discussione, ma alla fine il presidente si convinse e mise a verbale.

Secondo questo sito (http://www.riforme.net/2008/rass08-019.htm), inoltre, è espressamente previsto dalla legge che si possano esprimere e verbalizzare reclami e proteste su cui la Camera è poi tenuta a pronunciarsi.

Se poteste ulteriormente approfondire ve ne sarei grato.


ECCO LA RISPOSTA

Gentile Michele,

come abbiamo scritto nella nostra email ribadiamo che i reclami e le proteste previsti dalla normativa riguardano esclusivamente lo svolgimento delle operazioni elettorali che possono inficiare la validità del voto come ad esempio far votare una persona senza essere certi della sua identità, far entrare nella cabina elettorale non solo l´elettore ma anche un accompagnatore che possa influire sul suo voto, errata procedura di vidimazione delle schede, consegna di schede già votate all´elettore e quant´altro non rispetti le procedure di voto.

Il cittadino ha diritto di votare e di farlo liberamente. E questo è un diritto sancito dalla Costituzione. Ha tre possibilità di farlo: votare per una delle liste in lizza, votare bianco, votare annullando la scheda. Chi non vuole esercitare tale diritto non va semplicemente a votare. Se si reca al seggio lo fa per esercitare il suo diritto di voto. La legge non può quindi consentire, e non lo consente, al cittadino che si reca al seggio di rifiutare le schede elettorali e di far mettere a verbale una sua dichiarazione che motivi questa sua scelta. Questa è sicuramente un´azione di turbativa del regolare svolgimento delle elezioni che può essere, e la legge lo prevede, impedita dal presidente di seggio che può, essendo in quel momento ufficiale di polizia giudiziaria, anche denunciare gli elettori che mettono in atto azioni di disturbo del regolare svolgimento del voto.

Diverso è il caso della effettuazione di più referendum nella stessa giornata. In quel caso il cittadino ha diritto a votare per un referendum o più referendum, ma non voler votare per alcuni di essi. Nel caso del referendum, come è noto, la Costituzione prevede il raggiungimento del quorum per la sua validità. Dunque nel caso di più referendum nella stessa giornata il presidente di seggio non deve far altro che segnare sul verbale i cittadini che hanno rifiutato di partecipare ad uno o più referendum ma semplicemente per la regolarità dei conteggi in fase di spoglio dei risultati, senza specificare alcuna motivazione di tale scelta del cittadino perché è un suo diritto.

Il sito da lei citato, infine, fa gran confusione perché continua a parlare di un diritto di effettuare "reclami e proteste" senza specificare su che cosa tali "reclami e proteste" possono essere fatti. Non certamente sulla legge elettorale, per la qual cosa ci si deve rivolgere ai giudici competenti, ne certamente per turbare il corretto andamento del voto che, da tutte le email che circolano su tale argomento, è l´unico scopo chiaro di chi è promotore della iniziativa del cosiddetto "astensionismo attivo".

Si tratta di Email che traggono in inganno i cittadini perché li espone alla possibilità di subire azioni di polizia giudiziaria con azioni penali susseguenti senza averne alcuna informazione.

Violare le leggi come atto di disubbidienza civile è possibile ma a patto che chi lo fa sappia fino in fondo a che cosa va incontro. Chi cerca di coinvolgere i cittadini in azioni di "presunta disobbedienza civile" con l´inganno non è degno di alcun rispetto, è semplicemente un truffatore e basta.

Sperando di aver chiarito ulteriormente la questione e Ringraziandoti per l´attenzione ti porgiamo cordiali saluti

La redazione

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Rivistoriantago mailing list
Rivistoriantago@inventati.org
https://www.autistici.org/mailman/listinfo/rivistoriantago

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Molto utile é questo link http://www.slipperypond.co.uk/archivi/post626 :
assolutamente da leggere il commento postato da Michela

Tuesday, March 18, 2008

NON SPRECHIAMO IL NOSTRO VOTO!!!

Per chi non sa chi votare alle prossime elezioni, perchè non si sente rappresentato e non vuole farsi rappresentare da nessuno di questi politici.
Metodo tratto da un commento a un post di Travagliosulla candidatura di Ferrara,il link: http://www.voglioscendere.go.ilcannocchiale.it/
METODO LEGALE PER ESPRIMERE IL PROPRIO PERSONALE DISSENSO AI CANDIDATI DELLE PROSSIME ELEZIONI ED ASSOLVERE AL PROPRIO DOVERE DI CITTADINO SENZA REGALARE VOTI INCONSAPEVOLMENTE!
Se votate scheda bianca o nulla perchè non vi sentite rappresentati da nessun partito, in realtà, favorirete il partito con più voti. Infatti (vedere REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA) anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti.
ESISTE UN'ARMA LEGALE CONTRO QUESTA LEGGE INDECENTE E ANTIDEMOCRATICA!
Di seguito i riferimenti legali. Tutto si basa su un uso puntiglioso' della legge : illustro nei dettagli il sistema da usare: ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: "Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato". PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLASCHEDA ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (adesempio 'Nessuno dei politici inseriti nelle liste mirappresenta') COSI FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO NULLO O BIANCO SIACONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU'VOTI.
Nel caso in cui gli scrutatori vi facessero problemidi inattuabilità della procedura appellatevi alseguente testo di legge: Testo Unico delleLeggi Elettorali, D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art.104 - Par. 5 5)Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta diinserire nel processo verbale o di allegarvi protesteo reclami di elettori è punito con la reclusione dasei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.

(Vedi anche http://www.forum.rai.it/lofiversion/index.php/t194155.html)

DIFFONDIAMO QUESTE INFORMAZIONI, DIAMOCI UNA POSSIBILITA' DI ESPRESSIONE POLITICA PUR NON SAPENDO DOVE APPORRE LA PREZIOSISSIMA (!) CROCE DI GRAFITE.

Tuesday, March 04, 2008

Difendiamo il diritto all'aborto!

Vegetariane/i! Vegane/i! Difendiamo il diritto all'aborto!

Molti pensano che chi non mangia animali e derivati animali lo faccia in nome di un generico rispetto per la «Vita»; in particolare, quando si discute la questione dell'aborto, ci si aspetta che vegetariani e vegani siano necessariamente sostenitori del diritto assoluto del feto a nascere anche contro la volontà della madre. Alcune/i vegetariane/i e vegane/i sono probabilmente di questa opinione, ma noi no, e in questo momento in cui l'attacco all'autodeterminazione delle donne in materia di maternità si fa sempre più violento vogliamo unire la nostra voce a quella di tutti gli altri soggetti della società italiana che si stanno mobilitando per difendere il diritto delle donne all'interruzione di gravidanza.

Rifiutando di mangiare animali, noi rifiutiamo quella concezione «essenzialistica» della vita che ritiene degna di rispetto e di esser difesa la sola vita umana persino nelle sue forme potenziali (embrioni e feti di poche settimane). Per noi, sono degni di rispetto e di essere difesi gli individui senzienti, che cioè sono soggetti di una esperienza cosciente, che sono in grado di provare sensazioni, di avere idee, di intrattenere relazioni emozionali e sociali con altri soggetti, che hanno una storia - anche minima - fatta di esperienze passate ed aspettative sul futuro. I miliardi di animali non umani abbattuti ogni anno per il consumo di carni e derivati rientrano in pieno in questa definizione ed è per questo che abbiamo scelto di non partecipare alla loro messa a morte diventando vegetariane/i e vegane/i.

Sappiamo che ritenere vite non umane adulte più degne di rispetto di vite umane, seppure potenziali, ci potrebbe far accusare di essere «anti-umani». Rifiutiamo questa accusa in modo fermo, per due motivi.

Primo, perché nel caso dell'interruzione di gravidanza sono in conflitto interessi di due vite umane delle quali l'una, quella del feto, è una mera esistenza biologica, mentre l'altra, quella della madre, è una esistenza storica con un suo passato ed una sua progettualità personale: sostenendo il diritto della donna ad abortire se lo ritiene necessario, noi valorizziamo la sua capacità di fare scelte responsabili nei confronti della propria maternità. Nell'alimentazione carnea, invece, c'è un conflitto di interessi talmente sproporzionato - la vita dell'animale mangiato contro una mera questione di abitudine e/o di gusto dell'umano che lo mangia – che dare priorità all'umano non valorizzerebbe altro che un'inutile crudeltà.

Secondo, perché criticando l'allevamento di animali per ricavarne prodotti da mangiare, ci opponiamo all'idea malsana che essi esistano solo come esemplari di certe loro funzioni biologiche (riprodursi ed ingrassare) piuttosto che come individui; sulla base di questa consapevolezza, individuiamo la stessa idea malsana all'opera nel discorso di coloro che vogliono impedire alla donna di scegliere se essere madre o no, negando la dimensione emozionale e sociale della maternità per ridurla a produzione di feti da difendere a qualunque costo, incatenando la donna alla sua biologicità e vedendo in lei solo un contenitore procreativo, e non un individuo dalle mille potenzialità e dai mille desideri. Non è una coincidenza se il pensiero patriarcale ha sempre collegato strettamente femminilità ed animalità: noi vogliamo liberare dal suo giogo l'una e l'altra.

Per questi motivi, nelle piazze italiane in cui verranno espresse le rivendicazioni delle donne l'8 marzo prossimo, auspichiamo ed incoraggiamo una presenza vegetariana/vegana, che faccia sentire la sua voce contro il patriarcato e in difesa della laicità, ed ovviamente contro lo specismo.


Vegetariane/i! Vegane/i! In piazza l'8 marzo!
( tratto da http://www.donneanimali.org/it/comunicati/20080308.html )

Tuesday, February 12, 2008

Solo sdegno, quello che parte da dentro!

Lo sdegno di fronte alle crudeltà, alle ingiustizie, alle violenze da parte degli esseri umani più forti su quelli più deboli é qualcosa che si prova se si possiede una certa "sensibilità", quella che ci fa sentire svuotati, affranti, desiderosi solo e soltanto di scomparire o addirittura di uccidere, anche nel modo più crudele possibile, il o i responsabili della sofferenza dei più deboli individuando così l'unico modo per porvi fine. Se chi già prova sdegno davanti a fatti "sporadici" si fermasse ancor più attentamente ad osservare gli esseri umani, le loro azioni, in qualsiasi angolo della terra, con continuità, penserebbe , a buona ragione, all'estinzione del genere umano o quantomeno ad una strage! E questo succede spesso a quelli soprattutto che vivono in paesi in cui c'é stata (o continua ad esserci) la legalizzazione dei crimini ad opera delle forze dell'ordine e del governo stesso.
Ma attenzione, perché a parlare di omicidio, assassinio, potrebbe essere davvero pericoloso, soprattutto per chi come colui che scrive questo blog non ha ne amici influenti ne ricopre cariche importanti ne dispone di una illimitata capacità economica.
Si perché sono quelli "facili da prendere" che ci rimettono il più delle volte, é più semplice : non ci sono autorità a cui dar conto, interessi lesi da preservare o meccanismi di potere che non possono essere ostacolati.

Questo é ciò che quotidianamente accade qui in italia, così funzionano NORMALMENTE le cose nel nostro bel paese "pizza, café e mandulin", nella nostra repubblica democratica basata sulla truffa.

Come si può pensare di essere in un paese in cui c'é giustizia, libertà, democrazia, in un paese in cui si é al sicuro (e questa sicurezza é garantita) se poi assistiamo a orrori come quello accaduto il 25 settembre 2005 a Ferrara ?

Come si può anche solo minimamente pensare di fidarsi dei preposti (ossia coloro che sono stati istruiti, dopo essere stati addirittura "SELEZIONATI"(!), e poi assunti e pagati...dai contribuenti!!!) a mantenere l'ordine e la legalità se poi questi si comportano NORMALMENTE nella maniera esattamente contraria?

Come é possibile che degli agenti di polizia (addirittura 4!!) accusati di aver "ucciso per sbaglio" (!) un ragazzo incensurato, disarmato, di 18 anni, SOLO(!), siano ancora in sevizio e li si stia difendendo a tutti i costi? Da chi? E perché?

Come é possibile che chi é rimasto straziato da un fatto come questo già doloroso di per se, non possa quantomeno ottenere delle risposte CERTE o debba aspettare anni per averne o non le ottenga affatto?

Perché non é successo che qualcuno si sia preso la briga quantomeno di tradurre in un riconoscimento (più o meno formale), in una qualche ammissione almeno di una parte di responsabilità per quanto accaduto e, al contrario, si rigiri il coltello in quella piaga aperta così, senza pravviso alcuno, senza alcun segno, a ciel sereno, dentro le vite di persone che "pagano regolarmente le tasse" (e che stipendiano gli stessi agenti di polizia responsabili dell'accaduto!!!) e non hanno mai fatto male a nessuno?

Cosa é necessario affinché un poliziotto venga immediatamente allontanato dal servizio?

Cosa bisogna fare per ottenere maggiore sicurezza e pretendere che persone pericolose non siano + "al servizio dei cittadini" perché potenziallmente dannosi per i cittadini stessi e non "abili", quindi, a svolgere il servizio a loro assegnato?

Ci sarà qualcuno della polizia che un giorno rivolgerà delle scuse, delle parole cariche di un qualche senso di colpa, nei confronti della famiglia e degli amici di Federico Aldrovandi o semplicemente dei suoi concittadini italiani tutti?

Come si può pensare solo per un istante che quando sono i "cittadini" (italiani!) a sbagliare li si debba punire subito nel peggiore dei modi e in tutti gli altri casi si possa usare un metro dissimle per giudicare?

Come non si può subito vergognarsi di aver ridotto un ragazzo incensurato, disarmato, di 18 anni, SOLO (!), in queste condizioni


Chi pensa che il nostro paese non possa paragonarsi a paesi in cui é esistita (o esista) una dittaura militare , in cui si sono perpetrati crimini e ingiustizie sotto gli occhi di tutti e per i quali nessuno é mai stato punito non considera che questo, invece, può accadere sempre e ovunque; ed accade spesso con le stesse modalità usate in America Latina o in molti paesi dell'Asia o, in un passato non troppo remoto, in tutto l'Occidente! Non possiamo davvero fare un granché, c'é da dirlo, per evitare concretamente tutto ciò, soprattutto nel momento stesso in cui si verifica; solo non fermiamoci nemmeno a pensare che vada tutto bene e che ci sia qualcuno che si preoccupa di far rispettare leggi e di assicurare pari diritti a tutti; almeno non molliamo la presa, non entriamo nell'ottica di quelli che credono che tutto sia loro dovuto solo per esser venuti al mondo in una società "occidentale" e "moderna", in cui le ingiusitizie sono e saranno sempre punite e in cui , prima o poi, "la legge farà il suo corso"!

Saturday, September 15, 2007

Contro la famiglia.

" Aiuteremo a modificare le leggi che governavano i cosiddetti paesi civili di oggi: leggi che hanno coperto la Terra di polizia segreta, campi di concentramento, oppressione, schiavitù, guerra, morte "

(Allen Ginsberg)


Liberiamo e liberiamoci dalle false regole, dalle stupide prese di posizione, dai luoghi comuni, dalle sicurezze sempre ed a qualsiasi costo, dalle fedi cieche.

Liberiamo e liberiamoci da TUTTO il nostro background, senza però rinnegarlo, non avrebbe senso.

Liberiamo e liberiamoci da ciò che ci spinge a perseguire obiettivi che crediamo importanti senza ri-considerarli alla luce del tutto.

Liberiamo e liberiamoci dai moralisti e da tutte le persone che hanno pretese di insegnamento, loro che vivono in un mondo assolutamente artefatto, in una vera e propria non-realtà.

Liberiamo e liberiamoci delle idee di coloro che vestono i panni di quelli comprensivi, moderati, che "hanno vissuto" e "hanno fatto esperienze diverse" tanto da definirsi persone "di intelligenza e buon senso".

Liberiamo tutti gli esseri viventi (di qualsiasi specie essi siano) che non possono farlo da sè!

Ginsberg & Co. sin dagli inizi degli anni 50 hanno aperto le danze a quello che sarebbe stato uno dei giri di valzer non sempre piacevoli e del tutto liberatori per coloro che lo hanno ballato fino in fondo.
Per quanto quell'eco fosse così forte allora, come direbbero alcuni sociologi, per il periodo storico così "particolare" (la seconda guerra mondiale da poco terminata, gli orrori che sembravano non arrestarsi ma crescere di mese in mese), oggi lo spirito é rimasto tale e quale dentro coloro che riescono a non fermarsi alla realtà osservabile immediatamente.

" Beat è il viaggio dantesco, il beat è Cristo, il beat è Ivan, il beat è qualunque uomo, qualunque uomo che rompa il sentiero stabilito per seguire il sentiero destinato "

(Gregory Corso)

Per quanto quelli della beatitudine (o del battito, o del ritmo) fossero (forse) DAVVERO convinti che l'unica strada perseguibile per la liberazione e la salvezza fosse quella della rottura completa da ogni regola e/o convenzione erano in un momento troppo caldo, rovente, per poter fermarsi e riflettere più a lungo (fortunatamente!)
Del resto per moltissimi non esistevano alternative : o continuare a subire o vomitare ovunque ed addosso a chiunque la propria rabbia. Nonostante tutto ciò la beatpeople non é stata ne violenta ne intollerante ne nient'altro, al contrario dei loro successori.

Basta spostarsi dal Nord America all'Italia per rendersene conto.

Tuttavia anche in un contesto di "pura azione" come quello dei settanta in Italia riuscivano a crescere i frutti di quella controcultura da cui fortunatamente oggi possiamo ancora attingere per non far sembrare tutto il passato come qualcosa da rimpiangere o di cui aver rimorso.

A ottobre (2007) uscirà la riedizione di "Contro la famiglia", uno dei caposaldi della letteratura "Sociale" dei settanta (1975 per l'esattezza), passato tuttavia (come era ed é normale in questi casi) quasi inosservato non considerando il grosso polverone alzato dalla classe politica e dai benpensanti (che poi era la stessa cosa) dell'epoca, terminato con la condanna e l'arresto dei responsabili della sua realizzazione.

Grazie alla dott.ssa Silvia Casilio e ad un manipolo di irriducibili sostenitori della memoria che non deve e non può finire nel primo dei dimenticatoi, questo manifesto sarà di nuovo disponibile in versione cartacea, migliorata ed arricchita di molte nuove preziose informazioni e dettagli.

Intanto, per chi non vuole o non può aspettare, a questo indirizzo si trova il link diretto al testo rivisto e corretto e pubblicato da Stampa Alternativa nel '95

http://www.stampalternativa.it/liberacultura/?p=118

Non fermiamoci alle piccole apparenti conquiste, non smettiamo di lottare, mai!

In principio era l'azione.


Saturday, July 28, 2007

GUSTO!

Quando l'essere umano ha scoperto i recettori non aveva ancora moltissime categorie per poterli definire adeguatamente o per poter adeguatamente definire tutte le funzioni correlatevi (e oggi é SOLO un pò diverso!).
Del resto niente di nuovo : ciò é un dato comune davvero a molte altre "scoperte umane" (probabilmente a tutte!).
Possiamo dire, senza remora alcuna, che quando gli esseri umani cercano trovano soltanto una punta degli iceberg che auspicano (forse) di trovare.
E' sempre stato così e sempre lo sarà.

Dicevamo i recettori : un recettore, in ambito biologico microscopico (non considereremo in questo contesto gli "altri" recettori, quelli in ambito farmacologico), è una molecola che ha la funzione di ricevere un messaggio, e trasmetterlo a un'altra compagine biologica.

Nel suo significato più generale, un recettore è una struttura che si modifica quando viene eccitata da uno stimolo ambientale, determinando la produzione di un segnale che viene da essi(recettori stessi) trasdotto da una forma ad un'altra.

Un recettore sensoriale è un'intera cellula (spesso un neurone), specializzata nel rispondere con un segnale elettrico a particolari stimoli dell'ambiente in cui si trova; vale a dire, essa traduce gli stimoli sensoriali nel linguaggio del sistema nervoso. I recettori sensoriali sono raggruppati in organi sensoriali, come l'occhio, l'orecchio o la lingua; la loro attività elettrica dà luogo a percezioni SOGGETTIVE di luce, suono e gusto : gli esseri umani descrivono questi tipi di percezioni come i propri "sensi".

La stimolazione di un recettore sensoriale genera un potenziale di ricezione, un segnale elettrico la cui ampiezza è proporzionale all'intensità dello stimolo (in questo il potenziale di ricezione differisce dal potenziale d'azione).
I potenziali di ricezione possono dare luogo a potenziali d'azione negli stessi neuroni recettori, in alternativa, come nel caso delle cellule di recettori sensibili ai sapori, i potenziali di ricezione provocano la liberazione di un neurotrasmettitore (ossia una sostanza chimica) su un neurone postsinaptico che, a sua volta, produce potenziali d'azione che raggiungono il cervello.
Quindi tutto questo processo, sintetizzando, termina al/col cervello che (nelle sedi dedicate) "si appropria" delle informazioni arrivate, rielaborandole al contempo.

Gusto e olfatto si avvalgono di recettori(sensoriali) per la percezione degli stimoli esterni.
Il gusto e l'olfatto sono quelli che da sempre (o comunque da molto tempo) vengono definiti sensi, come la vista l'udito, il tatto. (Qualcuno parla anche di intuito.)

Siamo riusciti, nella nostra spasmodica ricerca, anche a differenziare, a loro volta, i singoli sensi.

I gusti sono diventati 5 : il dolce, il salato, l'amaro, l'aspro (o acido) e l'Umami (giapponese: 旨み、旨味、うまみ).

Per cui, oggi, se volessimo descrivere a un nostro simile un sapore ci serviremmo quasi sicuramente di queste categorie...accompagnando alla descrizione probabilmente un giudizio (per noi oggettivo!) di valore : "é buono", "é così così", oppure "non sa di niente".
Vorrei soffermarmi soprattutto su quest'ultima affermazione : é uno dei tanti modi di dire tipicamente umani che davvero poco agevolano la comprensione nostra e del nostro interlocutore.
Ci basta, infatti, non avere una delle "familiari" informazioni su ciò a cui siamo abituati, non riconoscere nessuno dei PRINCIPALI (ossia quelli che più degli altri vengono stimolati) gusti tanto cari al nostro cervello che immediatamente releghiamo il gusto in questione al.. NULLA.

Sulla base di ciò motiviamo le nostre preferenze gastronomiche e scegliamo cosa mangiare e cosa no, quando, ovviamente, a monte non vi sia nessun tipo di scelta etico-morale.

Una sola precisazione : non sempre ciò che scegliamo di mangiare ci piacerebbe (e lo sceglieremmo) se vi ci imbattessimo quando é nel proprio "stato originario"!

Aiutiamo la nostra mente!

Monday, May 28, 2007

Ebbasta co 'ste tradizioni popolari !!!

Qua (in Italia, intendo, ma non solo!) sembra, oggi più che mai, che abbiano tutti voglia di preservare, mantenere intatte le tradizioni di un tempo ( e di oggi!), diffondendo notizie su come é bello il proprio paese, la propria terra, la propria regione grazie anche alle tradizioni che da anni (a volte centinaia!!) si continuano a tramandare; amano tutti la ricchezza, il lusso, le comodità ma quando si tratta di "rivedere" il folklore, magari anche di abolire certe usanze che davvero poco a tutt'oggi hanno di che continuare ad essere (ammeso che ne abbiamo mai realmente avuto!) ecco che sfoderano spade, lance e coltelli (metaforicamente, in questo caso!) affinché non si tocchi la festa di paese o l'usanza regionale o nazionale. Le cerimonie religiose, le processioni, le "uscite" di carri, navi, e quant'altro con questo o quel'emule di santo (o santa) sembrano essere l'ultimo baluardo di un'identità (individuale) da custodire gelosamente: ma perché?
Che in un mondo in cui sembra che tutti condividano o possano condividere tutto ci sia il bisogno (individuale) di riconoscersi in contesti più specifici?
Che il semplice essere cittadini della terra lasci poco spazio ad un'identificazione specifica necessaria per sentirsi un pò "diversi" rispetto a TUTTI gli altri?
Ma davvero l'essere umano ha (ancora) bisogno di questi espedienti per potersi sentire accettato, affermato, portatore di una cultura "particolare" nel mondo?
Quand'é così allora é bene ricordare che molti di questi riti o pseudo tali fanno uso di esseri viventi per poter essere celebrati, a volte anche di esseri umani (lo specifico per gli antropocentristi!) che rivestono un ruolo prettamente "materiale" checché si voglia credere e far credere che abbiano una vera e propria "funzione necessaria" al "buon esito" del tutto: l'immolazione é l'atto estremo in cui questa funzione si traduce.
E sarebbe anche bene ricordare (soprattutto a coloro che non amano buttar via i propri soldi senza poterlo liberamente decidere!) gli enormi sprechi di energia elettrica e fuochi pirotecnici per rendere la festa ancor più spettacolare....e "unica"!

Ad ogni modo sarebbe ora di smetterla!

Pace.


Tuesday, May 01, 2007

Specismo, Razzismo, Sessismo




(quale chiave di interpretazione?)

Immaginare che ci sia un substrato comune da cui si originano e prendono forza questi tre termini non é difficile, seppur in maniera superficiale : più complicato é riuscire DAVVERO a delinearlo univocamente. Bisogna però porre molta attenzione alle facili spiegazioni che concorrono al rendere semplicistiche le differenze tra i suddetti concetti a cui si vuol far riferimento. Sarebbe troppo semplice dire che l'essere umano ha cominciato a discriminare PRIMA quella specie o PRIMA quella etnia o PRIMA quel genere e da li tutti gli altri.

Secondo Marco Maurizi "l’evento storico che è alla base dello specismo, del sessismo e del razzismo è il sorgere della contrapposizione tra spirito e natura. Questa separazione dalla natura e la nascita dell’illusione di una realtà spirituale superiore alla natura sono alla base dello specismo, del sessismo e del razzismo. Di volta in volta l’uomo considera sé come rappresentante dello spirito e proietta sull’altro l’inferiorità della natura non-spirituale (gli animali, la donna, le altre “razze”)." (1)

Tuttavia é davvero difficile dire se e come questo processo si sia attivato e in che direzione (ossia da dove a dove) sia andato. E difficile decretare se sia nato prima lo specismo, il sessimo o il razzismo. Certamente la differenza che balza subito agli occhi->e alla mente é che, mentre il sessimo e il razzismo sono relativi al rapporto essere umano/essere umano, lo specismo a quello essere numano/altro-essere-vivente.

"La domanda che ci poniamo è allora la seguente: non è più probabile che sia stata la pratica della schiavitù umana a desensibilizzare nei confronti della schiavitù animale, piuttosto che il contrario? Ciò che si ha il coraggio di fare all'altro uomo, non si ha alcuno scrupolo a perpetrarlo nei confronti dell'animale; laddove l'uomo diventa cosa, l'animale è già ridotto a una res nullius. Non ci vuole molta immaginazione a dire che l'uomo è diverso dalla renna e fondare su questo una gerarchia di valori. Molto più difficile è arrivare a concepire che tra uomo e uomo sussista una differenza altrettanto radicale. Si obietterà: ma proprio per questo sosteniamo che per arrivare a concepire la differenza razziale è necessario prima passare per la differenza di specie. Ma con eguale ragione si potrebbe dire: solo laddove l'uomo arriva a porre una differenza radicale tra esseri in tutto e per tutto simili ha gli strumenti concettuali per porre un abisso tra sé e il resto del mondo animale." (2)




Wednesday, April 18, 2007

TERMINOLOGIE




Come molte altre parole (la maggior parte!) utilizzate dagli esseri umani NATURALE é una di quelle che, alla stregua di molte altre nel passato (e nel futuro ancora ci saranno), ha avuto una fase di "tendenza" come é solita definirsi in questi casi.
La riscoperta di ciò che é NATURALE, dopo magari aver provato a vivere in maniera "sregolata", "stressata", "irregolare", é una tappa quasi obbligata per quelli della doponewage; tutto é contrapposto a NATURALE che vuol dire benessere(per l'uomo), pace, armonia, equilibrio. Ad ogni modo, al di dentro e al di fuori di una tendenza creata o non, davvero un abuso esagerato si fa del suddetto termine, fino a giustificare quasi tutto in suo nome.
Anche gli "esperti" hanno sottovalutato (e continuano a farlo) l'abuso di esso.

Si può mangiare perché é naturale.
Si può bere perché é naturale.
Si puo toccare perché é naturale.
Si può guardare perché é naturale.
E' naturale, fa bene a tutti(gli esseri umani)!

Ci sono esseri umani per i quali tutto é lecito nel momento in cui si rientra in un'ottica di "NATURALEZZA".

Alcuni dicono che , ad esempio, le pulsioni sessuali degli esseri umani sono legate alla propria NATURA, intendendo che , siccome l'uomo ha il pene e la donna la vagina essi dovrebbero provare NATURALMENTE attrazione verso il proprio (NATURALE) complementare. Ergo il discostarsi da tutto questo é una devianza che ha sicuramente delle cause più o meno spiegabili a partire dal vissuto del soggetto (ed ecco gli psicologi improvvisati che si fanno avanti per addurre le proprie teorie della domenica mattina!).

Alcuni dicono che siccome la donna porta in grembo il bambino é lei che é la preposta allo svezzamento (e non solo quello prettamente "fisiologico") , all'educazione e a quant'altro. Inoltre gli stessi asseriscono che il bambino senza la NATURALE "figura paterna" avrà certamente difficoltà a svilupparsi "correttamente" e a diventare un adulto "normale" perfettamente inserito nella società.

Alcuni dicono che siccome "solitamente" le donne sono meno "forti" degli uomini é chiaro che a loro spetterà un tipo di attività diversa da quella di cui invece si dovrebbe occupare l'uomo e questo perché l'evoluzione "naturale" é stata di questo tipo.

Ma gli esempi sono davvero innumerevoli.

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-----------> e passando invece a qualcosa di più pratico?-----------> a questo proposito mi sono permesso di copiare qui di seguito uno stralcio tratto dal posting di un altro blog, quello di "Spaziosacro" per la precisione... sperando che l'autore non me ne abbia .... <-------------------- 309 parole, 21 views Categorie: Alimentazione
ATTENZIONE A NON FARSI FREGARE DAL TERMINE NATURALE

Un'abile miscela di marketing e semantica può giocare brutti scherzi.Purtroppo quando i termini diventano di uso comune prendono delle accezioni lontane dal significato delle parole stesse. E' il caso di "naturale", termine troppo spesso usato a sproposito o astutamente inserito per confondere consumatori poco abili. Stesso discorso si potrebbe fare per "ecoincentivi", parola che sempre più spesso compare nelle concessionarie, o ad esempio "bio", vera e propria fonte di manipolazioni semantico-commerciali. Ma non voglio divagare, intendo concentrarmi solo su un termine specifico, in questo caso "naturale", e su una tipologia ben precisa di prodotti, ovvero i cosmetici. Secondo uno studio pubblicato da Organic Monitor il consumo di cosmetici biologici sta crescendo in modo esponenziale, soprattutto in paesi come la Germania, la Francia e l'Austria dove si arriva a un 4% di vendite rispetto al totale, contro un 2% della media degli altri paesi europei, Italia compresa. Quindi nonostante la crescita si viaggia ancora su percentuali abbastanza basse.Ma da cosa dipende esattamente questa tendenza?Probabilmente dal fatto che, a differenza dei prodotti alimentari, non esistono standard garantiti a livello nazionale e comunitario, e quindi molte case produttrici di farmaci convenzionali si possono fregiare del titolo di "naturale" solo per il fatto di aver introdotto nei loro prodotti (chimici) degli ingredienti naturali. ..........continua..


FONTE greenplanet.net










Sunday, April 08, 2007

Gli animali soffrono: il profeta denuncia!



Gli animali soffrono:il profeta denuncia!







Anche chi non si occupa propriamente di animalismo, antispecismo, alimentazione riflette sulla posizione egemone dell’essere umano a discapito degli altri esseri viventi ed evidenzia a quanti non si pongono problematiche che invece dovrebbero essere ben chiare nella propria vita spirituale che l’uomo interpreta anche (o soprattutto) le leggi del proprio dio!

Wednesday, September 27, 2006

Cos'é NATURALE?



Cosa si intende per NATURALE?

é lecito chiedersi se davvero sia mai esistita una natura-senza-uomo?
ed é "realistico" chiedersi se essa possa davvero esistere?


NATURA - definizione (tratto dal diz. onLine De Mauro)

s.f.
FO
1 il complesso degli esseri viventi, delle forze, dei fenomeni in quanto aventi in sé un principio costitutivo che ne stabilisce l’ordine e le regole: le meraviglie, i misteri della n., lo studio della n. | estens., ambiente fisico poco condizionato o modificato dall’intervento dell’uomo: difesa della n., vivere in mezzo alla n.
2 anche con iniz. maiusc., personificazione delle forze operanti nell’universo: n. feconda, n. creatrice; rendere, pagare il tributo alla n.: morire; lasciar fare alla n.: lasciare che qualcosa si evolva in modo naturale
3a il complesso delle qualità, tendenze, disposizioni degli esseri umani o degli animali in quanto considerate innate: è proprio della n. umana socializzare; la n. selvaggia della tigre
3b indole, carattere di un individuo: ha una n. buona, è un uomo dalla n. collerica, è generoso di, per n. | persona con un dato carattere: è una n. contemplativa, creativa
3c l’insieme delle caratteristiche o qualità naturali di una cosa o di un fenomeno: l’argento è malleabile per sua n.; la n. di un problema, di una questione
4 CO eufem., parti genitali, spec. femminili


Polirematiche
in natura loc.avv., loc.agg. CO
1 loc.avv., allo stato naturale: i diamanti si trovano in n. allo stato grezzo
2 loc.avv., loc.agg., con beni, spec. prodotti naturali, o servizi invece del denaro: pagare in n., pagamento in n., scambio in n. | volg., con prestazioni di carattere sessuale natura morta loc.s.f. CO genere pittorico sviluppatosi nel Seicento nei Paesi Bassi, che raffigura soggetti inanimati, spec. fiori, frutta e selvaggina | ciascuna opera di tale genere: una n. morta fiamminga.





Ora é chiaro che quando, parlando con i nostri simili, usiamo o sentiamo usare il termine "naturale" automaticamente siamo portati a pensare a qualcosa che davvero poco ha a che fare con l'essere umano in quanto essere vivente che sceglie.


Ciò produce una specie di dicotomia tra la NATURA e l'ESSERE UMANO : non si riesce a pensare che alcune delle scelte dell'essere umano siano davvero nella direzione della NATURA.
Questo, leggendo le definizioni sopra riportate potrebbe essere anche condivisibile ma non più dell'esatto contrario : é, in fatti, anche vero che viene definito"naturale" qualsiasi delle "disposizioni d'animo" dell'essere umano così come di tutti gli esseri viventi, per cui , essendo le scelte dettate dalle disposizioni d'animo ecco che le scelte diventano magicamente "naturali".
Ma questo davvero non può essere accettato da tutti : perché?


Friday, June 02, 2006

Alimentazione : un punto di partenza.

salve a tutti.
questo blog nasce da un altro blog in cui mi sono imbattuto, dove l'autore postava questa frase "....del resto l'uomo nasce carnivoro..."

Io non credo che l'essere umano SIA 'naturalmente progettato' per ingerire carne e, infatti, se ciò può avvenire é soltanto per le (poche) migliaia di anni che ha passato a mangiarne nella maniera che meglio gli si confà : "umana"!

Mi viene 'spontaneo' motivare il mangiare la carne di animali uccisi un atto egoistico, dettato, il più delle volte, principalmente da ignoranza, mancanza di razionalità e/o non-rispetto nei confronti del REALE "ordine naturale".
Non é possibile pensare che oggi, nel 2007, l'essere umano giustifichi con la propria autoconservazione la scelta di ingerire sostanze animali ottenute dallo sfruttamento barbaro e dall'uccisione degli animali con i quali condivide la casa, ossia il pianeta terra; egli può scegliere in qualsiasi momento cosa mangiare e cosa no, senza che ciò infici minimamente la propria sopravvivenza.
Del resto sarebbe assurdo pensare che il cosiddetto istinto di autoconservazione sia qualcosa da assecondare a tutti i costi ed in qualsiasi modo "capiti".
Aggiungo che in realtà colui che pone sempre la propria sopravvivenza e quella della propria specie sopra ad ogni cosa dovrebbe preferire senz'altro il meglio per se e per coloro che lo circondano e mangiare carne o derivati animali é la scelta che va nella direzione opposta!